Con 16 voti contro 8 e 1 astensione, la Commissione non ha dato seguito a un’iniziativa parlamentare presentata dal consigliere agli Stati Thomas Minder (SH) volta a vietare all’amministrazione e alle autorità della Confederazione di accettare sponsorizzazioni da parte di imprese private, ad esempio per eventi, quali le esposizioni internazionali, attività o pubblicazioni in Svizzera e all’estero (20.488 «Divieto per la Confederazione di accettare sponsorizzazioni»). Secondo la Commissione, un divieto così come proposto dall’iniziativa è troppo radicale, anche se bisogna riconoscere che la prassi dei dipartimenti in materia di sponsorizzazione manca talvolta di coerenza. La sponsorizzazione di aziende private permette in particolare di risparmiare denaro dei contribuenti. Inoltre, l’amministrazione ha adottato diverse misure intese a impedire che siano prese decisioni inadeguate, come successo a volte in passato. Questo oggetto torna quindi alla Commissione omologa del Consiglio degli Stati, che aveva dato seguito opportunamente a questa iniziativa nel gennaio 2022.
Abbandono programmato del progetto relativo alla naturalizzazione agevolata dei partner registrati
In adempimento a diverse iniziative parlamentari, nel 2016 il Consiglio nazionale aveva adottato un progetto di revisione della Costituzione e della legge sulla cittadinanza affinché gli stranieri che vivevano in regime di unione domestica registrata potessero accedere alla naturalizzazione agevolata, come gli stranieri nel regime matrimoniale (13.418/13.419/13.420/13.421/13.422). Le due Camere avevano in seguito sospeso la trattazione di questo oggetto per attendere l’esito del progetto «Matrimonio civile per tutti» (13.468). Dal momento che quest’ultimo è stato accettato in votazione popolare il 26 settembre 2022, le Camere devono ora decidere se sia giustificato mantenere il progetto «parità fra unione domestica registrata e matrimonio nella procedura di naturalizzazione». Dopo che, nella sessione primaverile 2022, il Consiglio degli Stati ha deciso di non entrare in materia, la CIP-N si è occupata a sua volta di questo progetto. La Commissione propone alla sua Camera, con 14 voti contro 11, di allinearsi al Consiglio degli Stati e di non entrare in materia. Infatti, dal momento che i partner registrati hanno la possibilità di sposarsi e possono quindi avere accesso alla naturalizzazione agevolata, questo progetto andrebbe a beneficio di una piccola minoranza, vale a dire i partner registrati che non desiderano far convertire la loro unione domestica registrata in matrimonio. Una minoranza della Commissione ritiene, al contrario, che occorra legiferare, poiché la disparità di trattamento tra partner registrati e coppie sposate in materia di accesso alla naturalizzazione esiste tuttora.
L’accesso alla formazione professionale dei sans papiers va migliorato
Con 11 voti contro 10 e 4 astensioni, la Commissione ha deciso di presentare una mozione che incarica il Consiglio federale di agevolare l’accesso alla formazione professionale per i richiedenti l’asilo respinti e i sans papiers (22.3392). La normativa attuale è infatti troppo restrittiva e difficilmente permette ai sans papiers di accedere alla formazione post obbligatoria. Non ha senso escludere giovani adulti idonei e motivati da una formazione professionale, dal momento che vivono comunque in Svizzera. Il fatto che queste persone rimangano senza formazione e senza impiego per numerosi anni non è né nel loro interesse né in quello società. Per questo motivo bisogna rendere più flessibile la normativa in vigore. Una minoranza propone di respingere questa mozione, poiché rischia di dare un segnale sbagliato.
