Il progetto di legge discusso oggi volto ad eliminare i cosiddetti "paracadute dorati" prende spunto da un'iniziativa parlamentare dall'ex "senatore" Thomas Minder (Indipendente-UDC/SH), quest'ultimo già "padre" dell'iniziativa popolare contro le remunerazioni eccessive nelle aziende.
I malumori suscitati a livello politico, ma anche nella popolazione, per le indennità versate ad alcuni alti funzionari sono all'origine di questa iniziativa parlamentare e del progetto elaborato dalla commissione preparatoria degli Stati, ha ricordato in aula a nome della commissione Daniel Fässler (Centro/AI).
Il progetto prevede il divieto a un'indennità - pari normalmente a un anno di salario - nell'ambito di una disdetta semplificata. Sono escluse dal divieto le disdette non dovute a una colpa dell'interessato, ad esempio quelle derivanti da una riorganizzazione.
Inoltre, ha spiegato Fässler, non sarà più consentito prevedere nel contratto o nello statuto indennità di partenza per i membri delle direzioni e dei consigli di amministrazione di aziende e istituti della Confederazione.
A nome del Consiglio federale, la "ministra" delle finanze, Karin Keller-Sutter, ha difeso la prassi attuale, secondo cui le indennità di partenza potrebbero essere appropriate a seconda della situazione, anche se vanno utilizzate con moderazione.
Secondo l'Ordinanza sul personale della Confederazione, oggi è possibile erogare indennità di fine rapporto, ad esempio ai direttori di ufficio in caso di licenziamento semplificato a seguito della cessazione di una collaborazione proficua o della mancanza di volontà di collaborazione da parte del capo dipartimento. In caso di dimissioni volontarie, invece, non è prevista alcuna indennità.
Simili indennità vanno considerate come contropartita per il rischio di un licenziamento semplificato, dovrebbero consentire un passaggio di consegne senza intoppi ai vertici delle unità amministrative e prevenire costose controversie legali, ha ricordato la consigliera federale. Se un quadro dell'amministrazione si mette in malattia, ha rammentato Keller-Sutter, vi è il rischio che l'ufficio che ricopre rimanga senza una guida per mesi, perché finché la persona interessata è assente non si può nominare un successore.
Un divieto, ha aggiunto la "ministra" PLR, potrebbe inoltre avere un impatto negativo sull'attrattiva delle posizioni dirigenziali di vertice presso la Confederazione.