Con 7 voti contro 6 la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) si allinea alla decisione del Consiglio degli Stati di non entrare in materia sul progetto del Consiglio federale concernente una modifica del codice civile (22.049)

L’obiettivo di questo progetto è consentire l’attribuzione integrale di un’impresa a un erede se l’eredità non è stata disciplinata prima del decesso. L’ultima volta il Consiglio nazionale si era pronunciato in autunno a favore del progetto. La Commissione del Consiglio degli Stati sottolinea per contro che non vi è alcuna necessità di regolamentazione, poiché nella stragrande maggioranza dei casi la trasmissione successoria di un’impresa avviene in modo consensuale. Ritiene inoltre che spetti all’imprenditore disciplinare la propria successione. La Commissione dubita poi che in casi controversi il progetto crei effettivamente certezza del diritto. La normativa proposta comporterebbe in definitiva una disparità di trattamento tra eredi. Una minoranza reputa tuttavia necessario intervenire e sostiene che il disciplinamento proposto è semplicemente una rete di salvataggio che dovrebbe intervenire soltanto se l’ereditando non ha stabilito la propria successione prima del decesso. Oltre a ciò, la minoranza della Commissione pensa che l’attuale legislazione attribuisca troppa importanza alla tutela delle minoranze. Un singolo erede può ad esempio forzare la liquidazione di un’impresa al momento dell’eredità, causando una perdita di conoscenze e di continuità e mettendo a rischio posti di lavoro.

Il progetto sarà trattato dal Consiglio degli Stati durante la sessione di primavera. Se questi dovesse decidere per la seconda volta di non entrare in materia, il progetto sarebbe liquidato.

Difetti di costruzione: la necessità di agire è incontestata

La Commissione ha svolto alcune audizioni sulle modifiche apportate dal Consiglio nazionale al progetto del Consiglio federale concernente la revisione delle disposizioni del diritto in materia di appalto e vendita applicabili ai difetti di costruzione (22.066). A rappresentanti del settore edilizio e ad alcuni esperti delle professioni legali e giudiziarie e dell'insegnamento universitario la Commissione ha chiesto di valutare le ripercussioni pratiche della soluzione proposta dal Consiglio nazionale. In tale occasione ha preso atto che, nonostante le divergenze in merito a singoli dettagli del progetto, vi è comunque un ampio consenso sulla necessità di intervenire in materia. Senza voti contrari, la Commissione ha pertanto deciso di entrare in materia sul progetto e ha incaricato l’Amministrazione di fornirle alcuni chiarimenti in vista della deliberazione di dettaglio, prevista nel corso del prossimo trimestre, così che il Consiglio degli Stati possa trattare il progetto durante la sessione estiva.

lnclusione delle imposte nel calcolo del minimo esistenziale

Secondo la prassi attuale, le imposte correnti non sono considerate nel calcolo del minimo esistenziale secondo il diritto dell'esecuzione. Ne consegue che durante un pignoramento in corso si creino inevitabilmente nuovi debiti. Dopo avere preso atto del rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 18.4263 «Esaminare l'inclusione delle imposte nel calcolo del minimo esistenziale», la Commissione ha esaminato l’iniziativa cantonale (GE) 23.303 «Per lottare contro la spirale di debiti. Modificare la legislazione federale in modo che le direttive concernenti il minimo esistenziale impignorabile dall’ufficio di esecuzione includano anche l’onere relativo all’imposta dell’anno in corso». La Commissione è giunta alla conclusione che la situazione riguardante il calcolo del minimo esistenziale è insoddisfacente e che occorre intervenire. Al contempo la Commissione riconosce però che ancora non è chiaro quale è la soluzione migliore al problema. La Commissione ha perciò deciso di non dare seguito all’iniziativa del Cantone di Ginevra e si è invece espressa all’unanimità a favore di una mozione commissionale 24.3000 che incarica il Consiglio federale di elaborare un progetto di revisione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento. Esso è quindi incaricato di valutare in modo approfondito le varianti di soluzione possibili (calcolo effettuato sulla base delle tariffe dell’imposta alla fonte o gestione fiduciaria dell’ammontare d’imposta) e di optare quindi per una di esse. Per fare in modo che la modifica di legge non penalizzi le persone con diritto al mantenimento, occorre prevedere un disciplinamento speciale per i crediti di mantenimento secondo il diritto di famiglia.

