1. 15.046 Scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari e la sua attuazione.
15.047 Assistenza amministrativa in materia fiscale. Convenzione del Consiglio d’Europa e dell’OCSE. Approvazione
La CET-N ha iniziato a deliberare sugli oggetti concernenti lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari (15.046) e l’assistenza amministrativa in materia fiscale (15.047). Gli standard globali dell’AIA prevedono che gli istituti finanziari, determinati strumenti di investimento collettivi e le compagnie di assicurazione raccolgano informazioni finanziarie sui loro clienti che hanno il domicilio fiscale all’estero. Queste informazioni vengono trasmesse annualmente alle autorità fiscali, le quali inoltrano i dati all’autorità fiscale estera competente per il cliente. In questo modo si vuole evitare che all’estero venga occultato il substrato fiscale. La Convenzione sull’assistenza amministrativa disciplina l’assistenza amministrativa in materia fiscale.
In considerazione degli sviluppi internazionali e della crescente globalizzazione del nostro Paese, la Commissione ritiene che per la piazza finanziaria Svizzera sia d’importanza centrale introdurre quanto prima standard riconosciuti a livello internazionale per lo scambio di informazioni in ambito fiscale. In tal modo verrebbe garantita la conformità fiscale e con essa l’accesso al mercato. Con 16 voti contro 6 la Commissione ha pertanto deciso di entrare in materia sia sul progetto 15.046 (AIA) sia sul progetto 15.047 (Convenzione sull’assistenza amministrativa). Una minoranza propone di non entrare in materia su nessuno dei due oggetti poiché dubita, fra l’altro, che gli eventuali Stati partner garantirebbero nella prassi l’osservanza del principio di specialità. Parimenti controversi sono stati gli aspetti relativi alla garanzia di reciprocità e all’assoggettamento obbligatorio al referendum facoltativo degli accordi AIA con uno Stato partner.
Una minoranza propone di rinviare il progetto 15.046 (AIA) al Consiglio federale, con l’incarico di adeguarlo in diversi punti. Segnatamente, l’utilizzazione dei dati forniti alla Svizzera dall’AFC e dalle autorità fiscali cantonali deve essere possibile soltanto in caso di sospetto fondato di sottrazione d’imposta grave o di frode fiscale. Inoltre occorre rinunciare a un nuovo sistema d’informazione e adeguare le disposizioni penali.
Durante la riunione odierna, la Commissione ha dato ampio spazio a rappresentanti della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF), dell’Associazione svizzera dei banchieri, dell’Associazione svizzera dei gestori di patrimoni e di Alliance Sud. Nella prossima seduta della CET-N del 17/18 agosto 2015 riprenderà la deliberazione di dettaglio.
2. 15.021 Contro la speculazione delle derrate alimentari. Iniziativa popolare
Dopo che il 17 giugno 2015 il Consiglio degli Stati ne aveva raccomandato il rigetto con 32 voti contro 10, l’iniziativa popolare «Contro la speculazione delle derrate alimentari» è stata esaminata dalla CET-N. la quale propone con 13 voti contro 7 e 4 astensioni di raccomandare il rigetto.
La maggioranza della Commissione ritiene che siano altri i fattori responsabili dell’aumento dei prezzi delle derrate alimentari avvenuto negli anni 2008 e 2011. Essa considera infatti che le cause principali siano da ricondurre, oltre che ai bassi livelli delle scorte di questi anni, alla crescente concentrazione di mercato, alle infrastrutture in parte carenti e alle misure protezionistiche, adottate tra l’altro anche dai Paesi occidentali. Il divieto della speculazione non è uno strumento efficace, poiché ne deriverebbe una contrazione della liquidità del mercato dei derivati, che a sua volta comporterebbe addirittura un aumento della volatilità. Un divieto diminuirebbe la liquidità nel mercato dei derivati facendo aumentare la volatilità dei prezzi e causando infine anche costi risultanti dal controllo degli acquirenti di derivati. L’attrattiva della Svizzera ne risentirebbe.
La Commissione conferisce grande importanza alla sicurezza alimentare. In tempi contraddistinti da cambiamenti climatici e cattivi raccolti la speculazione orientata al profitto di hedgefond è particolarmente dannosa. Si tratta tuttavia di problemi globali che la Svizzera non è in grado di risolvere da sola con questa iniziativa.
Una minoranza della Commissione appoggia quanto richiesto dall’iniziativa poiché ravvisa nella speculazione la causa scatenante delle brevi impennate dei prezzi. Essa vorrebbe che la speculazione sia del tutto separata dalla sicurezza alimentare, come proposto dall’iniziativa. Ciò che conta è che la Svizzera partecipi alla lotta internazionale alla speculazione. Attualmente sono stati introdotti limiti di posizione per i derivati in merci negli USA e nell’UE sono in fase di pianificazione misure analoghe. Il Parlamento svizzero avrebbe previsto i limiti di posizione nella legge sull’infrastruttura finanziaria (LInFi), ma la data dell’entrata in vigore è ancora incerta.
3. 14.449 s Iv.pa. Altherr. Prezzi all'importazione eccessivi. Abolizione dell'obbligo di acquisto in Svizzera
Con 13 voti contro 10 e 1 astensione, la CET-N ha approvato la decisione della CET-S di dare seguito all’iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Altherr dando in tal modo alla commissione omologa il via libera per elaborare un progetto ai sensi dell’iniziativa. Secondo la modifica di legge proposta, determinate pratiche quali il rifiuto di relazioni commerciali, l’imposizione di prezzi inadeguati e altre fattispecie saranno vietate anche alle imprese con una posizione di dominio relativo.
