Secondo Cassis, le autorità francesi hanno respinto la proposta perché, secondo loro, avrebbe potuto essere interpretata dall'opinione pubblica come una resa preventiva alla violenza.
La Svizzera aveva avanzato la proposta per regolamentare la ripartizione dei costi derivanti da eventuali disordini. Cassis ha inoltre sottolineato che entrambi i Paesi hanno lavorato a stretto contatto per prevenire incidenti, predisponendo un dispositivo di sicurezza congiunto.