Diritto internazionale: pagamenti di riparazione all'Ucraina

La Commissione si è occupata delle cinque mozioni di identico tenore 23.3264, 23.3265, 23.3266, 23.3267 e 23.3268 «Base giuridica internazionale per i versamenti a titolo di riparazione all’Ucraina». Con tali mozioni si intende incaricare il Consiglio federale di esaminare le basi giuridiche internazionali per un meccanismo di riparazione e di adoperarsi eventualmente per un relativo ulteriore sviluppo del diritto internazionale. Ciò dovrebbe consentire di impiegare per la ricostruzione dell’Ucraina i fondi russi congelati.

La Commissione sottolinea che, in linea di principio, il patrimonio statale è protetto dall’immunità degli Stati garantita dal diritto internazionale. Accoglie favorevolmente il fatto che la Svizzera si impegni già oggi in diversi organi per trovare una soluzione alla questione dei risarcimenti che sia conforme al diritto internazionale. Alla luce di tale impegno, la Commissione ritiene che le mozioni non costituiscano un valore aggiunto e che possano semmai limitare la libertà d’azione del Consiglio federale in materia di politica estera. Con 7 voti contro 5 propone di conseguenza di respingere le mozioni. Per una minoranza della Commissione, invece, accogliere le mozioni rappresenterebbe un segnale auspicabile da parte del Parlamento al Consiglio federale affinché continui a impegnarsi attivamente per una soluzione alla questione dei risarcimenti che sia conforme al diritto internazionale.

Ulteriori affari:

  • Con una presentazione tecnica del team di progetto Justitia 4.0, la Commissione ha avviato le deliberazioni sulla legge federale concernente le piattaforme per la comunicazione elettronica nella giustizia (23.022). Nella sua prossima riunione essa condurrà il dibattito di entrata in materia su questo progetto.
  • La Commissione non ha ancora preso alcuna decisione in merito alla mozione Romano 22.4000 «Diritto della prole di beneficiare, di regola, della custodia alternata da parte dei propri genitori separati o divorziati», poiché preferisce aspettare il rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Silberschmidt 21.4141 «Valutazione della prassi giudiziaria dopo la revisione del diritto sul mantenimento, con particolare attenzione alla normativa riguardante la custodia e il diritto di visita», che dovrebbe essere adottato prossimamente.
  • La Commissione si è pronunciata all’unanimità a favore delle mozioni del medesimo tenore 23.3734 e 23.3735, che mirano ad aumentare il congedo giovanile da una a due settimane. La misura rientra nell’ambito della politica di promozione della gioventù. Anche il Consiglio federale propone di accogliere queste mozioni.
  • La Commissione ha constatato che i suoi lavori, sospesi, sull’iniziativa di Commissione 21.452 per l’istituzione di un comitato consultivo della Commissione giudiziaria hanno suscitato un certo interesse pubblico e ha pertanto deciso, conformemente all’articolo 8 capoverso 3 dell’ordinanza sull’amministrazione parlamentare, di pubblicare l’avamprogetto provvisorio corredato dal rapporto esplicativo.
  • La Commissione è stata informata sulla situazione finanziaria dei fondi di viaggio svizzeri e ha constatato che dopo la pandemia di COVID-19 il settore dei viaggi si è ripreso in modo soddisfacente. La Commissione propone pertanto all’unanimità alla propria Camera di respingere la mozione 22.3364 «Per un aiuto temporaneo della Confederazione al sistema di garanzia del settore dei viaggi».
  • Ai fini dell’attuazione dell’iniziativa parlamentare Caroni 22.448 «Un Pacs adeguato alla Svizzera», la Commissione si è espressa a favore dell’istituzione di una sottocommissione composta da cinque membri presieduta dal consigliere agli Stati Andrea Caroni. In una prima fase la sottocommissione dovrà presentare alla Commissione, entro il quarto trimestre del 2024, i punti essenziali da considerare per attuare l’iniziativa. In una seconda fase, sarà tenuta a esaminare, entro il quarto trimestre del 2025, il progetto preliminare e i​l rapporto esplicativo all’attenzione della Commissione.

Presieduta dal consigliere agli Daniel Jositsch (PSS, ZH), la Commissione si è riunita a Berna il 8 e 9 gennaio 2024.