(ats) Alle persone sovraindebitate sarà concessa una seconda opportunità di vivere senza debiti e in modo indipendente. Lo ha stabilito il Parlamento approvando oggi, in ultima lettura, una modifica della Legge federale sull'esecuzione e sul fallimento (LEF) in tal senso.

Questa mattina il Consiglio nazionale ha eliminato le ultime divergenze che lo opponevano agli Stati. Le persone che hanno accumulo debiti giudicati eccessivamente elevati potranno quindi in futuro essere sollevati dal loro fardello. Inoltre, avranno il diritto di dichiarare fallimento una volta nel corso della propria vita: una clausola aggiunta dalle Camere per evitare eventuali abusi.

Il consigliere federale incaricato del dossier, Beat Jans, ha parlato di "un enorme passo avanti per il nostro Paese". Questa revisione "permette a migliaia di persone di liberarsi dalla spirale dei debiti e di tornare a essere indipendenti", ha affermato il ministro della giustizia socialista.

L'udc, così come alcuni esponenti del PLR e del Centro, si è opposta al progetto, giudicato troppo svantaggioso per i creditori. Durante i precedenti dibattiti ha cercato di affossare la riforma senza successo. I favorevoli ritengono invece il progetto ben concepito ed equilibrato.

La procedura di fallimento per risanamento prevede che il debitore o la debitrice versi ai creditori, per un determinato periodo, tutti i mezzi finanziari disponibili e dimostri di adoperarsi per ottenere un reddito regolare. Se adempirà a tutti gli obblighi previsti, i debiti residui non dovranno più essere rimborsati.

I critici in Parlamento hanno obiettato che, con questa procedura, alcuni creditori potrebbero essere penalizzati, in particolare quelli di terza classe, ossia i creditori non privilegiati. Si tratta, ad esempio, di commercianti al dettaglio o di imprese artigianali che, qualora non ricevessero il denaro loro dovuto, potrebbero a loro volta cadere nella spirale dell'indebitamento.

Particolarmente controversa è stata anche la durata del periodo durante il quale il debitore deve destinare ai creditori tutti i mezzi a sua disposizione. Le Camere hanno infine fissato tale periodo a tre anni, aggiungendo tuttavia una clausola che consente ai tribunali di prolungarlo fino a quattro anni. Ciò sarà possibile qualora il debitore sia permanentemente insolvente da oltre un anno e non sia possibile formulare una prognosi favorevole sull'evoluzione della sua situazione economica.

Le entrate straordinarie che dovessero pervenire al debitore, come eredità o vincite, saranno inoltre incluse successivamente nella massa fallimentare per un periodo massimo di vent'anni. Durante i dibattiti erano state prese in considerazione anche durate di cinque o dieci anni. In una prima fase, una minoranza avrebbe addirittura voluto mantenere questa possibilità senza alcun limite temporale.

Nuovo estratto nazionale

Parallelamente, per quanto riguarda una seconda modifica della LEF, la Camera del popolo ha eliminato oggi anche l'ultima divergenza che ancora la opponeva agli Stati sul nuovo registro nazionale delle esecuzioni, volto a semplificare le procedure e a evitare abusi, in particolare da parte di persone che cambiano domicilio per sottrarsi ai propri debiti.

All'unanimità, la Camera del popolo ha accettato che la Confederazione possa delegare, a determinate condizioni, la gestione del sistema informatico centrale a terzi. Dovrà tuttavia trattarsi di un'organizzazione partecipata dalla Confederazione e non di un qualsiasi fornitore privato - eventualità temuta da una minoranza - ha precisato davanti al plenum Jans. La proposta è sensata poiché offre all'amministrazione un maggiore margine di manovra, ha aggiunto.

I due dossier sono ora pronti per le votazioni finali.