Dando un consenso di massima in questa prima fase dell’iniziativa, la Commissione riconosce la necessità di intervenire nell’ambito dell’eccessivo sfruttamento del potere d’acquisto in Svizzera. Alla luce della forza del franco occorre in particolare contrastare gli svantaggi concorrenziali per le PMI svizzere. Nella Commissione non tutti erano dell’idea che l’iniziativa parlamentare fosse lo strumento adeguato per raggiungere questo obiettivo. Di conseguenza la CET-N esaminerà con spirito critico il progetto che la sua commissione omologa elaborerà. Già adesso nella Commissione si fa notare che le imprese con una posizione di dominio relativo non possono essere sanzionate direttamente come proposto nel testo dell’iniziativa, facendo inoltre notare che le nuove norme devono valere anche per le imprese con una posizione di dominio relativo svizzere. La CET-S ha ora tempo due anni per elaborare un progetto.
4. 10.538 n Iv. Pa. Bourgeois. Iniziativa parlamentare. Legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio. Escludere le derrate alimentari dal campo d’applicazione del principio “Cassis de Dijon”.
Dopo che nella sessione estiva il Consiglio degli Stati non è entrato in materia sull’oggetto, la CET-N propone alla propria Camera con 15 voti contro 9 di mantenere la decisione di entrare in materia per i motivi già addotti al momento dell’elaborazione del progetto: il principio “Cassis de Dijon” non si è rivelato uno strumento efficace né per il commercio né per i consumatori nell’ambito delle derrate alimentari, incide sugli standard svizzeri in materia di qualità e non è oggetto di reciprocità con l’UE. Una minoranza si attende che questo principio abbia un effetto di contenimento dei costi e si affida al senso di responsabilità dei consumatori. Essa propone pertanto di appoggiare la decisione del Consiglio degli Stati di non entrare in materia.
5. Discussione sulla forza del franco
Come deciso nel febbraio 2015 (vedi Comunicato stampa CET-N del 10.02.2015) la CET-N ha proseguito la discussione iniziata all’epoca con il consigliere federale Johann Schneider-Ammann sul tema “forza del franco”. Secondo la Commissione la situazione si è nel frattempo notevolmente inasprita e ora suscita preoccupazione malgrado le attuali previsioni congiunturali della SECO. Infatti nella discussione è stato più volte segnalato che la Svizzera ha subito un rallentamento nella crescita, facendo temere un lento processo di deindustrializzazione. Le preoccupazioni degli imprenditori, in particolare delle PMI e del settore alberghiero, sono pertanto da prendere molto seriamente. In questo senso la Commissione ha incitato il Consiglio federale ad attuare le misure di sua competenza, anche se di portata limitata. Varie volte è stato menzionato nella discussione che la Banca nazionale svizzera – l’unico attore che può intervenire direttamente nella situazione attuale – è fortemente chiamata in causa.
6. 14.428 Prevenire gli abusi nell’ambito dell’assicurazione contro la disoccupazione
Con 17 voti contro 7 e 1 astensione la CET-N respinge l’iniziativa parlamentare dell’UDC, poiché non ritiene che vi sia la necessità di intervenire. L’iniziativa chiede che il periodo di contribuzione necessario per ottenere il diritto alle indennità di disoccupazione venga aumentato a 24 mesi e che l’occupazione soggetta a contribuzione sia esercitata esclusivamente in Svizzera. La maggioranza ritiene che un raddoppio del periodo di contribuzione limiterebbe la flessibilità del mercato del lavoro svizzero e che i costi verrebbero trasferiti sull’assistenza sociale. Considerare soltanto il periodo di contribuzione in Svizzera non sarebbe compatibile con l’accordo sulla libera circolazione attualmente in vigore. Secondo la maggioranza, visto che non vi sono le prove di una dinamica migratoria verso le assicurazioni sociali svizzere, non vi è motivo di mettere a rischio il coordinamento collaudato dei sistemi della sicurezza sociale. Una minoranza considera invece l’iniziativa uno strumento efficace per contrastare l’immigrazione di chi vuole approfittare delle assicurazioni sociali svizzere e per risparmiare sui costi.
7. 14.452 Iv. Pa. Maire Jacques-André. LADI. Criteri relativi ai provvedimenti di formazione in caso di rientro nella vita attiva in seguito a un periodo di formazione
Con 14 voti contro 11 la CET-N appoggia l’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Jacques-André Maire, che chiede di estendere alle persone intenzionate a tornare alla vita attiva dopo un periodo educativo di oltre quattro i provvedimenti di formazione finanziati dalla LADI a condizioni agevolate. La Commissione ritiene che questa piccola estensione di uno strumento dimostratosi valido possa rappresentare un contributo efficace per lottare contro la penuria di personale specializzato. L’iniziativa sarà ora esaminata dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati.
Presieduta dal consigliere nazionale Ruedi Noser (PLR, ZH), la Commissione si è riunita a Berna il 29 e il 30 giugno 2015. A parte della seduta erano presenti la consigliera federale Eveline Widmer Schlumpf e il consigliere federale Johann Schneider-Ammann.
Berna, 1 luglio 2015 Servizi del Parlamento