Ordinanze di esecuzione riguardanti il progetto «SWISSNESS»
Nell’ambito della consultazione riguardante il progetto «Swissness», la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha presentato una mozione di commissione che incarica il Consiglio federale di rinviare per il momento la messa in vigore del progetto «SWISSNESS» e di semplificare le relative ordinanze di esecuzione. La Commissione ha inoltre approvato il disegno di legge riguardante i fondi dei potentati

Nella consultazione inerente a «Swissness» la Commissione ha preso atto di un corapporto della CET-N, riprendendo varie raccomandazioni. In virtù del suo diritto di consultazione, (art. 151 LParl), la Commissione ha deciso di formulare raccomandazioni formali sui seguenti punti all’attenzione del Consiglio federale:

  1. l’indicazione «provenienza Svizzera» va ammessa per le materie prime che in nessun caso possono essere coltivate in Svizzera se tutte le principali fasi  di lavorazione e di fabbricazione hanno luogo in Svizzera ed è garantita la protezione dall’inganno;
  2. sulle confezioni senza la croce svizzera l’indicazione «provenienza Svizzera» va ammessa se una parte sostanziale delle materie prime proviene dalla Svizzera e la derrata alimentare viene prodotta in Svizzera;
  3. vanno considerate località di provenienza ai sensi dell’articolo 48 capoverso 4 LPM le superfici coltivate prima del 1° gennaio 2014 da aziende agricole svizzere nella zona di confine estera (art. 3 cpv. 1 Ordinanza IPSDA);
  4. non soltanto le derrate alimentari trasformate, ma tutte le derrate alimentari provenienti dalle zone franche del Paese di Gex e dell’Alta Savoia devono poter utilizzare l’indicazione di provenienza svizzera. A tale scopo, la produzione e il controllo delle derrate alimentari devono seguire le norme di produzione svizzere (art. 3 cpv. 3 lett. b Ordinanza IPSDA);
  5. fino alla presentazione del rapporto sul postulato Germann 15.3214 (Messa in vigore di Swissness previo esame delle ripercussioni economiche), il progetto «SWISSNESS» va sospeso.

La mozione della Commissione riguardante il rinvio della messa in vigore di «Swissness» e la semplificazione delle relative ordinanze di esecuzione è stata accolta con 11 voti contro 11 e voto decisivo del presidente. La minoranza propone di respingere la mozione.

Fondi di potentati

Con 16 voti contro 5, la Commissione ha approvato il disegno di legge federale concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone straniere politicamente esposte (14.039). La maggioranza della Commissione si allinea ampiamente alle proposte del Consiglio federale. Le principali modifiche sono le seguenti:
Con 13 voti contro 9 e 2 astensioni, la Commissione propone di restringere la definizione di «persone vicine alle persone straniere politicamente esposte» (PPE), precisando che si tratta di persone vicine coinvolte che, in modo riconoscibile, hanno concorso o sono state utilizzate per detenere valori patrimoniali di provenienza illecita. Una minoranza si allinea al Consiglio federale.
Riguardo alle condizioni alle quali l’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) può trasmettere allo Stato di provenienza informazioni per preparare o completare una domanda di assistenza giudiziaria (art. 13 del disegno), la Commissione prevede, senza opposizione, un divieto esplicito di trasmettere informazioni quando lo Stato di provenienza si trova in una situazione di dissesto o quando sembra che la trasmissione di informazioni comporterebbe un rischio per la vita o l’integrità fisica delle persone interessate. Essa precisa inoltre le modalità di trasmissione delle informazioni. Una minoranza propone di stralciare questa disposizione.
Con 14 voti contro 6, la Commissione approva la possibilità di bloccare valori patrimoniali in vista di una confisca quando lo Stato di provenienza non rispetta né i principi procedurali determinanti dell’assistenza internazionale in materia penale, né le disposizioni relative all’informazione tra autorità svizzere a tal proposito (art. 4 e 22 del disegno). Una minoranza propone di stralciare queste disposizioni.
Varie proposte di minoranza vanno nel senso di un ammorbidimento delle condizioni da soddisfare per il blocco di valori patrimoniali di origine illecita.

Il Consiglio nazionale esaminerà il progetto di legge il 10 giugno 2015.

Diritto d’avviso in caso di reati di pedofilia

Con 18 voti contro 4 e 1 astensione, la Commissione propone alla sua Camera di non dare seguito all’iniziativa parlamentare 14.419. L’iniziativa vuole autorizzare le persone tenute al segreto d’ufficio o professionale e le persone tenute al segreto in virtù di obblighi contrattuali a comunicare all’autorità di protezione dei minori o all’autorità di perseguimento penale i reati commessi contro un minorenne, nell’interesse di quest’ultimo. Alla luce del messaggio del 15 aprile 2015 del Consiglio federale concernente la modifica del Codice civile svizzero (Protezione dei minorenni; 15.033), la maggioranza della Commissione ritiene che non occorra intervenire. Nel disegno del Consiglio federale sono infatti previsti diritti e obblighi di avviso esaustivi. La maggioranza della Commissione vuole chiarire le pertinenti questioni di dettaglio nell’ambito del dibattito relativo al disegno del Consiglio federale. Una parte della Commissione voleva dare seguito all’iniziativa per avere già oggi la certezza che verrà introdotto il diritto d’avviso.

