Contro il progetto si è schierato il campo rosso-verde. La proposta indebolisce a loro parere il principio di precauzione e crea rischi significativi per la salute pubblica, per l'ambiente e per la sovranità del Paese.
La maggioranza ha invece sottolineato la situazione di crisi in cui vive l'agricoltura svizzera. Durante le discussioni sono state evidenziate le procedure di autorizzazione definite inaccettabilmente lunghe: le pratiche pendenti sono centinaia. Il disegno di legge, è stato ribadito, rafforza la capacità produttiva del settore, consentendo di sostituire i vecchi pesticidi con nuovi prodotti fitosanitari.
Il progetto legislativo si basa su un'iniziativa parlamentare di Philipp Matthias Bregy (Centro/VS). A suo parere, la prassi attuale riduce la protezione delle colture, aumenta i prezzi e limita l'offerta per i consumatori.
Rispetto alla camera del popolo, quella dei Cantoni vuole che un'omologazione nell'Ue in caso di urgenza sia possibile automaticamente anche in Svizzera purché le disposizioni legali in materia di protezione dell'essere umano, degli animali e dell'ambiente del Paese di origine del prodotto fitosanitario siano equivalenti al diritto elvetico.
Sempre per quanto riguarda i pesticidi, il plenum ha in seguito accolto due mozioni (20 voti a 19 e 5 astensioni) che domandano la rapida omologazione dei principi attivi a basso rischio. Il Nazionale aveva già accolto i due atti parlamentari.