Fra i temi affrontati figurava il quadro in cui si inserisce il dialogo politico fra la Svizzera e l’UE relativo alle future relazioni bilaterali. A questo proposito si è discusso della situazione attuale e delle prospettive concrete. La CPE-N si è anche informata sui progressi e sulle situazioni di stallo nei diversi dossier e sulle possibilità di distensione. Secondo alcuni membri della Commissione, l’incontro previsto nell’ambito del World Economic Forum fra Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione europea incaricato del dossier svizzero, e il presidente della Confederazione, posticipato a causa della situazione sanitaria, avrebbe permesso di precisare l’agenda delle discussioni, come pure la strategia da adottare in seguito. Si è anche accennato al memorandum d’intesa con l’UE, che il Consiglio federale ha approvato nel novembre 2021, relativo al secondo contributo della Svizzera a favore di alcuni Stati membri.
In un secondo tempo, la Commissione ha passato in rassegna diversi temi dell’attualità internazionale. Si è innanzitutto informata sull'origine degli eventi in corso in Kazakistan, e sulla valutazione degli stessi da parte del DFAE. La discussione ha pure toccato la situazione in Afghanistan e in particolare quella degli ex collaboratori del DFAE, evacuati in Svizzera.
Altri temi e decisioni
Conformemente all'articolo 152 capoverso 3 LParl, la CPE-N è stata consultata circa il progetto del Consiglio federale di trasformare l'ufficio della cooperazione nel Mali in ambasciata, con un co-accreditamento nel Burkina Faso e nel Niger. La Commissione ha approvato questo progetto con 16 voti contro 3 e 1 astensione. La maggioranza ritiene che questa trasformazione costituisca un pilastro importante della strategia per l'Africa subsahariana e che permetterà alla Svizzera di meglio difendere i suoi interessi a livello politico e di approfondire il suo impegno sul posto.
Nell'ambito di una discussione in seno alla Commissione sui propri diritti di consultazione conformemente all'articolo 152 della legge sul Parlamento, la Commissione ha deciso di approfondire ulteriormente questa tematica nel corso delle prossime sedute e di discuterne con il Consiglio federale. Il suo obiettivo è di garantire una tutela coerente del diritto di consultazione sancito legalmente e di fare in modo che i suoi pareri all’indirizzo del Consiglio federale siano adeguatamente considerati.
La Commissione ha inoltre respinto le petizioni seguenti:
- «Misure contro la Stato d’Israele» (21.2015): senza voti contrari;
- «No all’apartheid sanitario in Palestina» (21.2008): con 16 voti contro 9;
- «Piena trasparenza nella questione UNRWA / Pierre Krähenbühl», depositata dall’Associazione Svizzera-Palestina (21.2006): con 14 voti contro 11.
Con 21 voti contro 0 e 2 astensioni la Commissione ha approvato una modifica della legge sullo Stato ospite (21.076) intesa a considerare la particolare situazione del CICR nell’ambito della previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità.