La Commissione sostiene gli sforzi compiuti dal Consiglio federale e dai Cantoni in questo ambito. Prende atto degli assi strategici decisi nell’ambito della piattaforma Amministrazione digitale Svizzera (ADS): rafforzamento della gestione comune e della collaborazione tra la Confederazione, i Cantoni, le Città e i Comuni parallelamente all’introduzione di una nuova competenza federale nella Costituzione, che consentirà alla Confederazione di emanare norme essenziali e vincolanti per tutte le amministrazioni, per esempio nel settore della comunicazione dei dati tra le autorità. Questa competenza federale implica una normativa specifica che disciplini la partecipazione dei Cantoni, delle Città e dei Comuni. La Commissione sostiene l’avvio dei lavori in vista dell’elaborazione di una nuova norma costituzionale. A suo parere la possibilità di emanare standard obbligatori è un elemento indispensabile per la trasformazione digitale delle autorità. Al fine di sostenere questo progetto, la Commissione propone con 15 voti contro 9 di accogliere la mozione 26.3005 – depositata dalla Commissione omologa del Consiglio degli Stati e già accolta dalla Camera alta – che chiede l’elaborazione di un articolo costituzionale sulla digitalizzazione delle autorità.
Legge federale sui diritti politici: le divergenze permangono
La Commissione è sempre convinta che occorra imporre dei vincoli al Consiglio federale per quanto riguarda la fissazione dei giorni delle votazioni popolari. Conferma pertanto, con 21 voti contro 3 e 1 astensione, l’inserimento di una disposizione in questo senso nell’articolo 10 della legge federale sui diritti politici (25.047). In tal modo si prefigge di evitare manovre tattico-politiche del Consiglio federale nell’assegnare gli oggetti ai singoli giorni delle votazioni. La Commissione è inoltre scettica riguardo alla formulazione della norma con cui il Consiglio degli Stati vorrebbe conferire al Consiglio federale la competenza di differire le votazioni. Per il momento mantiene quindi la sua posizione a favore dello stralcio di tale disposizione. Infine, contrariamente al Consiglio degli Stati, la Commissione chiede, con 15 voti contro 9, di consentire lo svolgimento a livello nazionale di prove di raccolta elettronica delle firme, ma vuole tuttavia prevedere limitazioni in termini percentuali.
Rinuncia a una modifica della procedura per le elezioni del Consiglio nazionale
Con 11 voti contro 9 e 3 astensioni, la Commissione ha deciso di ritirare la sua iniziativa con cui aveva chiesto l’introduzione del metodo di Sainte-Laguë per le elezioni del Consiglio nazionale (24.422). Da un’analisi che ha commissionato è emerso che gli effetti sarebbero in definitiva inferiori a quanto inizialmente previsto. Pertanto, non vale la pena sostenere i costi considerevoli di una riforma del sistema elettorale.
La Commissione è invece del parere che per la presentazione delle liste e la designazione delle congiunzioni e sotto-congiunzioni di liste occorra istituire un sistema uniforme e più comprensibile agli elettori. Ha pertanto deciso, con 12 voti contro 10 e 1 astensione, di presentare una mozione di commissione in questo senso (26.3533).
Nessuna modifica di legge per la somministrazione coatta di medicamenti in occasione dei voli di rinvio
Dopo che nel marzo 2025 la Commissione aveva dato seguito con una maggioranza risicata all’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Fischer 24.457 Autorizzare l’impiego di medicamenti per procedere ai rinvii coatti, e che nel gennaio 2026 la Commissione omologa aveva deciso a larga maggioranza di non dare il proprio consenso a tale decisione, la Commissione ha ora deciso con 16 voti contro 9 di respingere l’iniziativa parlamentare. Quest’ultima chiedeva che durante i voli di rinvio potessero essere somministrati sedativi anche senza indicazione medica. La Commissione rimane del parere che sia necessario migliorare la situazione di tutte le parti coinvolte rispettando la dignità umana. In una delle sue prossime sedute valuterà pertanto un mandato d’esame al riguardo. A seguito di questa decisione l’autore ha ritirato l’iniziativa.
No allo stralcio dal ruolo automatico e sistematico delle mozioni e dei postulati
Con 21 voti contro 3 e 1 astensione, la Commissione ha deciso di dare seguito a un’iniziativa parlamentare depositata dal consigliere nazionale Philippe Nantermod 25.438 «Interventi parlamentari. Votare invece di togliere dal ruolo». Secondo il diritto vigente, un intervento di un parlamentare o di un gruppo parlamentare è tolto dal ruolo senza decisione della Camera se quest’ultima non lo ha trattato definitivamente entro due anni dalla presentazione. La Commissione ritiene che questa situazione sia insoddisfacente e poco rispettosa dei diritti dei parlamentari. L’iniziativa parlamentare Nantermod, che propone di conferire all’autore dell’intervento la facoltà di chiedere, quale ultima ratio e prima che il suo testo sia tolto dal ruolo allo scadere dei due anni, che la Camera proceda al voto senza dibattito orale, fornisce una risposta pragmatica a questo problema.
Presieduta dalla consigliera nazionale Nina Schläfli (S, TG), la Commissione si è riunita a Berna il 21 e il 22 maggio 2026.