Messaggi concernenti il progetto GEVER e i sistemi di postazioni di lavoro 2020
La Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) si è occupata di due disegni del Consiglio federale relativi a progetti informatici, già approvati dal Consiglio degli Stati nella sessione invernale.
La Commissione propone all’unanimità di approvare il decreto federale concernente iI finanziamento della realizzazione di un prodotto GEVER standardizzato e della sua introduzione neIl’Amministrazione federale centrale (15.062 s). A tal fine il Consiglio federale propone un credito d’impegno di 67 milioni di franchi. Le argomentazioni del cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr hanno indotto la Commissione a ritirare la proposta di prendere una decisione soltanto quando tutti i dipartimenti e le unità amministrative avranno concluso i lavori preparatori necessari e l’Archivio federale avrà approvato in via definitiva i pertinenti piani di registrazione. GEVER è un progetto chiave TIC, è oggetto di costante verifica da parte del Controllo federale delle finanze ed è seguito da vicino dalla Delegazione delle finanze. La DelFin e la CdF vigileranno attentamente sui lavori svolti dai dipartimenti volti all’introduzione di GEVER.
Consenso unanime ha raccolto pure l’oggetto relativo alla prossima generazione di sistemi di postazioni di lavoro (programma SPL2O2O; 15.053 s). Per questo progetto, illustrato dal consigliere federale Ueli Maurer, il Consiglio federale propone un credito d’impegno di 70 milioni di franchi. Sentito il capo del DFF, la Commissione ha ritirato la propria proposta di rinvio dell’oggetto in cui incaricava il Consiglio federale di presentare varianti più economiche e soluzioni alternative.
Entrambi i progetti saranno all’ordine del giorno nella sessione primaverile.
Progetti in ambito fiscale e rapporto sull’imposizione individuale
In un corapporto destinato alla Commissione dell’economia e dei tributi (CET), la Commissione delle finanze formula diverse proposte concernenti la legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese (15.049 s). Nel quadro di una valutazione sostanziale del progetto, una maggioranza della Commissione (16 voti contro 6 e 1 astensione) chiede alla CET di fare tutto il possibile per conservare in primo luogo l’attrattiva fiscale della piazza economica svizzera, a prescindere da minori entrate temporanee. La maggioranza critica il fatto che nel messaggio il Consiglio federale si limiti a presentare le ripercussioni finanziarie statiche della riforma, senza addentrarsi in analisi sugli effetti dinamici. La maggioranza parte dal presupposto che per rafforzare la concorrenzialità della Svizzera occorra un disciplinamento fiscale competitivo che a medio-lungo termine permetterà di generare le entrate fiscali necessarie. La minoranza della Commissione ritiene invece che l’accento vada posto sul completo controfinanziamento attraverso le imposte dirette delle persone giuridiche e l’imposizione dei dividendi. Essa è dell’avviso che il progetto non debba causare minori entrate. La CdF-N non propone modifiche nell’ambito della perequazione finanziaria. Con 16 voti contro 7, propone l’introduzione dell’imposta sull’utile con deduzione degli interessi sul capitale proprio superiore alla media. Non ha incontrato sostanziale opposizione l’introduzione di un «patent box»; a tal proposito la minoranza della Commissione reputa troppo ampia la competenza del Consiglio federale di emanare ordinanze. Con 11 voti contro 10 la Commissione si è espressa a favore del mantenimento della tassa d’emissione, mentre con 14 voti contro 7 propone di lasciare invariato il diritto vigente per quel che concerne la procedura d’imposizione parziale (art. 18b cpv. 1, 20 cpv. 1bis LIFD).
In un altro corapporto la Commissione si esprime sull’oggetto 09.503 (Iv. Pa. Gruppo RL; Abolire progressivamente le tasse di bollo e creare nuovi posti di lavoro). In seguito a questa iniziativa parlamentare la CET ha istituito una sottocommissione che ora le sottopone una proposta. La sottocommissione propone di abolire in tre tappe successive la tassa di negoziazione e la tassa sui premi di assicurazione. La maggioranza della sottocommissione della CdF ha proposto di sostenere questa soluzione, ciò che la Commissione ha effettivamente fatto con 13 voti contro 11. La minoranza si è opposta alla proposta, rilevando l’ingente ammontare delle minori entrate, pari presumibilmente a circa 1,8 miliardi di franchi.
Il consigliere federale Maurer ha presentato il rapporto relativo alle conseguenze dell’introduzione dell’imposizione individuale, redatto in adempimento del postulato della CdF del 30 gennaio 2014 (14.3005). La Commissione ha preso atto del rapporto e, con 12 voti contro 11 e 1 astensione, ha deciso di presentare una mozione, con cui incarica il Consiglio federale di sottoporre al più presto al Parlamento un disegno di legge sull’imposizione individuale, qualora il 28 febbraio 2016 il Popolo respinga l’iniziativa popolare «Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate». Una minoranza della Commissione propone alla propria Camera di respingere la mozione.
Altri corapporti
In un corapporto destinato alla Commissione degli affari giuridici (CAG) la Commissione delle finanze del Consiglio nazionale sostiene il messaggio concernente l’iniziativa popolare «Riparazione a favore dei bambini che hanno subito collocamenti coatti e delle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale» e il controprogetto indiretto (15.082). Il Consiglio federale propone di stanziare un importo massimo di 300 milioni di franchi per un periodo di quattro anni. Secondo la CdF-N le vittime devono ottenere un risarcimento. Con 15 voti contro 8 si è dunque allineata alla proposta della sottocommissione incaricata dell’esame preliminare che chiede di completare l’articolo 7 capoverso 1 della legge sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE) in modo da garantire un risarcimento massimo di 25 000 franchi per vittima.
In un altro corapporto alla Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura (CSEC) la CdF-N ha preso posizione in merito al messaggio concernente la legge su Innosuisse (15.080n) che pone la base legale per trasformare l’attuale Commissione per la tecnologia e l’innovazione (CTI) in un istituto di diritto pubblico denominato Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione. Nel complesso la maggioranza della Commissione accoglie favorevolmente il disegno di legge ed è convinta della sua importanza. In ottica giuridico-finanziaria valuta positivamente il fatto che i problemi dovuti alla frequenza annuale dell’approvazione dei crediti concernenti i progetti pluriennali possano essere risolti grazie al trasferimento della CTI nell’Amministrazione federale decentralizzata. La Commissione delle finanze critica tuttavia il fatto che, secondo la pianificazione ERI, le spese d’esercizio dell’Agenzia rimarranno immutate nonostante la riorganizzazione.
Presieduta dalla consigliera nazionale Margret Kiener Nellen (PS/BE), la Commissione si è riunita a Berna il 28 e il 29 gennaio 2016. A parte delle sedute erano presenti il capo del DFF Ueli Maurer, il direttore e alcuni collaboratori dell’Amministrazione federale delle finanze e del DFF nonché il cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr.
Berna, 28 gennaio 2016 Servizi del Parlamento