Il 28 ottobre 2026 si è svolta a Berna la tradizionale Giornata della politica estera del Parlamento, dedicata alle sfide del multilateralismo. In questa edizione sono state esaminate le risposte che gli Stati europei, le istituzioni multilaterali e i parlamenti nazionali possono dare alle crescenti tensioni geopolitiche, al fine di preservare la sicurezza e i valori democratici.

Presieduta dalla consigliera nazionale Sibel Arslan e dal consigliere agli Stati Carlo Sommaruga, che dirigono le Commissioni della politica estera delle Camere federali, l’evento ha riunito parlamentari e rappresentanti degli ambienti diplomatici e accademici. Il consigliere federale Ignazio Cassis, presidente in carica dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), e Alain Berset, segretario generale del Consiglio d’Europa, hanno preso la parola e in seguito hanno risposto alle domande dei parlamentari.

Democrazia e multilateralismo: verso nuove forme di cooperazione internazionale?

Nel suo intervento, Alain Berset ha illustrato le risposte del Consiglio d’Europa alle attuali sfide del multilateralismo, in particolare attraverso il Nuovo Patto democratico per l’Europa. Questa iniziativa, lanciata nel 2025, è volta a rafforzare la resilienza delle democrazie europee, a ripristinare la fiducia nelle istituzioni e a rispondere alle crescenti minacce, quali la disinformazione e il regresso della democrazia. Alain Berset ha sottolineato il ruolo fondamentale delle istituzioni democratiche e la necessità che gli Stati investano anche nella sicurezza della democrazia al fine di preservare lo Stato di diritto, garantire i diritti e le libertà individuali e rafforzare la stabilità del continente europeo.

La prima tavola rotonda – incentrata sul tema della resilienza democratica e del futuro del multilateralismo – ha riunito Petra Bayr, presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Marianne Binder-Keller, presidente della delegazione svizzera presso tale Assemblea, e Marie-Laure Salles, direttrice dell’Istituto di alti studi internazionali e sullo sviluppo (IHEID) di Ginevra. In un contesto in cui le istituzioni internazionali e la fiducia nei processi democratici sono messe a dura prova, il dibattito si è concentrato sui mezzi per rafforzare la resilienza democratica e la fiducia nelle istituzioni.

Sicurezza europea: il ruolo dell’OSCE in un contesto geopolitico frammentato

In qualità di presidente in carica dell’OSCE, il consigliere federale Ignazio Cassis ha rammentato il quadro unico dell’organizzazione in quanto piattaforma di dialogo, in particolare in un periodo caratterizzato da forti tensioni politiche. Ha sottolineato i progressi compiuti sot​to la presidenza svizzera, in particolare l’adozione del preventivo 2026 dopo cinque anni di stallo, i preparativi in vista di un eventuale processo di pace tra Ucraina e Russia, nonché il rafforzamento del ruolo delle missioni sul campo nella prevenzione dei conflitti. Ha inoltre elogiato il contributo dell’Assemblea parlamentare dell’OSCE all’osservazione elettorale e la cooperazione dell’OSCE con il Consiglio d’Europa a favore della democrazia. In conclusione, ha ribadito il carattere essenziale del dialogo diplomatico, sottolineando che «quando la diplomazia sembra impossibile, diventa indispensabile».

La sicurezza europea e il ruolo dell’OSCE sono stati al centro della seconda tavola rotonda. L’ambasciatore Thomas Greminger, direttore del Geneva Centre for Security Policy, e Daniel Moeckli, responsabile del think tank del Center for Security Studies del Politecnico federale di Zurigo, hanno discusso dei mezzi di cui dispone ancora l’OSCE per contribuire alla sicurezza e al dialogo in Europa nonché dei punti di forza e dei limiti derivanti dal suo carattere inclusivo e dal suo mandato.

In conclusione, Daniel Moeckli ha proposto una sintesi dei principali insegnamenti tratti dalla discussione, mettendo in luce gli stretti legami tra democrazia, sicurezza e cooperazione internazionale, nonché il ruolo che la Svizzera e il suo Parlamento possono svolgere in un contesto multilaterale in evoluzione.

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