La Commissione propone alla sua Camera, all’unanimità, di accogliere la mozione Hêche 18.3510 «Permettere il reinserimento economico delle persone senza concrete possibilità di sdebitarsi». Ha inoltre concluso la trattazione della modifica della legge sul Tribunale federale e deciso di non promuovere una revisione totale della legge concernente l’aiuto alle vittime di reati.

​La mozione 18.3510 incarica il Consiglio federale di proporre una modifica della legge federale sull’esecuzione e sul fallimento che permetta il reinserimento economico a breve termine delle persone senza concrete possibilità di sdebitarsi e di esaminare la possibilità di istituire un quadro normativo che consenta un condono dei loro debiti a determinate condizioni. La Commissione riconosce che occorre legiferare in materia. Rileva che in Svizzera non vi è alcuna possibilità per le persone fortemente indebitate o prive di mezzi di sanare durevolmente le proprie finanze. Di fatto, tali persone sono condannate a subire per il resto della vita pignoramenti fino al minimo vitale. La Commissione ritiene che una persona indebitata meriti una seconda chance. Anche in molti altri Stati vi sono già oggi procedure di risanamento per persone private che hanno dato buoni risultati. La situazione attuale in Svizzera disincentiva l’intraprendenza pesando inoltre sugli enti pubblici.

Preso conoscenza del rapporto del Consiglio federale del 4 luglio 2018 in adempimento del postulato Candinas 12.3957, la Commissione ha inoltre deciso per il momento di non intraprendere propri lavori in vista dell’introduzione di un vero e proprio sistema nazionale di informazione sulle esecuzioni. Essa propone pertanto alla sua Camera di non dare seguito a una relativa iniziativa parlamentare 16.405 (12 voti contro 10 e 0 astensioni). Ritiene tuttavia che il Consiglio federale debba ora intervenire con determinazione per colmare le lacune legislative rilevate anche dal rapporto.

Niente revisione della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAV)

Dopo aver preso atto nella sua seduta del 31 agosto 2018 dello studio sulla valutazione della legge concernente l’aiuto alle vittime di reati (disponibile in tedesco e francese) svolto nel 2015 dall’Università di Berna, la Commissione si è occupata ora dello stato di attuazione delle singole raccomandazioni dello studio. A tal proposito, ha sentito anche la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), rappresentata dalla consigliera di Stato Susanne Schaffner (SO) e dalla responsabile del Servizio cantonale di aiuto alle vittime del Cantone di Zurigo, Sandra Müller Gmunder. La Commissione valuta positivamente in particolare gli sforzi attualmente profusi per rielaborare la Guida per stabilire l’importo della riparazione morale in virtù della LAV. Come il Consiglio federale, anche la Commissione è giunta alla conclusione che una revisione totale della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati non sia per ora necessaria.

Nessuna responsabilità dello Stato in caso di liberazione condizionale e regime aperto

Il 17 maggio 2018 la Commissione ha approvato un progetto preliminare per attuare l’iniziativa parlamentare 13.430 e svolto una relativa consultazione. Ha proposto che in futuro lo Stato sia chiamato a rispondere per i danni provocati da un condannato che commette un crimine grave mentre gode della condizionale oppure si trova in regime di semilibertà. Visto che i pareri pervenuti nell’ambito della consultazione sono stati quasi tutti negativi, la Commissione ha deciso con 15 voti contro 9 di abbandonare il progetto e proporre di togliere dal ruolo l’iniziativa parlamentare.

Deliberazione sulla legge sul Tribunale federale

La Commissione ha concluso la deliberazione di dettaglio sul disegno di modifica della legge sul Tribunale federale, che mira in particolare a riequilibrarne il carico di lavoro. L’accesso alla Corte suprema sarà garantito per i casi particolarmente importanti e gli affari che sollevano questioni giuridiche di principio, mentre in determinati ambiti sarà limitato. Con 12 voti contro 9 e 1 astensione, la Commissione ha approvato il disegno nella votazione sul complesso, confermando in tal modo la sua opposizione a riportare opinioni dissenzienti nella motivazione della sentenza e la sua volontà di mantenere il ricorso costituzionale sussidiario.

Altri oggetti

  • La Commissione ha dato seguito, con 17 voti contro 7, all’iniziativa parlamentare Stamm 17.523 «Possibilità di portare il doppio cognome dopo il matrimonio», che chiede di consentire di nuovo alle persone che si uniscono in matrimonio di adottare il doppio cognome.
  • La Commissione non ha dato seguito, con 16 voti contro 5 e 2 astensioni, all’iniziativa parlamentare Reynard 17.501 «Molestia sessuale. Alleviare l'onere della prova», che chiedeva nei casi di molestie sessuali che fosse sufficiente fornire una prova di verosimiglianza.
  • Con 13 voti contro 10 e 1 astensione, la Commissione ha deciso di non dare seguito all’iniziativa parlamentare Rickli 17.510 «Imprescrittibilità dei reati sessuali. Aumentare a 16 anni l'età delle vittime». Nel diritto vigente i reati sessuali non sono prescrivibili se commessi su bambini minori di 12 anni.

Presieduta dal consigliere nazionale Pirmin Schwander (UDC/SZ), la Commissione si è riunita a Berna il 14 e 15 febbraio 2019.