La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) vuole rafforzare la protezione delle comunità che vivono in Svizzera dalle attività d’influenza straniera; a tale scopo ha depositato una mozione.

La CPE-N ritiene che le attività d’influenza straniera e la repressione transnazionale esercitate nei confronti delle comunità perseguitate che vivono in Svizzera costituiscano un problema per la sovranità e un rischio di radicalizzazione. Con 23 voti contro 1 e 1 astensione, la Commissione ha pertanto deciso di incaricare il Consiglio federale, mediante la mozione 25.3419 “Proteggere le comunità perseguitate dalle attività d’influenza esercitate da Stati esteri”, di rafforzare le misure adottate per proteggere le comunità che vivono in Svizzera dalle attività d’influenza straniera. Nel caso in cui in questo contesto fossero necessari adeguamenti legislativi, la CPE-N invita il Consiglio federale a sottoporli al Parlamento. La CPE-N ha inoltre preso atto del rapporto del Consiglio federale del 12 febbraio 2025 sulla situazione dei tibetani e degli uiguri in Svizzera (20.4333).

Politica europea

La CPE-N ha fatto il punto sui lavori in corso in vista della conclusione formale dei negoziati sul pacchetto di accordi tra la Svizzera e l’Unione europea (UE), e sulle prossime tappe a livello interno ed esterno. Il dibattito ha riguardato anche il pacchetto di misure volte a garantire la protezione dei salari, adottato di recente dal Consiglio federale, e la clausola di salvaguardia contro l’immigrazione, prevista nel quadro del nuovo accordo con l’UE.

In seguito, la Commissione ha preso atto del rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 22.3872 Divergenze tra il diritto svizzero e il diritto europeo in materia di protezione dei lavoratori. In relazione a questo argomento ha respinto, con 17 voti contro 8, una proposta di mozione che incaricava il Consiglio federale di recepire nel diritto svizzero la direttiva UE 2022/2041 relativa a salari minimi adeguati.

Infine, l’esame della mozione 24.3898 Creare un clima di fiducia nel proseguimento delle relazioni bilaterali con l’Unione europea è stato rinviato a una seduta successiva, poiché la CPE-N ha chiesto chiarimenti in merito.

Altri temi e decisioni

In virtù dell’articolo 152 capoverso 3 LParl, la Commissione è stata consultata sul mandato negoziale concernente l’istituzione di un organo di aggiudicazione per la formazione di una commissione di compensazione per l’Ucraina. La Commissione ha esaminato le priorità delineate dal Consiglio federale in vista della partecipazione ai negoziati per una commissione di compensazione per l’Ucraina. La CPE-N ha espresso il proprio sostegno al suddetto mandato con 16 voti contro 9. Per la maggioranza della Commissione è importante che la Svizzera partecipi alla creazione di questo meccanismo internazionale. Dal canto suo, la minoranza respinge il mandato poiché ritiene che la partecipazione a tale organo sarebbe in contrasto con la neutralità svizzera.

La volontà del Consiglio federale di differire la creazione di tale meccanismo, e quindi di non procedere a una rapida applicazione dello stesso, così da evitare costi inutili e aspettative irrealistiche a causa della mancanza di fondi, è stata confermata dalla Commissione con 14 voti contro 10 e 1 astensione. Una seconda proposta che chiedeva che la Svizzera si impegnasse, nel quadro dei negoziati, affinché gli averi dello Stato aggressore (in particolare quelli della sua banca centrale) e i beni di organismi vicini allo Stato (in particolare quelli di imprese statali) che sono stati congelati nel quadro delle sanzioni venissero versati in modo del tutto legale allo Stato aggredito, è stata respinta con 14 voti contro 10 e 1 astensione.

Nell’ambito di un corapporto all’attenzione della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N), la CPE-N ha esaminato l’oggetto 25.030 «Accordo sul cambiamento climatico, il commercio e la sostenibilità. Approvazione». Con 15 voti contro 9 propone alla CAPTE-N di entrare in materia e di approvare il suddetto accordo.

La Commissione ha affrontato la questione dei tagli di bilancio decisi dalla nuova amministrazione americana che riguardano il funzionamento e le attività dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID) nonché diverse organizzazioni e ONG internazionali. Preoccupata per questa svolta nella cooperazione internazionale allo sviluppo, che minaccia diversi progetti di organizzazioni svizzere che collaborano con l’USAID, la CPE-N ha adottato, con 14 voti contro 1 e 10 astensioni, una proposta di postulato 25.3418 (“Conseguenze sulla cooperazione internazionale della Svizzera derivanti dall’interruzione delle attività dell’USAID”) che incarica il Consiglio federale di presentare in un rapporto le conseguenze derivanti dall’interruzione delle attività dell’USAID sulla cooperazione internazionale della Svizzera, nonché sui progetti cui partecipa la Svizzera, che d’ora in poi saranno condotti senza gli Stati Uniti. La Commissione continuerà a tenersi informata sulle dinamiche e gli sviluppi nel campo della cooperazione internazionale.

Per quanto riguarda la politica economica esterna, il consigliere federale Guy Parmelin, capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), ha informato la Commissione sullo stato dei negoziati relativi agli accordi bilaterali di protezione degli investimenti, in particolare con l’India e l’Arabia Saudita. È stata affrontata anche la questione dei chip per l’intelligenza artificiale, cui gli Stati Uniti hanno concesso alla Svizzera un accesso limitato, e della nuova politica doganale perseguita dagli Stati Uniti. Inoltre, la Commissione è stata informata sullo stato dei negoziati in corso per altri accordi di libero scambio.

In riferimento all’attualità internazionale, la Commissione ha chiesto informazioni sui recenti sviluppi in Turchia e, in particolare, sull’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu.

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