Nella sessione primaverile 2020 il Consiglio nazionale si è pronunciato a favore di un miglioramento della protezione dei consumatori nel caso dei contratti che si rinnovano automaticamente e tacitamente alla scadenza, adottando il relativo progetto della sua Commissione degli affari giuridici (13.426). Durante la sessione estiva 2020 il Consiglio degli Stati ha tuttavia rifiutato di misura l’entrata in materia sul progetto, con 22 voti contro 20. Convinta della necessità di intervenire in questo ambito, con 11 voti contro 11 e un’astensione con il voto decisivo della presidente, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale conferma la volontà di entrare in materia.

Il progetto adottato dal Consiglio nazionale nella sessione primaverile 2020 completa il Codice delle obbligazioni con una nuova disposizione (art. 40g CO). Secondo quest’ultima, prima della prima proroga di un contratto che si rinnova automaticamente alla scadenza della durata pattuita il consumatore deve essere informato e deve essergli indicato esplicitamente il diritto di risolvere il contratto.

La Commissione rimane del parere che per quanto riguarda il rinnovo tacito dei contratti di servizi la protezione dei consumatori va migliorata; ritiene che a tale scopo l’obbligo di informare il cliente rappresenti uno strumento adeguato. Una minoranza chiede invece alla propria Camera di allinearsi alla decisione del Consiglio degli Stati. Il progetto tornerà verosimilmente a essere trattato dal Consiglio nazionale nella sessione autunnale.

Assistenza internazionale in materia penale

La Commissione ha esaminato due progetti tesi a rafforzare l’assistenza internazionale in materia penale. Con 15 voti contro 6 e 2 astensioni propone al proprio Consiglio di approvare la modifica dell’articolo 1 della legge sull’assistenza internazionale in materia penale, in modo da permettere alle autorità svizzere di continuare anche in futuro a cooperare con le istituzioni penali internazionali (19.063). Una minoranza considera invece la modifica superflua. La Commissione propone inoltre con 16 voti contro 7 al proprio Consiglio di approvare il trattato di assistenza giudiziaria con l’Indonesia (19.084). Una minoranza è invece contraria.

Revisione del Codice di procedura penale

La Commissione ha avviato la deliberazione di dettaglio sul disegno 1 concernente la modifica del Codice di procedura penale (19.048). Nella sua ultima seduta aveva deciso di dividere il progetto e di inserire gli articoli 364a e 364b in un disegno 2 separato (vedi comunicato stampa della CAG-N del 15 maggio 2020), già approvato all’unanimità dal Consiglio nazionale durante la sessione estiva 2020. La presente revisione (vedi messaggio del Consiglio federale del 28 agosto 2019) tiene conto di diversi aspetti, tra cui la restrizione dei diritti di partecipazione dell’imputato, l’applicazione rigorosa del principio della doppia istanza, l’interrogatorio cui è sottoposto l’imputato nella procedura del decreto d’accusa in caso di pene detentive da scontare e l’allestimento e la registrazione di profili del DNA per far luce su reati già commessi o futuri. La Commissione proseguirà la deliberazione di dettaglio nel corso di una delle prossime sedute.

Conciliabilità tra famiglia e lavoro

La Commissione si è occupata di due iniziative parlamentari volte a migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro. Con 16 voti contro 9 non ha dato seguito all’iniziativa (19.406) che vuole portare da 16 a 32 settimane il periodo di protezione contro il licenziamento per le donne che rientrano dal congedo di maternità. Una minoranza della Commissione ha proposto di dare seguito all’iniziativa.

Con 15 voti contro 9 e 1 astensione la Commissione ha deciso di non dare seguito alla seconda iniziativa (19.461) che chiede l’introduzione di un diritto che permetta ai genitori di ridurre il proprio tasso di occupazione del 20 per cento dopo la nascita o l’adozione, senza però scendere al di sotto del 60 per cento. Una minoranza della Commissione ha proposto di dare seguito all’iniziativa.

Molestie sessuali sul posto di lavoro

Con 14 voti contro 11, la Commissione non ha dato seguito a un’iniziativa parlamentare (19.442) che intende raddoppiare l’indennità massima per le vittime di molestie sessuali sul posto di lavoro, portandola a 12 mesi di stipendio. Una minoranza della Commissione ha proposto di dare seguito all’iniziativa.

Presieduta dalla consigliera nazionale Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE), la Commissione si è riunita a Berna il 25 e 26 giugno 2020.