La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale sostiene l’iniziativa della sua omologa del Consiglio degli Stati secondo cui l’approvazione degli accordi volti a stabilizzare le relazioni bilaterali fra Svizzera e UE debba essere disciplinata a livello costituzionale.

Con la sua iniziativa (26.425), la CIP del Consiglio degli Stati propone di inserire una disposizione transitoria nella Costituzione federale (Cost.) che disciplini l’approvazione degli accordi di stabilizzazione. In tal modo si afferma chiaramente che l’articolo 121a capoverso 4 Cost., secondo cui non possono essere conclusi trattati internazionali che violino l’articolo 121a (regolazione dell’immigrazione), non si applica in relazione agli accordi di stabilizzazione. Non sussisteranno quindi più incertezze sulla costituzionalità delle modifiche dell’accordo sulla libera circolazione. L’iniziativa prevede inoltre di ancorare nella costituzione la cosiddetta giurisprudenza Schubert che consentirà all’Assemblea federale di adottare scientemente atti normativi che derogano agli accordi previsti dal pacchetto Bilaterali III.

Con 15 voti contro 10 la CIP-N dà il suo consenso affinché la sua omologa elabori questa modifica della Costituzione. Si dice favorevole a un chiarimento a livello costituzionale, che consentirà altresì alla popolazione e ai Cantoni di esprimersi alle urne. Questo modo di procedere è giustificato dall’enorme importanza del pacchetto di accordi, il quale riveste carattere costituzionale. La via più semplice sarebbe comunque quella del referendum obbligatorio sui generis. La CIP-N chiede pertanto alla CIP-S, con 16 voti contro 9, di approfondire ulteriormente questa via alternativa alla modifica costituzionale e le fa pervenire una lettera al riguardo.

La minoranza si dice contraria all’iniziativa parlamentare adducendo che una modifica costituzionale non consentirebbe di sottoporre a votazione in un unico pacchetto gli accordi e le leggi di attuazione. Verrebbero messi a rischio i compromessi interni nel loro insieme, ad esempio nell’ambito della protezione dei salari, e con essi i Bilaterali III. Ci si chiede anche perché le stesse persone definiscono costituzionale un referendum sui generis e nel contempo propongono una modifica costituzionale. Da ultimo occorre anche chiedersi se l’immigrazione attesa di un paio di dozzine di persone comporti una violazione dell’articolo 121a Cost.

La Commissione ha adottato la sua decisione per la sua omologa del Consiglio degli Stati competente per questa procedura di consenso. Ritiene che non si debba derogare alla procedura usuale secondo cui queste decisioni di consenso vengono sempre prese dalla Commissione omologa dell’altra Camera. Ne risulterebbe un precedente del tutto indesiderato. La Commissione vuole garantire che questa iniziativa possa essere elaborata e, con 15 voti contro 10, ha quindi deciso di depositare un’iniziativa di commissione dallo stesso tenore (26.427).

Presieduta dalla consigliera nazionale Nina Schläfli (S, TG), la Commissione si è riunita a Berna il 21 e il 22 maggio 2026.