La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha esaminato approfonditamente l’accordo di libero scambio tra gli Stati dell’AELS e il Mercosur in occasione della sua seduta del 4 e del 5 maggio. Dopo aver condotto ampie audizioni con esperti provenienti dal mondo scientifico e rappresentanti di organizzazioni non governative e del settore economico, la Commissione ha concluso l’esame preliminare dell’oggetto in vista della deliberazione in Consiglio nazionale che si terrà durante la sessione estiva.

La CPE-N si è occupata approfonditamente del nuovo accordo di libero scambio con il Mercosur (26.033). L’attenzione si è incentrata in particolare sugli effetti dell’accordo nel settore agricolo svizzero, la sostenibilità e gli aspetti sociali. In tale occasione sono stati sentiti i pareri di vari esperti provenienti dal mondo scientifico e rappresentanti di organizzazioni attive in questi settori.

Dopo le audizioni e un dibattito approfondito, la Commissione ha esaminato inizialmente due proposte di mozione di commissione. Con 15 voti contro 7 e 3 astensioni, la CPE-N ha quindi approvato una mozione di commissione (26.3525) che incarica il Consiglio federale di presentare una proposta che illustri come compensare le perdite materiali subite dal settore agricolo a causa dell’aumento delle importazioni e dei costi di produzione. Un’altra proposta di mozione di commissione, che avrebbe conferito un mandato analogo al Consiglio federale ma precisato la necessità di istituire nell’ambito della politica agricola un meccanismo di compensazione, è stata respinta con 21 voti contro 3 e 1 astensione.

Successivamente, con 22 voti contro 3, la CPE-N ha deciso di entrare in materia sul progetto. Al centro del dibattito sono state principalmente le disposizioni in materia di sostenibilità e gli aspetti sociali, nonché le eventuali misure di accompagnamento volte ad attenuare gli effetti dell’accordo di libero scambio nel settore agricolo. La maggioranza della Commissione considera l’accordo un’ulteriore opportunità per diversificare le relazioni commerciali della Svizzera nell’attuale contesto geopolitico mondiale. La minoranza respinge l’accordo e lo ritiene, nella sua forma attuale, non al passo con i tempi.

Nella deliberazione di dettaglio la Commissione ha deciso, con 12 voti contro 11 e 2 astensioni, di integrare nel decreto federale un articolo supplementare che chiede al Consiglio federale di riprendere i requisiti del regolamento UE sulla deforestazione (EUDR). I dettagli saranno disciplinati dall’Esecutivo in un’ordinanza e la data di entrata in vigore sarà allineata a quella dell’UE. La maggioranza della Commissione considera questa aggiunta opportuna per prevenire la deforestazione. La minoranza è del parere che l’EUDR non abbia ancora esplicato la sua efficacia e che il suo impatto sia pertanto difficilmente valutabile.

In seguito, la Commissione ha discusso e respinto le seguenti proposte:

  • una proposta che chiedeva, nell’ambito delle misure di accompagnamento volte ad attenuare gli effetti dell’accordo di libero scambio nel settore agricolo, lo stanziamento di un credito d’impegno pari a 880 milioni di franchi per il periodo dal 2028 al 2035 è stata respinta con 12 voti contro 11 e 2 astensioni;
  • una proposta che chiedeva di destinare, almeno fino al 2035, un contributo annuo di 100 milioni di franchi al Fondo per l'Amazzonia, nell’intento di attenuare gli effetti prodotti dall’accordo di libero scambio sul clima e sulle comunità indigene negli Stati del Mercosur, è stata respinta con 15 voti contro 8 e 1 astensione;
  • con 15 voti contro 8 e 2 astensioni è stata respinta una proposta che chiedeva al Consiglio federale di introdurre misure concordate a livello internazionale per vietare l'importazione di beni prodotti con il lavoro forzato, comprendenti anche la facoltà di far uso di poteri d’indagine, la sospensione provvisoria delle importazioni in caso di sospetto, la pubblicazione dei casi ad alto rischio e rimedi giuridici efficaci per gli interessati;
  • con 17 voti contro 8 è stata respinta una proposta che chiedeva al Consiglio federale di affiancare all’accordo AELS-Mercosur un fondo, da finanziare tramite una microtassa, che sostenesse nei Paesi del Mercosur programmi a favore dei diritti indigeni, della produzione sostenibile e a deforestazione zero, nonché misure contro il lavoro forzato e intese a rafforzare l’ispezione del lavoro e i sindacati;
  • con 16 voti contro 8 e 1 astensione è stata respinta una proposta del tenore seguente: il Consiglio federale emana le prescrizioni necessarie e adotta misure adeguate per fare in modo che possano essere importati o esportati esclusivamente prodotti fitosanitari e organismi geneticamente modificati (OGM) non vietati in Svizzera.