Ritiro della mozione per un fondo per il giusto indennizzo delle vittime dell'amianto

La Commissione è favorevole a una soluzione per un giusto indennizzo delle vittime dell'amianto. Alla luce delle deliberazioni in corso alla tavola rotonda sulle vittime dell’amianto la Commissione ritiene tuttavia che non sia il caso di anticipare queste deliberazioni e ha pertanto deciso di mantenere la propria mozione (14.3664).

Usurpazione dell’identità

Con 13 voti contro 7, la Commissione propone di non dare seguito all’iniziativa parlamentare 13.445, visto che la stessa tematica viene trattata anche dalla mozione 14.3288. In questo modo si intende punire l’usurpazione d’identità perpetrata mediante strumenti di comunicazione informatici nell’intenzione di nuocere. Una minoranza propone di dare seguito all’iniziativa.

Riparazione morale in caso di condizioni di detenzione inumane o degradanti

Con 17 voti contro 4, la Commissione mantiene la sua iniziativa parlamentare 13.466. La maggioranza della Commissione vuole permettere di compensare con le spese di giustizia gli importi concessi a titolo di riparazione morale in caso di condizioni di detenzione inumane o degradanti. Sottolinea che tali indennità devono talvolta essere versate anche a persone che poi sono state condannate. Propone quindi alla sua Camera di dare seguito all’iniziativa. Una minoranza della Commissione propone di non darvi seguito, rammentando che le indennità a titolo di riparazione morale sono corrisposte unicamente in caso di condizioni di carcerazione gravemente problematiche.

Il rendimento ammissibile deve continuare a dipendere dal tasso ipotecario di riferimento

Con 14 voti contro 6 e 1 astensione, la Commissione propone alla sua Camera di non dare seguito all’iniziativa parlamentare 14.403. Una minoranza propone di darvi seguito. L’iniziativa chiede che il Codice delle obbligazioni sia modificato in modo che il rendimento ammissibile della pigione non dipenda più dal tasso ipotecario di riferimento. La maggioranza della Commissione ricorda che negli ultimi anni le iniziative per modificare il diritto di locazione hanno avuto un successo piuttosto limitato. Ritiene che in questa materia particolarmente complessa, piuttosto che focalizzarsi su un punto specifico, occorra perseguire un approccio globale che consideri sia i locatari che i locatori. La minoranza rileva che quello del tasso ipotecario di riferimento è un criterio artificioso e astratto che non corrisponde alla realtà socioeconomica.

Maternità surrogata

La Commissione ha preso conoscenza del rapporto del Consiglio federale sul tema della maternità surrogata presentato in adempimento del postulato Fehr 12.3917. Con il voto determinate del presidente la maggioranza della Commissione vuole, sulla base di tale rapporto, presentare un postulato per chiedere al Consiglio federale di esaminare se la popolazione debba essere sensibilizzata mediante una campagna sui problemi di una maternità surrogata all’estero connessi con la protezione del bambino, con il suo diritto di conoscere la propria provenienza, nonché con la dignità della madre surrogata. Una minoranza lo respinge.

Diritto di partecipazione nel CPP

La maggioranza della Commissione propone (17/7/1) alla propria Camera di non dare seguito all’iniziativa parlamentare 14.462, che chiede di adeguare l’articolo 147 CPP in modo tale che il diritto di partecipazione agli interrogatori di coimputati sia limitato al fine di facilitare l’accertamento della verità o per lo meno di non ostacolarlo. La maggioranza vuole inoltrare un postulato di commissione per chiedere al Consiglio federale di approfondire la problematica menzionata nell’iniziativa parlamentare 14.462 e nella mozione 15.3055 e sulla base della quale le Camere chiedono l’adeguamento del Codice di procedura penale mediante la mozione 14.3383.

Nessun disciplinamento del lavoro a chiamata

Con 14 voti favorevoli e 8 contrari la Commissione propone alla propria Camera di non dare seguito all'iniziativa parlamentare 14.411. Una minoranza propone di accogliere la mozione. L'iniziativa vuole inserire nel Codice delle obbligazioni una base legale per disciplinare nella legge il lavoro a chiamata e rafforzare la protezione dei lavoratori coinvolti. La maggioranza della Commissione considera la flessibilità del mercato del lavoro svizzero un importante pilastro della prosperità economica e vorrebbe lasciare ai partner sociali il compito di disciplinare il lavoro a chiamata. La minoranza della Commissione ritiene invece che il lavoro a chiamata favorisca condizioni di lavoro precarie obbligando molti lavoratori a chiedere l'aiuto sociale.

La Commissione si è riunita a Berna il 28 e il 29 maggio 2015 presieduta dal consigliere nazionale Alec von Graffenried (G, BE).

Berna, 29 maggio 2015 Servizi del Parlamento