La riscossione di aiuti sociali non riconducibile a colpa propria non può avere conseguenze nel diritto in materia di stranieri
La CIP-N si esprime, con 14 voti contro 10, per la seconda volta sull’iniziativa parlamentare «La povertà non è un reato» (20.451) della consigliera nazionale Samira Marti. L’iniziativa chiede che la legge federale sugli stranieri e la loro integrazione sia modificata in modo che agli stranieri che da più di dieci anni vivono ininterrottamente e legalmente in Svizzera non possa più essere revocato il permesso di dimora o domicilio se percepiscono aiuti sociali per motivi non imputabili a loro colpa. Secondo la Commissione, il collegamento fra riscossione di aiuti sociali e conseguenze di diritto in materia di soggiorno, che possono risultare per gli stranieri, ha avuto ripercussioni negative da quando è stata introdotta la commutazione di permessi di domicilio e la revoca di permessi di dimora. L’attuale interpretazione di queste disposizioni non è conforme alla volontà del legislatore, ragione per cui occorrono chiarimenti a livello legislativo e un’armonizzazione della prassi nei Cantoni. Le persone non devono rinunciare a far valere il loro diritto a un aiuto sociale per incertezza e paura.
Una minoranza respinge l’iniziativa parlamentare, poiché considera che si tratti di un numero esiguo di casi e che la prassi diversificata nei Cantoni fa parte del sistema federalista della Svizzera.
Sans Papiers: nessuna misura supplementare per l’obbligo assicurativo e la conclusione di contratti
La Commissione ha trattato due iniziative parlamentari dell’UDC, che propongono misure contro la migrazione illegale. La Commissione respinge entrambe le iniziative. L’iniziativa 21.445, la quale chiede che le persone che soggiornano illegalmente e senza un permesso di dimora in Svizzera siano esentate dall'obbligo d'assicurazione, è stata respinta con 13 voti contro 8. L’altra iniziativa 21.446, in cui si chiede che contratti essenziali possano essere conclusi soltanto in presenza di un certificato di residenza nel Comune, è stata respinta con 16 voti contro 7. La Commissione riconosce che la situazione dei Sans Papiers è insoddisfacente. Tuttavia, ritiene che queste proposte non rappresentino un approccio adeguato per risolvere questa problematica. Una minoranza desidera dare seguito a queste iniziative parlamentari.
A favore del mantenimento dello statu quo in materia di pubblicazione dei legami d’interesse dei parlamentari
Con 14 voti contro 10, la Commissione propone al suo Consiglio di non dare seguito a un’iniziativa parlamentare del gruppo socialista che chiede la pubblicazione delle somme di denaro ingenti versate ai parlamentari (21.474 «Migliorare la trasparenza nel finanziamento della politica. Rendere pubblici i grandi flussi di denaro versati ai parlamentari»). La normativa attuale, che sancisce l’obbligo per i parlamentari di segnalare i loro interessi, è sufficiente. Una minoranza desidera dare seguito all’iniziativa.
Apertura delle frontiere durante la pandemia: rifiuto di un’iniziativa del Cantone di Basilea-Città
All’unanimità, la Commissione propone al suo Consiglio di non dare seguito a un’iniziativa del Cantone di Basilea-Città in cui si chiede alle autorità federali di adoperarsi affinché, nel quadro delle misure di lotta contro il coronavirus (21.314), le frontiere non siano chiuse. In effetti, le Camere hanno già trasmesso al Consiglio federale una mozione formulata in modo più preciso che avanza in sostanza le stesse esigenze (21.3698).
Ordinanza sulla protezione dei dati: le raccomandazioni della Commissione sono state in gran parte considerate
La Commissione ha preso atto con soddisfazione che le raccomandazioni volte a modificare il progetto di ordinanza sulla protezione dei dati, da essa formulate in occasione della seduta del 27 gennaio 2022, hanno potuto essere in gran parte recepite. La Commissione è stata informata del fatto che il progetto di ordinanza è stato modificato secondo le proposte da essa formulate, tranne quando – in pochi casi – tali proposte avrebbero messo in forse la decisione di adeguatezza dell’UE.
Presieduta dal consigliere nazionale Marco Romano (Alleanza del Centro, TI), la Commissione si è riunita il 28 e 29 aprile 2022 a Berna.