Nella votazione sul complesso, la Commissione ha approvato il decreto federale di approvazione dell'accordo con 15 voti contro 3 e 7 astensioni.

Situazione in Medio Oriente

Con 15 voti contro 9, la CPE-N ha approvato la mozione 25.4381 «Conflitto israelo-palestinese. Per una Svizzera impegnata a favore di negoziati e di un processo di pace», allineandosi alla decisione del Consiglio degli Stati. Durante la sessione invernale, il Consiglio degli Stati aveva deciso di accogliere parzialmente le richieste della mozione. Ritenendo che esse siano tuttora rilevanti, la maggioranza della Commissione sottolinea l’importanza di fornire prospettive di pace e di sostenere la soluzione a due Stati. La minoranza, invece, critica il tenore unilaterale della mozione, che collide con i principi della neutralità.

Con 15 voti contro 9, la Commissione ha inoltre approvato la mozione 25.4107 «Rispetto del diritto internazionale umanitario a Gaza» intesa a presentare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite una risoluzione urgente che consenta di ottenere un accesso umanitario rapido e senza ostacoli alla Striscia di Gaza. La maggioranza della Commissione osserva che la situazione umanitaria a Gaza rimane molto critica e che la Svizzera, in qualità di Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, ha la responsabilità di impegnarsi attivamente affinché il diritto internazionale umanitario sia rispettato. Per la minoranza, l’obiettivo della mozione è superato e superfluo.

La Commissione è tornata a occuparsi anche della crisi nella regione del Golfo, in particolare dei conflitti bellici in corso in Iran. L’Amministrazione ha ragguagliato la CPE-N sui recenti sviluppi e sulle attività condotte dal DFAE. Per le analisi di fondo e le valutazioni di più ampia portata è stato sentito Toby Matthiesen, esperto di Medio Oriente e docente all’Università di Bristol.

Altri temi e decisioni

La Commissione ha approvato con 16 voti contro 9 una proposta di mozione di commissione (26.3524). La mozione incarica il Consiglio federale di sottoporre alle commissioni parlamentari competenti, per consultazione, un mandato negoziale in vista dell’associazione della Svizzera al programma AgoraEU per il prossimo periodo di programma a partire dal 2028.

La CPE-N ha preso atto dei rapporti di attività delle delegazioni presso le assemblee parlamentari internazionali e delle delegazioni incaricate di curare le relazioni con i parlamenti dei Paesi limitrofi. Si è inoltre occupata dell’impegnoassunto dalla Svizzera in seno agli organi direttivi delle banche di sviluppo multilaterali e ha preso atto del secondo rapporto del Consiglio federale su questo tema. Infine, la Commissione si è informata in merito all’applicazione della legge sulla consultazione in relazione agli accordi internazionali e ne ha discusso in presenza del cancelliere della Confederazione.

Da ultimo, la CPE-N ha affrontato il tema del conflitto nel Sahara occidentale e la posizione della Svizzera al riguardo, a seguito della recente visita a Berna del ministro degli esteri marocchino Nasser Bourita. La Commissione ha discusso anche della situazione in Sudan, che sta vivendo una delle crisi umanitarie più gravi al mondo. A tale proposito, la CPE-N si è informata sui possibili scenari politici e sulle misure intese a sostenere la popolazione e a promuovere la stabilità.