Insegnamento delle lingue straniere nella scuola dell’obbligo
La Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) ha deciso di sospendere l’esame dell’iniziativa parlamentare 14.459 Apprendere una seconda lingua nazionale a partire dalla scuola elementare con 15 voti contro 10. Il Consiglio federale ha dichiarato che segue da vicino la situazione e che infatti collabora intensamente con la CDPE. Conferma che agirà qualora uno dei Cantoni dovesse adottare una decisione definitiva, come più volte sottolineato nelle risposte a diversi interventi parlamentari (14.3153 ; 14.3182 ; 14.3287 ; 14.4151).

La maggioranza della Commissione si è pronunciata a favore della sospensione dell’oggetto e lascia che sia ora il Consiglio federale a seguire la questione. La CSEC-N dovrà prendere una decisione definitiva al più tardi nell’autunno del 2016. L’iniziativa parlamentare 14.459 chiede di completare la legge sulle lingue con una disposizione che eroderebbe la sovranità dei Cantoni in ambito educativo, ingerendo nella loro competenza in materia di insegnamento delle lingue. L’iniziativa chiede che l’insegnamento inizi al più tardi due anni prima della fine della scuola elementare.

La Commissione ha inoltre deciso, con 22 voti contro 0 e 3 astensioni, di ritirare l’iniziativa parlamentare 14.460 n Iv. Pa. CSEC-N. La prima lingua straniera insegnata è una seconda lingua nazionale.

 

Iniziativa sul personale qualificato

La Commissione ha trattato inoltre l’iniziativa sul personale qualificato lanciata nel 2011. In adempimento ad una mozione della CSEC-N (14.3380) il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha presentato alla Commissione un rapporto sullo stato dell’attuazione e sui prossimi sviluppi. Il rapporto contiene 30 misure intese a sfruttare meglio il potenziale interno di personale qualificato. La Commissione si è dichiarata in linea di massima soddisfatta del lavoro svolto dal Consiglio federale. Sulla scorta delle tendenze osservabili attualmente sul mercato del lavoro, la Commissione confida in un’attuazione rapida e ancora più concreta.

 

Strategia sulla modernizzazione della politica familiare

Nella sua ultima seduta la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura, competente per le questioni in materia di generazioni, società e parità dei sessi, era stata informata sul rapporto del Consiglio federale sulla modernizzazione del diritto di famiglia. Oggi, ha deciso con 14 voti contro 8 di presentare una mozione (15.4081) nella quale incarica il Consiglio federale di elaborare una strategia sulla modernizzazione del diritto familiare che si basi su conoscenze scientifiche nazionali e internazionali degli sviluppi sociali.
La maggioranza della Commissione ritiene che nel settore della politica familiare la legislazione non sia al passo con i tempi e desidera quindi che il Consiglio federale delinei le ulteriori misure per modernizzare il diritto familiare.
Con 12 voti contro 8 e 2 astensioni, la Commissione ha inoltre presentato un postulato (15.4082) nel quale incarica il Consiglio federale di presentare un rapporto che prenda in esame un «Pacs» di tipo svizzero. Vale a dire, occorre permettere la registrazione di un’unione domestica come istituto giuridico distinto dal matrimonio e indipendente dal sesso dei partner.

 

Presieduta dal consigliere nazionale Matthias Aebischer (PS, BE), la Commissione si è riunita a Berna il 5 novembre 2015. A parte della seduta erano presenti i consiglieri federali Johann N. Schneider-Ammann e Alain Berset.

 

 

Berna, 5 novembre 2015 Servizi del Parlamento