La videoconferenza si è concentrata sulle sfide attuali legate alla pandemia di COVID-19. I due presidenti si sono informati a vicenda sugli sviluppi epidemiologici nei rispettivi Paesi e sulle ultime misure adottate per lottare contro il coronavirus. In particolare si sono scambiati informazioni sulle esperienze fatte con i primi test di massa nonché sulle strategie di vaccinazione dei due Paesi. Entrambi hanno sottolineato l’importanza di una campagna di vaccinazione di successo per raggiungere la necessaria copertura vaccinale.
I presidenti hanno anche avuto uno scambio di opinioni sull’impatto economico della pandemia e hanno illustrato le rispettive misure di sostegno adottate in questo ambito. Sono state inoltre discusse le regole vigenti nei due Paesi in materia di turismo invernale. Entrambe le parti hanno sottolineato l’importanza della cooperazione nelle zone di confine al fine di garantire il funzionamento delle aree economiche e sociali transfrontaliere.
Durante la videoconferenza si è discusso anche delle misure di protezione adottate dai Parlamenti per garantire il funzionamento del Consiglio nazionale durante la pandemia. Entrambi utilizzano pareti divisorie in plexiglas nelle aule del Consiglio e nelle sale riunioni. Il presidente del Consiglio nazionale Andreas Aebi ha riferito che dal 14 dicembre 2020 i deputati che non possono partecipare alle sedute del Consiglio nazionale a Berna a causa di un’infezione da coronavirus o di una quarantena ordinata dall’autorità hanno la possibilità di votare da casa.
Il presidente del Consiglio nazionale Wolfgang Sobotka ha anche accennato alle relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea e si è espresso a favore di un partenariato stabile e di una rapida conclusione dell’Accordo quadro istituzionale. L’Austria è molto interessata a un buon risultato su questo dossier visti anche gli stretti legami che intrattiene con la Svizzera nelle zone di frontiera.
Secondo il presidente del Consiglio nazionale, Andreas Aebi, il risultato della votazione sull’iniziativa per la limitazione va considerato come un chiaro voto dei cittadini a favore della libera circolazione delle persone e degli accordi bilaterali. Aebi si è detto fiducioso che Svizzera e UE insieme giungeranno a una soluzione condivisa su questo dossier. A suo avviso, affinché l’Accordo quadro possa superare lo scoglio di un referendum, è importante ottenere chiarimenti sui punti controversi.
Alla fine del colloquio svoltosi in un'atmosfera amichevole,entrambe le parti hanno espresso il desiderio di continuare il dialogo nel 2021 e di voler approfondire alcune specifiche sfide associate alla pandemia di COVID-19.