È il parere del Consiglio degli Stati che ha preferito, dopo le rassicurazioni ottenute dal Governo, respingere definitivamente una mozione del Nazionale che chiedeva all'esecutivo di fare semplicemente marcia indietro. Per i "senatori", l'atto parlamentare adottato dalla Camera del popolo restringe eccessivamente il margine di manovra delle autorità.
La polemica ha avuto inizio a fine gennaio 2025, quando il Governo ha presentato la proposta di mettere uno stop alle adozioni internazionali in Svizzera dopo i casi di abusi verificatisi in passato. Una decisione che ha suscitato reazioni negative, anche fra i ranghi del Parlamento. Da qui la mozione che esortava l'esecutivo dal desistere dalle proprie intenzioni.
Tenuto conto del clima poco propizio, Il Consiglio federale ha preferito fare un passo indietro, proponendo il 21 maggio dello scorso anno un progetto che prevede due varianti: la cessazione delle adozioni internazionali e una riforma completa del sistema. Queste due varianti dovrebbero consentire un dibattito meno emotivo nella popolazione e sotto il "Cupolone" su un tema delicato e complesso, secondo il Governo.
Malgrado ciò, il Nazionale ha tuttavia mantenuto la propria posizione. Gli Stati hanno preferito oggi dare fiducia al Consiglio federale. In aula, Isabelle Chassot (Centro/FR) ha affermato a nome della commissione che l'esame sereno di un tema delicato e complesso merita un'analisi approfondita di ciascuno degli scenari.
Grazie al voto dei "senatori", l'esecutivo può ora mettersi al lavoro. Non potrà tuttavia ignorare la levata di scudi che la sua proposta iniziale ha suscitato negli ambienti interessati, né il parere della maggioranza che si è espressa in seno al Consiglio nazionale. Tra l'altro, una petizione a favore delle adozioni internazionali è stata inoltrata alla Cancelleria federale munita di oltre 10 mila firme.