La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale si è occupata in modo approfondito della situazione in Medio Oriente. In questo contesto si è incontrata con la presidente del CICR, Mirjana Spoljaric Egger. La discussione si è concentrata in particolare sull’allarmante situazione della popolazione civile e sul rispetto del diritto internazionale da parte delle Parti. Si è parlato anche della difficile situazione finanziaria del CICR. Insieme al consigliere federale Ignazio Cassis, la Commissione ha discusso della decisione di stanziare altri 90 milioni di franchi per l’aiuto umanitario immediato a tutta la regione e della decisione della Svizzera di sostenere la risoluzione sulla situazione in Medio Oriente adottata il 27 ottobre dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha discusso con la presidente del CICR Mirjana Spoljaric Egger delle straordinarie sfide cui deve far fronte il CICR. L’erosione degli aiuti umanitari a livello internazionale ha costretto il CICR a ridurre significativamente i fondi destinati ai suoi programmi e a operare importanti tagli del personale. Al contempo, in tutto il mondo numerosi focolai di crisi riducono allo stremo la popolazione civile, che dipende fortemente dall’aiuto umanitario del CICR. Per poter reagire in modo flessibile alle crisi sempre più frequenti e gravi nonostante la riduzione dei contributi statali, il CICR punta a un orientamento più universale dei suoi finanziatori. In questo contesto la presidente del CICR Mirjana Spoljaric Egger ha illustrato le drammatiche conseguenze di questo conflitto armato per Israele, la Striscia di Gaza e i Paesi confinanti interessati. Ha in particolare ricordato che le Parti devono assolutamente rispettare gli obblighi derivanti dal diritto umanitario internazionale e che la popolazione civile deve essere posta al riparo dalle operazioni militari. La CPE-N ha riconosciuto l’impegno instancabile del CICR in questo momento storico particolarmente difficile.

La Commissione ha proseguito la discussione sulla situazione in Medio Oriente con il consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), con cui ha affrontato la tematica del rispetto del diritto umanitario internazionale e della protezione della popolazione civile. In questo contesto la Commissione ha preso atto della proposta di stanziare altri 90 milioni di franchi per sostenere la regione presentata al Parlamento dal Consiglio federale.

Dal punto di vista diplomatico, il dibattito si è poi concentrato sulla risoluzione sulla situazione in Medio Oriente adottata il 27 ottobre dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, sostenuta dalla Svizzera. La risoluzione esige una tregua umanitaria immediata, un accesso umanitario rapido, senza ostacoli e sicuro alla Striscia di Gaza e il rispetto del diritto umanitario internazionale da parte di tutte le Parti in conflitto. La maggioranza della Commissione ha preso atto del fatto che, nella sua dichiarazione di voto, la Svizzera ha deplorato che gli attacchi terroristici di Hamas non siano stati espressamente condannati. La CPE-N ha altresì riconosciuto che la risoluzione esorta al rispetto del diritto umanitario internazionale e che questo obiettivo deve essere sostenuto. Alcuni membri della CPE-N ritengono che, poiché il testo della risoluzione non menziona e non condanna gli attacchi di Hamas, la Svizzera avrebbe dovuto astenersi oppure respingere la risoluzione, criticando anche il mancato coinvolgimento del Parlamento.

Nell’ambito di tale discussione la Commissione ha approvato gli interventi parlamentari seguenti:

  • con 11 voti contro 11 e il voto decisivo del Presidente, una mozione (23.4338) che incarica fra l’altro il Consiglio federale di rivedere i contributi della Svizzera alle organizzazioni e alle istituzioni del Medio Oriente e di assicurare che non possano essere utilizzati impropriamente per finanziare il terrorismo;
  • con 14 voti contro 6 e 2 astensioni un postulato (23.4339) che incarica il Consiglio federale di esaminare se e come gruppi terroristici e attori non statali che violano il diritto internazionale o che lo hanno violato in passato sono finanziati tramite la Svizzera;
  • all’unanimità (con 22 voti favorevoli) un postulato (23.4340) che incarica il Consiglio federale di esaminare e presentare in un rapporto quali misure possono contrastare le ripercussioni nell’ambito della politica estera del crescente antisemitismo in Svizzera.

Strategia di politica est​​era 2024-2027

La Commissione è stata consultata sulla Strategia di politica estera 2024-2027. La Commissione è soddisfatta delle caratteristiche principali della strategia. In particolare, accoglie con favore l'analisi della situazione internazionale sempre più complessa in cui si muove la Svizzera, nonché le priorità tematiche, che includono la lotta al cambiamento climatico e la promozione della pace e della sicurezza. Diversi membri della Commissione si sono espressi in modo più critico, lamentando il fatto che sia stata attribuita troppa poca importanza alla protezione delle donne o alla neutralità. Con 17 voti contro 4 e 1 astensione, la Commissione ha deciso di chiedere al Consiglio federale di completare la sua definizione di politica estera precisando che la politica estera è anche una politica di valori e non solo una politica di interessi.

Altri te​​mi

La Commissione è stata informata in merito ai risultati dei colloqui esplorativi con l'Unione Europea e delle caratteristiche principali del futuro mandato negoziale che il Consiglio federale presenterà nel corso del mese di dicembre. Continuerà a seguire da vicino e con attenzione i lavori relativi ai negoziati con l'UE. La consultazione sul progetto di mandato negoziale dovrebbe avvenire all'inizio del 2024.

La Commissione è stata pure consultata in merito a un mandato negoziale con l'Unione Europea per la conclusione di un accordo sullo scambio di informazioni relativo ai dati dei passeggeri aerei. Insieme alle basi giuridiche, per le quali il Consiglio federale presenterà un messaggio il prossimo febbraio, l'accordo dovrebbe evitare che la Svizzera rappresenti un’isola nel contesto dell’architettura di sicurezza europea. La Commissione ha approvato all'unanimità il mandato negoziale. Un ulteriore mandato negoziale per la revisione dell'accordo sullo scambio automatico di informazioni con l'UE nel settore finanziario è stato approvato con 19 voti favorevoli e 1 astensione.

Con 15 voti contro 6, la Commissione ha deciso di invitare in una lettera il Consiglio federale a candidarsi per l'organizzazione nell'ottobre / novembre del 2024 della COP16 inerente alla Convenzione sulla diversità biologica. La maggioranza della Commissione è convinta che in tal modo la Svizzera potrebbe mettere a disposizione le sue infrastrutture e le sue competenze nell'organizzazione di conferenze internazionali, al fine di contribuire a trovare soluzioni alla perdita di biodiversità. Sottolinea inoltre che le università svizzere godono di un'eccellente reputazione nell’ambito degli studi sulle cause relative alla perdita di biodiversità. La minoranza, da parte sua, è preoccupata per i costi associati all'organizzazione di una conferenza internazionale di questo tipo.

La CPE-N ha adottato il disegno del Consiglio federale per una legge federale sulla società finanziaria di sviluppo SIFEM (22.084) senza modifiche e nella votazione sul complesso ha approvato l’oggetto all’unanimità.

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