La voce più importante riguarda i programmi di ricerca dell'Unione europea (UE), per i quali è previsto un credito supplementare di 58,3 milioni di franchi. L'importo, ha spiegato Alex Farinelli (PLR/TI) a nome della commissione, è legato alla partecipazione elvetica ai programmi Horizon Europe, Euratom, Digital Europe e all'infrastruttura di ricerca ITER (la Svizzera è tenuta a versare un contributo obbligatorio per poter prenderne parte).
L'aumento dei costi è dovuto all'espansione del budget europeo per la ricerca e all'evoluzione del tasso di cambio. Da notare che nel suo messaggio il governo aveva chiesto 67,3 milioni, il Nazionale l'ha però ridotto di 9 milioni. Questa somma corrispondeva a una riserva di credito nel frattempo diventata superflua.
Un ulteriore credito di 7,6 milioni riguarda la partecipazione della Confederazione all'Agenzia spaziale europea (ESA), di cui la Svizzera è membro fondatore. L'aumento è legato sia all'incremento dei contributi obbligatori decisi dagli Stati membri (+2,6 milioni) sia alla partecipazione elvetica al programma "European Resilience from Space" (+5 milioni).
Altri 19,9 milioni verranno utilizzati per sostenere FFS Cargo nel traffico a carro completo isolato (TCCI). L'obiettivo è permettere all'azienda ferroviaria di rendere questa attività economicamente autosufficiente nel medio periodo attraverso contributi federali destinati a diminuire progressivamente negli anni successivi.
Infine, sono previsti 3,16 milioni per il trasporto di veicoli su rotaia nelle stazioni di carico della Furka e del Sempione. La Confederazione intende infatti assumere anche i costi della stazione del Sempione, sollevando da questo onere il Vallese.
Il dossier passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.