La Commissione ritiene necessario intervenire urgentemente in particolare sul fronte dell’individuazione precoce e della difesa contro le minacce rappresentate dal terrorismo, dall’estremismo violento, dallo spionaggio e degli attacchi informatici. Sostiene pertanto il rafforzamento delle competenze del SIC, ma sottolinea che, per garantire il giusto equilibrio fra la tutela dei diritti fondamentali e la protezione dalle minacce, la prevista estensione delle competenze debba andare di pari passo con un rafforzamento della vigilanza indipendente.
La Commissione propone al proprio Consiglio di modificare il disegno di legge nei seguenti punti:
Con 6 voti contro 6 e il voto decisivo del presidente, la CPS-S chiede di stralciare l’articolo 5 capoverso 6 lettera c, che consentirebbe al SIC di acquisire e trattare informazioni sulle attività politiche di organizzazioni o persone per garantire la loro protezione. A tal fine, la maggioranza ritiene che oltre ad informazioni concrete sulle minacce, il SIC necessiti indubbiamente di informazioni sulle attività dell’individuo, ad esempio sui suoi spostamenti, ma che tali informazioni non possano riguardare i contenuti delle sue attività politiche. I diritti politici rientrano tra i diritti fondamentali essenziali e il loro esercizio non può essere sorvegliato in assenza di giusta causa. La minoranza della Commissione ritiene invece che, per adempiere il suo mandato di protezione, al SIC vada attribuita la competenza proposta poiché a seconda del caso deve poter contestualizzare le informazioni.
La CPS-S riconosce la necessità di consentire al SIC di impiegare apparecchi di localizzazione durante un’osservazione senza l’autorizzazione preliminare del Tribunale amministrativo federale. Con 9 voti contro 3 chiede tuttavia che, conclusa l’osservazione, il SIC notifichi al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) l’impiego di tali apparecchi (art. 14 cpv. 4: nuovo).
La CPS-S ritiene che non debba essere il capo del DDPS ad assegnare un’identità fittizia a determinate persone, così come previsto nell’articolo 18 capoverso 1 del disegno, e propone all’unanimità di attribuire tale competenza al direttore del SIC.
Con 9 voti contro 2 e 1 astensione la CPS-S chiede un’impostazione più efficiente del divieto di organizzazioni di cui all’articolo 74 LAIn. La Svizzera deve poter decidere autonomamente, e senza rifarsi alle valutazioni politiche di organizzazioni internazionali, quali organizzazioni rappresentano un pericolo per la sicurezza interna ed esterna. In futuro, quindi, il Consiglio federale deve poter pronunciare un divieto ai sensi dell’articolo 74 LAIn non soltanto sulla base di una corrispondente decisione delle Nazioni Unite, bensì, alternativamente, anche sulla base degli accertamenti e delle valutazioni del SIC riguardanti un’organizzazione o un gruppo figurante nella lista d’osservazione di cui all’articolo 72 LAIn. Ad avviso della CPS-S, l’adeguamento proposto dell’articolo 74 LAIn consentirebbe di regolamentare i futuri divieti in modo rapido ed unitario, senza dover ripetutamente far capo a leggi speciali e senza compromettere le garanzie procedurali previste dallo Stato di diritto.
La CPS-S è infine favorevole al fatto che il capo del DDPS – Dipartimento al quale spetta l’attuazione delle raccomandazioni dell’Autorità di vigilanza indipendente sulle attività informative (AVI-Ain) – possa, in casi motivati, rinunciare alla messa in atto di una raccomandazione. All’unanimità, la Commissione chiede tuttavia che una tale rinuncia sia possibile unicamente previa consultazione dell’AVI-Ain. L’obiettivo è garantire che l’efficacia della vigilanza non sia sminuita e che il capo del DDPS decida con cognizione di causa.
La CPS-S ha respinto tutte le altre proposte di modifica. Esse riguardavano: competenze delle autorità d’esecuzione cantonali, l’impiego di dati memorizzati negli apparecchi di localizzazione in caso di ripresa dell’osservazione, la definizione delle condizioni per l’applicazione dell’articolo 27 capoverso 1 lettera a numero 2 (misure di acquisizione soggette ad autorizzazione nel caso di una minaccia concreta per interessi internazionali importanti), la regolamentazione della procedura d’urgenza nel caso di infiltrazioni in sistemi informatici esteri, i termini per la cancellazione e la verifica dei dati nonché l’accesso del SIC a dati che questi ha trasmesso all’Archivio federale per archiviazione.
Il progetto sarà trattato dalla seconda Camera nel corso della sessione autunnale.
La Commissione ha inoltre deciso di sospendere la trattazione della mozione 25.4559 (de Quattro) del Consiglio nazionale. La mozione chiede – così come prevede la modifica della LAIn – che il SIC possa adottare misure di acquisizione soggette ad autorizzazione nel caso di minacce da parte dell’estremismo violento.
Addossare agli organizzatori i costi delle manifestazioni
Con 8 voti contro 3 e 1 astensione, la CPS-S ha proposto di accogliere la mozione 25.4867 (Kamerzin Sidney) del Consiglio nazionale, che incarica il Consiglio federale di elaborare una base legale tesa a consentire la riscossione presso gli organizzatori di manifestazioni l’integralità o parte dei costi per la sicurezza e d’intervento. La maggioranza della Commissione ritiene necessario intervenire ed è quindi favorevole all’elaborazione di una base legale a livello federale che completi le disposizioni cantonali. La minoranza teme invece che ne risultino un’ingerenza nella sovranità di polizia dei Cantoni, una violazione del principio della sussidiarietà e una limitazione delle possibilità di intervento dei Cantoni e dei Comuni.
