14.096 s Promozione della cultura nel periodo 2016–2020
Nella sua seduta di ieri la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) ha esaminato il messaggio sulla cultura 2016–2020 e ha concluso la deliberazione di dettaglio. Durante la discussione erano presenti il consigliere federale Alain Berset, la direttrice dell’Ufficio federale della cultura (UFC) Isabelle Chassot e i direttori della fondazione Pro Helvetia e del Museo nazionale svizzero.
Nonostante l’attuale difficile situazione finanziaria, la Commissione intende sostenere il settore della cultura, di cui riconosce l’importanza per la coesione e l’economia del Paese.
La maggioranza ha pertanto deciso di non appoggiare le richieste di tagli al budget e di sostenere la proposta del Consiglio federale che per il periodo dal 2016 al 2020 prevede stanziamenti complessivi di 1,12 miliardi di franchi da destinare a tutti i settori di competenza dell’UFC, di Pro Helvetia e del Museo nazionale svizzero. Il budget annuale destinato alla cultura aumenterebbe quindi del 3,4 per cento rispetto al periodo 2012–2015. Una minoranza della Commissione propone invece di rinviare il messaggio al Consiglio federale invitandolo a proporre tagli per 65,1 milioni di franchi.
La Commissione ha chiesto un solo aumento di tre milioni di franchi per i musei, le collezioni e le reti di terzi. Il piano di sostegno prevede che, trascorsi due anni, il limite di spesa per gli aiuti finanziari dell’UFC per musei, collezioni e reti di terzi che contribuiscono alla conservazione del patrimonio culturale, sia aumentato di tre milioni. In questo modo le istituzioni sostenute finora e quelle nuove avrebbero una reale opportunità di ottenere contributi sulla base di criteri oggettivi. Una minoranza della Commissione respinge questa proposta e sostiene la versione del Consiglio federale.
Il decreto federale che stanzia un credito quadro nell’ambito della protezione del patrimonio culturale e dei monumenti storici ha dato adito a discussioni. E’ stato constatato che i contributi attualmente destinati alla protezione del patrimonio non sempre sono utilizzati integralmente dai Cantoni.
Il Consiglio degli Stati tratterà questo oggetto durante la prossima sessione primaverile.
Armonizzazione dell’insegnamento delle lingue: rapporto dell’Ufficio federale della cultura all’attenzione della CSEC-S
La CSEC-S ha preso atto del rapporto (cfr. link) sulle questioni linguistiche che aveva commissionato all’Ufficio federale della cultura durante la sua seduta del 6 novembre 2014 (cfr. comunicato stampa della CSEC-S del 7 novembre 2014). Questo documento presenta le eventuali misure della Confederazione per poter esercitare le sue competenze sussidiarie nell’ambito dell’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue. Nei prossimi trimestri il rapporto servirà da base per la trattazione dei diversi interventi e iniziative parlamentari pendenti, tra cui le iniziative parlamentari 14.459 n Iv. Pa. CSEC-N. Apprendere una seconda lingua nazionale a partire dalla scuola elementare e 14.460 n Iv. Pa. CSEC-N. La prima lingua straniera insegnata è una seconda lingua nazionale nonché l’interpellanza 14.4151 s Ip. Schwaller. Insegnamento delle lingue nazionali nella scuola dell’obbligo (trattata in Consiglio degli Stati il 2 marzo 2015, durante la prossima sessione primaverile).
Presieduta dalla consigliera agli Stati Géraldine Savary (PS/VD), la Commissione si è riunita a Berna il 19 febbraio 2015. A parte della seduta era presente il consigliere federale Alain Berset.
Berna, 20 febbraio 2015 Servizi del Parlamento