Le iniziative dei Cantoni di Zugo e Uri chiedono che la Costituzione federale garantisca ai Cantoni libertà nella determinazione del proprio diritto elettorale (14.307 s Iv. Ct. Zugo Ripristino della sovranità cantonale su questioni elettorali. Modifica della Costituzione federale / 14.316 s Iv. Ct. Uri. Sovranità in materia elettorale). In virtù di diverse sentenze del Tribunale federale, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) ha avvertito la necessità d’intervenire e ha dato seguito alle iniziative (cfr. comunicato stampa della CIP-S del 23 giugno 2015). Con 14 voti contro 9, la CIP-N chiede ora invece alla propria Camera di non dar loro seguito. La Commissione mantiene dunque la propria posizione, già espressa nel 2013 con la garanzia federale alla Costituzione del Cantone Svitto: se un Cantone prevede un sistema proporzionale, esso deve essere concepito in maniera tale che le regole del proporzionale siano effettivamente applicate. Se, per esempio, i circondari elettorali sono troppo piccoli, occorre prevedere una compensazione tra i circondari elettorali con i gruppi di circondari elettorali o con speciali regole di ripartizione. Diversi Cantoni hanno adeguato il proprio diritto elettorale secondo le pertinenti decisioni del Tribunale federale. Ora non si deve nuovamente retrocedere. La minoranza della Commissione vede invece messa in discussione l’autonomia organizzativa cantonale, se il Tribunale federale lascia ai Cantoni un margine di manovra così limitato nella determinazione del proprio diritto elettorale.
La Commissione mantiene l’idea del veto sulle ordinanze
Ancora una volta la Commissione ha preso atto che l’idea di un veto del Parlamento alle ordinanze del Consiglio federale non ha attecchito in seno al Consiglio degli Stati. Essa rimane tuttavia persuasa del fatto che l’Assemblea federale debba disporre di uno strumento efficace per intervenire nel caso di ordinanze che non attuano correttamente la volontà del legislatore. Dopo che la CIP-S ha respinto la decisione della CIP-N di dare seguito a un’iniziativa parlamentare in tal senso, con 17 voti contro 5 e un’astensione, la Commissione propone ora alla propria Camera di dare seguito all’iniziativa (14.422 n Iv. Pa. Aeschi Thomas. Introduzione del diritto di veto contro le ordinanze.)
I sedicenni devono poter lanciare e firmare iniziative popolari?
Una petizione presentata durante la sessione giovanile chiede che ai sedicenni venga data la possibilità di lanciare e firmare iniziative popolari. Tale richiesta ha acceso un vivo dibattito all’interno della Commissione: alcuni la ritenevano una buona possibilità di apertura per una maggiore partecipazione giovanile, mentre altri sostenevano l’indivisibilità dei diritti politici. Con 13 voti contro 10 e un’astensione, alla fine la richiesta di presentare una mozione al riguardo non ha ottenuto la maggioranza.
Il diritto di dimora per richiedenti l’asilo e rifugiati deve rimanere
Con 17 voti contro 6 la CIP ha respinto un’iniziativa parlamentare (15.421 n Asilo. Nessun diritto di dimora in Svizzera) presentata dal consigliere nazionale Luzi Stamm (V, AG) per modificare la Costituzione federale in modo tale che i richiedenti l’asilo e i rifugiati non abbiano alcun diritto di entrare e rimanere in Svizzera. In collaborazione con organizzazioni internazionali riconosciute, la Confederazione e i Cantoni devono gestire centri che consentano di alloggiare a lungo termine i richiedenti l’asilo e i rifugiati riconosciuti, in Stati terzi sicuri della regione di provenienza. La Commissione reputa che l’iniziativa sia inadeguata: da un lato non prevede una distinzione tra richiedenti l’asilo e rifugiati, dall’altro occorre un impegno internazionale per creare alloggi nelle regioni di provenienza dei richiedenti l’asilo. La minoranza della Commissione ritiene che una messa in esercizio di alloggi extraterritoriali nella regione di provenienza porterebbe a una diminuzione dei flussi migratori verso l’Europa.
Occorre continuare a garantire il diritto all’aiuto in caso di bisogno a chi lo necessita
Un’iniziativa parlamentare del gruppo dell’Unione democratica di Centro (15.431 n Nessuna prestazione statale per persone che soggiornano illegalmente nel nostro Paese) chiede che gli stranieri che soggiornano in Svizzera illegalmente dopo la scadenza del permesso di dimora non abbiano diritto all’aiuto in caso di bisogno. Con 14 voti contro 6 e un’astensione, la CIP-N ha respinto tale richiesta e ha ribadito che tale diritto costituzionale deve valere per tutte le persone che soggiornano in Svizzera, indipendentemente dal loro statuto di soggiorno. Ribadisce così una sentenza di principio del Tribunale federale, a seguito della quale nel 2005 il Parlamento aveva rinunciato a una modifica della legge sull’asilo in tal senso. La minoranza della Commissione ritiene inaccettabile che chi soggiorna illegalmente nel nostro Paese riceva anche un aiuto statale.
Per maggiori informazioni in merito alla modifica costituzionale e legislativa per equiparare le unioni domestiche registrate e il matrimonio nella procedura di naturalizzazione (13.418/13.419/13.420/13.421/13.422) si rinvia a un comunicato stampa separato.
Presieduta dalla consigliera nazionale Cesla Amarelle (S, VD), la Commissione si è riunita a Berna il 5 e il 6 novembre 2015.
Berna, 6 novembre 2015 Servizi del Parlamento