Dopo essere entrata in materia all’unanimità, in primavera, sul disegno di revisione del Codice di procedura penale del Consiglio federale (19.048) e aver svolto una serie di audizioni sulle modifiche apportate dal Consiglio nazionale nella sessione primaverile 2021, dallo scorso mese di agosto la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati si è confrontata a più riprese con la deliberazione di dettaglio sulla revisione del Codice di procedura penale (CPP) adottando le decisioni seguenti:

Possibilità di interporre reclamo per il pubblico ministero

Il Consiglio nazionale ha respinto il disciplinamento proposto dal Consiglio federale, secondo cui in futuro anche il pubblico ministero dovrebbe poter interporre reclamo contro le decisioni del giudice dei provvedimenti coercitivi. Conformemente al principio della doppia istanza, la Commissione sostiene la possibilità, prevista nel messaggio del Consiglio federale, di interporre reclamo per il pubblico ministero. Intende in tal modo integrare nel CPP la giurisprudenza del Tribunale federale.

Principio della «justice restaurative»

Il Consiglio nazionale ha inserito il principio della «justice restaurative» (giustizia riparatrice) nella revisione del Codice di procedura penale. Tale principio prevede che in un procedimento penale entrambe le parti possano accordarsi su una procedura di mediazione. L’obiettivo è che entrambe le parti partecipino attivamente alla risoluzione delle difficoltà insorte a causa dal reato. L’autorità penale potrebbe tener conto del risultato di una siffatta procedura di mediazione.

Allineandosi alla posizione del Consiglio federale e ritenendo che il citato principio deciso dal Consiglio nazionale creerebbe incoerenze con la disposizione sulla riparazione, con 9 voti contro 2 e 1 astensione la Commissione ha rinunciato a inserire la «justice restaurative» nell’ambito della revisione del Codice di procedura penale. A suo parere, inoltre, l’introduzione di una «justice restaurative» estesa richiederebbe accertamenti approfonditi come pure una consultazione. Con 10 voti contro 0 e 2 astensioni ha pertanto deciso di presentare una mozione (21.4336) che incarica il Consiglio federale di elaborare una base legale per iscrivere la «justice restaurative» nel Codice di procedura penale, compresi i motivi d’impunità di cui all’articolo 52 e seguenti CP.

Pedocriminalità in Internet

Il Consiglio nazionale ha attuato la richiesta contenuta nell’iniziativa parlamentare Regazzi 19.486 «Lottare finalmente in maniera efficace contro la pedocriminalità in Internet» in occasione delle deliberazioni sulla revisione del Codice di procedura penale (art. 24 cpv. 1bis e 286 cpv. 2bis D-CPP). L’iniziativa parlamentare 19.486 è intesa a trasferire alla Confederazione le competenze dei Cantoni nell’ambito delle inchieste mascherate in assenza di sospetti correlate a reati pedosessuali. La Commissione osserva che, istituendo NEDIK (Rete di supporto digitale alle indagini sulla criminalità informatica), la Confederazione e i Cantoni hanno creato una nuova forma di collaborazione che assicura una migliore interconnessione dei servizi coinvolti e raggruppa le risorse specializzate in modo da garantire una lotta coordinata ed efficiente contro la criminalità digitale. Considera problematico che questa cooperazione ben funzionante sia rimessa in discussione da riattribuzioni di competenze. Ritiene peraltro che le inchieste in assenza di sospetti non siano di pertinenza del Codice di procedura penale: i regolamenti sulle indagini preliminari di polizia sono di competenza della polizia cantonale e, di conseguenza, sono inserite nelle leggi di polizia cantonali. Giunge quindi alla conclusione che dare attuazione all’iniziativa nel Codice di procedura penale, come ha fatto il Consiglio nazionale, è sbagliato dal profilo sistematico e rappresenta un’inutile ingerenza nelle competenze di polizia dei Cantoni stabilite dalla Costituzione. Basandosi su queste considerazioni, la Commissione respinge l’attuazione nel Codice di procedura penale data all’iniziativa dal Consiglio nazionale e con 11 voti contro 0 e 2 astensioni non dà seguito all’iniziativa parlamentare in quanto tale nell’ambito dell’esame preliminare.

In occasione della sua prossima seduta la Commissione si occuperà ancora dei diritti di partecipazione e concluderà verosimilmente le deliberazioni su questo oggetto in vista della sessione invernale 2021.

La Commissione riconosce la necessità di una revisione del diritto penale in materia sessuale

Dopo aver svolto una consultazione e audizioni sull’avamprogetto concernente una revisione del diritto penale in materia sessuale, la Commissione ha deciso, senza opposizione, di entrare in materia sull’oggetto riconoscendo chiaramente la necessità d’intervento (18.043, P. 3). Al pari della maggioranza dei partecipanti alla consultazione, ritiene che il diritto penale debba talvolta reagire agli sviluppi sociali, sebbene non costituisca mai un mezzo per risolvere i problemi sociali. Attualmente ha iniziato le deliberazioni e dato incarico di elaborare varianti allo scopo di sottoporre il progetto al Consiglio degli Stati nella sessione estiva del 2022. Dal profilo del contenuto, comunicherà le proprie decisioni soltanto quando saranno disponibili le formulazioni definitive delle disposizioni legislative pertinenti.

Altri oggetti

  • La Commissione ribadisce che il principio di imprescrittibilità non dev’essere esteso ad altri reati e, con 8 voti contro 5, propone alla propria Camera di non dare seguito a un’iniziativa in tal senso del Cantone di San Gallo (19.300 s Iv. Ct. SG. Nessun termine di prescrizione per chi ha commesso un reato grave).

La Commissione si è riunita il 18 e il 19 ottobre a Fafleralp nella Lötschental, nel Cantone d’origine del suo presidente, il consigliere agli Stati Beat Rieder (AdC, VS). La riunione, accompagnata da un bel tempo autunnale, si è tenuta parzialmente in presenza della consigliera federale Karin Keller-Sutter. Durante una breve passeggiata, la Commissione è stata informata dagli agricoltori sulle particolari sfide che essi devono affrontare nella Lötschental.

Ha poi ricevuto una calorosa accoglienza dalle autorità politiche della valle e del Cantone durante un aperitivo in comune e ha incontrato, tra gli altri, il presidente del Consiglio di Stato vallesano, Frédéric Favre, e il consigliere di Stato Christophe Darbellay.