Verifica delle indennità versate alle persone che prestano servizio militare, servizio di protezione civile o servizio civile
La CPS-S ha adottato all’unanimità il postulato 26.4047 con il quale incarica il Consiglio federale di valutare se le attuali disposizioni in materia di indennità e di remunerazione nell’ambito del servizio militare, del servizio nella protezione civile e del servizio civile rispondono alle realtà sociali e alle esigenze della collettività. Gli si chiede in particolare di analizzare se la parità di trattamento tra servizio civile e servizio militare è garantita, di tenere conto delle interruzioni di servizio e di valutare le prestazioni complementari rispetto a quelle del servizio sociale. Se riterrà necessario intervenire, il Consiglio federale dovrà proporre soluzioni in vista di eventuali adeguamenti della prassi in materia di indennità e di remunerazione.
Impiego supplementare della Svizzera a favore della EUFOR ALTHEA in Bosnia ed Erzegovina
La CPS-S ha proposto all’unanimità al suo Consiglio di approvare un impiego supplementare di militari svizzeri a favore della Forza multinazionale dell’Unione europea (EUFOR ALTHEA) in Bosnia ed Erzegovina (26.034). Secondo la Commissione questo impiego adempie gli obiettivi in materia di politica estera e di sicurezza della Svizzera: contribuisce difatti alla sicurezza e alla stabilità non solo in Bosnia ed Erzegovina ma anche nei Balcani occidentali, rappresenta una prova di solidarietà e rafforza il partenariato tra la Svizzera e l’Unione europea in materia di politica di sicurezza. Permette inoltre all’Esercito svizzero di acquisire maggiore esperienza in questo tipo di impiego. Con 11 voti contro 1, la Commissione raccomanda anche di fissare l’effettivo massimo del distaccamento supplementare a 12 militari armati – come proposto dal Consiglio federale –, per rispondere alle necessità sul posto e alla richiesta di sostegno presentata dall’Austria, che assumerà il comando di EUFOR nel 2027. La minoranza della Commissione propone di aumentare l’effettivo massimo del distaccamento supplementare a 36 militari armati, come deciso dal Consiglio nazionale nella sessione estiva. Questo aumento accrescerebbe il margine di manovra della Svizzera sul posto e il suo impegno solidale nel promovimento della pace, il che sarebbe opportuno vista la fragilità della situazione geopolitica. L’oggetto sarà trattato dal Consiglio degli Stati nel corso della sessione autunnale.
Intensificazione dei controlli al confine
La CPS-S ritiene che nel campo della criminalità transfrontaliera e della migrazione illegale sia necessario intervenire e chiede l’intensificazione dei controlli al confine. Tuttavia, per evitare doppioni con mozioni già trasmesse (24.3947 e 24.3701), propone al proprio Consiglio, con 7 voti contro 0 e 1 astensione, di sospendere per più di un anno la trattazione dell’iniziativa 25.311 con la quale anche il Cantone di Argovia chiede la reintroduzione di controlli più rigidi al confine. La Commissione propone di attendere le misure che il Consiglio federale deve adottare per attuare la richiesta di controlli al confine più severi formulata nelle mozioni 24.3947 e 24.3701.
Ulteriori decisioni
Con 12 voti contro 0 e 1 astensione, la CPS-S propone di accogliere la mozione 24.3710 (Götte) del Consiglio nazionale. La mozione incarica il Consiglio federale di provvedere affinché anche il Governo svizzero consenta di concludere affari in materia di armamento tra Stati esteri e aziende svizzere di armamento attraverso la cosiddetta procedura government to government (G2G) e metta a punto i relativi processi. Ha invece respinto, con 11 voti contro 1 e 1 astensione, una proposta tesa a modificare il testo della mozione di modo che la procedura G2G sia limitata agli Stati europei.
Con 12 voti contro 1 la CPS-S ha respinto la mozione 26.3014 (CPS-N) del Consiglio nazionale «Istituire un quadro giuridico per l’evacuazione di strutture particolari (ospedali, case di cura, istituti di detenzione)». La Commissione sottolinea che la responsabilità per l’esercizio, la sicurezza e la pianificazione d’emergenza di queste strutture speciali spetta ai Cantoni o ai rispettivi organi responsabili e la ripartizione federalista dei compiti deve essere mantenuta.
Con 8 voti contro 4 la CPS-S propone di respingere per motivi formali la mozione 26.3015 (CPS-N) del Consiglio nazionale «Istituire un quadro giuridico per strutture di protezione alternative in caso di conflitto armato». La Commissione ne condivide la richiesta, ma fa notare che l’Ufficio federale della protezione della popolazione ha già avviato i lavori di attuazione.
È stato invece sospeso l’esame della mozione della CPS-N 26.3520 «Obbligo di prestare servizio militare e doppia cittadinanza» e della mozione Binder 25.3993 «Ripristinare la capacità di difesa della Svizzera», al fine di trattarle in una prossima seduta sulla base di maggiori informazioni.
Durante la seduta la CPS-S si è inoltre informata sulla situazione attuale nel Medio Oriente e sull’evoluzione della guerra in Ucraina.
Presieduta dal consigliere agli Stati Mathias Zopfi (GL, Verdi), la Commissione si è riunita a Berna il 22 e il 23 giugno. A parte della seduta era presente il consigliere federale Martin Pfister, capo del DDPS.