Secondo la CdF-N, non sussistono le condizioni legali per poter sottoporre al referendum facoltativo la decisione programmatica del Consiglio federale che stabilisce le linee guida del sostegno della Confederazione alla preparazione e alla realizzazione dei Giochi invernali 2038. Il contributo federale limitato a 200 milioni di franchi non può infatti essere considerato «di ampia portata» ai sensi dell’articolo 28 capoverso 3 della legge sul Parlamento. Sottoporre suddetta decisione al referendum facoltativo equivarrebbe de facto ad applicare il referendum finanziario, strumento che esiste in alcuni Cantoni e Comuni ma che non fa parte del dispositivo legislativo federale.
La Commissione ritiene accettabile la partecipazione finanziaria della Confederazione pari a un importo massimo di 200 milioni di franchi, tenuto conto delle ricadute economiche previste e del fatto che il finanziamento sia prevalentemente privato. La CdF-N rileva inoltre che il progetto del Consiglio federale esclude di fornire una garanzia di deficit a Swiss Olympic, all’associazione «Giochi olimpici e paraolimpici invernali 2038 in Svizzera» o al Comitato internazionale olimpico. La CdF-N accoglie peraltro favorevolmente il fatto che il progetto punti innanzitutto a utilizzare gli impianti esistenti, il che consente di limitare i costi e l’impatto ambientale. Con 21 voti favorevoli e 3 astensioni la CdF-N invita la CSEC-N a dare seguito al progetto di decisione programmatica del Consiglio federale (26.054 n).
Messaggio sull’esercito 2026
Nell’ambito di una procedura di corapporto la CdF-N si è occupata del messaggio sull’esercito 2026 (26.025 s). Alla luce delle informazioni aggiuntive fornitele dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), la Commissione giunge alla conclusione che i progetti proposti dal Consiglio federale possono essere finanziati nell’ambito del budget attuale e che i crediti d’impegno corrispondenti possono essere stanziati.
All’unanimità essa propone alla Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N), competente in materia, e al Consiglio nazionale di entrare in materia sul Programma d’armamento 2026 e di aderirvi. Si pronuncia così a favore dei crediti d’impegno che ammontano a circa 2,4 miliardi di franchi. Con 16 voti contro 8, la CdF-N sostiene il credito aggiuntivo legato all’acquisto dell’aereo da combattimento F-35A. Una minoranza propone di non entrare in materia perché il credito aggiuntivo di 394 milioni di franchi arriva in un momento in cui occorre riconsiderare a fondo la dipendenza della Svizzera dalla tecnologia statunitense e le conseguenze dell’evoluzione delle relazioni geopolitiche con gli Stati Uniti. Con 15 voti contro 8 e 1 astensione, la Commissione sostiene il Programma degli immobili del DDPS 2026. Una minoranza è del parere che, per motivi di trasparenza, le misure edili in relazione all’acquisto degli F-35A dovrebbero essere finanziate direttamente mediante il credito aggiuntivo riguardante l’acquisto dell’aereo da combattimento F-35A e non attraverso il Programma degli immobili.
Finanziamento delle centrali elettriche di riserva
La CdF-N ha esaminato gli aspetti finanziari del progetto del Consiglio federale relativo al finanziamento delle centrali elettriche di riserva (26.052 n). Con 17 voti contro 7 la CdF-N propone alla Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N), competente in materia, di sospendere l’esame dell’oggetto fino alla pubblicazione di un nuovo rapporto della ElCom sulla sicurezza dell’approvvigionamento, previsto nella primavera 2027. Occorre assicurarsi che la potenza totale prevista sia realmente necessaria e proporzionata ai bisogni di approvvigionamento in energia elettrica e questo è quanto permetterà di stabilire il rapporto della ElCom. Di fronte alle incertezze geopolitiche, una minoranza ritiene che queste centrali siano indispensabili per garantire un approvvigionamento in elettricità sicuro e rapido. Sospendere l’esame dell’oggetto sarebbe troppo rischioso per l’economia e la popolazione svizzere.
Procedura in materia di crediti urgenti
Dopo l’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS nella primavera 2023, le Commissioni delle finanze e le Commissioni delle istituzioni politiche delle Camere federali si sono occupate a più riprese del ruolo dell’Assemblea federale nell’ambito dell’autorizzazione di crediti urgenti. Un’iniziativa volta a chiarire in particolare le conseguenze giuridiche della mancata approvazione a posteriori dei crediti urgenti già avallati dalla Delegazione delle finanze (DelFin) nella procedura d’urgenza (24.400) è stata depositata dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N). Quest’ultima ha invitato la CdF-N a pronunciarsi sul suo progetto preliminare di attuazione dell’iniziativa. Dopo aver esaminato in dettaglio la soluzione proposta dalla CIP-N e un modello alternativo elaborato su richiesta della CdF-N dalla segreteria delle Commissioni e dalla Delegazione delle finanze, una maggioranza della CdF-N si dichiara favorevole al mantenimento dello status quo (15 voti contro 5 e 3 astensioni). La maggioranza è del parere che il diritto vigente e la prassi attuale presentino il vantaggio di consentire al Consiglio federale di agire molto rapidamente e in modo efficace. Potendo ricorrere al diritto di necessità, il Consiglio federale può creare una base legale che ora manca e, in virtù della stessa, presentare una domanda di credito alla DelFin. La Confederazione può così fornire senza indugio il proprio sostegno in situazione di crisi e disporre di una grande capacità di agire. L’Assemblea federale è coinvolta nel processo decisionale dopo la decisione del Consiglio federale e della DelFin, nell’ambito dell’approvazione successiva del credito.
Presieduta dal consigliere nazionale Jacques Nicolet (UDC, VD), la Commissione si è riunita il 25 giugno 2026 a Basilea. A parte della seduta erano presenti rappresentanti di diversi dipartimenti (DFF, DFGP, DDPS e DATEC).