Lotta contro il terrorismo
La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati ritiene che a questo stadio non sia necessario rafforzare l’arsenale legale nella lotta contro il terrorismo. A breve termine è essenziale che la nuova legge sul servizio informazioni e la revisione della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni entrino in vigore rapidamente. A medio termine altre disposizioni penali saranno introdotte nell’ambito dell’attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione del terrorismo. La Commissione desidera fare di nuovo il punto della situazione nel corso del prossimo anno.

La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) reputa le attuali disposizioni legali sufficienti a reprimere gli atti legati al terrorismo. Esistono già norme penali che permettono di punire le organizzazioni e le attività terroriste nonché gli atti preparatori punibili, alle quali si aggiungono le pertinenti disposizioni in materia di finanziamento del terrorismo e la legge federale che vieta i gruppi «Al-Qaïda» e «Stato islamico» nonché le organizzazioni associate, adottata dal Parlamento lo scorso dicembre. A questo stadio detti strumenti sono sufficienti. La CPS-S ritiene che l’accento debba essere messo sul rafforzamento dei mezzi di prevenzione in materia di lotta contro il terrorismo. È essenziale che la nuova legge sul servizio informazioni (LAIn) e la revisione della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT) entrino in vigore rapidamente al fine di dotare il Servizio delle attività informative della Confederazione e le le autorità di perseguimento penale dei mezzi di ricerca di informazioni adeguati all’evoluzione della minaccia e della tecnologia.

 

A medio termine altre disposizioni penali saranno introdotte nell’ambito della ratifica da parte della Svizzera della Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione del terrorismo e del suo protocollo aggiuntivo. La ratifica della Convenzione, chiesta dal Parlamento nell’ambito della mozione 14.4187, dovrebbe avvenire nel corso del 2016. Considerati i vari lavori in corso, la CPS-S ha deciso all’unanimità di sospendere l’esame dell’iniziativa parlamentare 15.407, presentata dal Gruppo liberale-radicale. L’iniziativa chiede di introdurre una norma penale che reprima il terrorismo. In occasione delle discussioni preliminari, la Commissione è stata informata delle misure adottate dagli organismi della Confederazione in seguito ai tragici attentati di Parigi. Essa ha altresì preso atto dei lavori svolti dalla task-force TETRA sulla lotta contro il terrorismo jihadista in Svizzera.

 

Respinta la richiesta di fissare le spese militari all’1,2 per cento del PIL

La Commissione respinge all’unanimità l’idea di sancire nella Costituzione federale il principio secondo cui le spese militari della Confederazione costituiscano almeno l’1,2 per cento del PIL per i prossimi dieci anni, come chiede un’iniziativa presentata dal Cantone di Berna (15.307). Dal punto di vista formale, la Costituzione non è il posto giusto per questa domanda. Dal punto di vista materiale, la Commissione ritiene che una simile richiesta, che significherebbe aumentare il preventivo dell’esercito a circa 7,5 miliardi di franchi, non sia realizzabile. Secondo il suo parere la priorità deve essere data all’Ulteriore sviluppo dell’esercito (14.069) che intende aumentare il livello di preparazione dell’esercito, migliorarne l’istruzione e dotare le unità di un equipaggiamento moderno entro un quadro finanziario di 5 miliardi di franchi.

 

Presieduta dal consigliere agli Stati Alex Kuprecht (UDC, SZ), la Commissione si è riunita a Berna il 17 novembre 2015. Alla seduta era presente il consigliere federale Ueli Maurer, capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS).

 

 

Berna,  17 novembre 2015 Servizi del Parlamento