Parlando della soluzione sul tavolo, il relatore commissionale Erich Ettlin (Centro/OW) ha chiesto al plenum di mantenere la divergenza. Le proposte degli Stati sono state definite equilibrate: l'incremento dell'IVA comporta un contributo anche da parte dei pensionati, mentre l'aumento delle percentuali sui salari favorisce una redistribuzione, con i redditi più elevati che sostengono quelli più bassi.
La Camera dei cantoni ha comunque fatto un passo verso il Nazionale riducendo la portata dell'aumento dell'IVA: nella versione adottata oggi, l'aliquota ridotta applicata ai beni e servizi di prima necessità, quali le derrate alimentari, rimarrebbe invariata al 2,6% (finora gli Stati avevano proposto un aumento di 0,2 punti). L'aliquota normale dovrebbe invece salire di 0,4 punti percentuali (all'8,5%).
Inoltre, contrariamente al Nazionale, che vorrebbe limitarne la durata al 2033, l'aumento dell'IVA chiesto dagli Stati non sarebbe limitato nel tempo. Nella sua ultima decisione risalente a mercoledì scorso, la Camera del popolo aveva proposto un aumento dell'aliquota ordinaria di 0,5 punti, mantenendo invariata quella per i beni essenziali.
La soluzione del Nazionale, che non prevede aumenti dei contributi salariali, è però insufficiente: i maggiori introiti generati dall'aumento dell'IVA resterebbero nettamente inferiori all'aumento delle uscite generate dalla tredicesima, ha fatto notare la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider. "La proposta uscita oggi dal banco degli Stati - ha aggiunto la ministra dell'interno - permette invece di finanziare a lungo termine la nuova prestazione".
Vane le obiezioni sollevate dalla minoranza: per Fabio Regazzi (Centro/TI) l'aumento dei contributi salariali ridurrebbe le remunerazioni nette e aumenterebbe i costi per le imprese, colpendo soprattutto PMI e settori già sotto pressione in un contesto economico difficile. A suo dire, la soluzione del Consiglio nazionale eviterebbe invece ulteriori aumenti dei contributi e consentirebbe di guadagnare tempo per una riforma più strutturale e sostenibile dell'AVS.
L'oggetto torna ora un'ultima volta - domani - al Consiglio nazionale. Se quest'ultimo non dovesse allinearsi a quanto deciso oggi dagli Stati, il dossier finirà in Conferenza di conciliazione. Se anche in quella sede non si troverà una soluzione, la 13esima verrà comunque versata a partire dal prossimo dicembre.