Nelle sedute del 26 e 27 marzo e del 5 maggio 2026 la Commissione si è occupata delle questioni di diritto in materia di stranieri nel quadro del pacchetto UE e nella seduta del 17 agosto 2026 ha concluso le relative deliberazioni. Con il protocollo di modifica sulla libera circolazione la Svizzera e l’UE hanno convenuto una soluzione per quanto riguarda l’aggiornamento della normativa sulla libera circolazione delle persone, ponendo al centro la direttiva relativa ai cittadini dell’Unione. Tale direttiva disciplina il diritto dei cittadini dell’UE di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Le modifiche dell’Accordo sulla libera circolazione comportano diverse misure di attuazione e di accompagnamento a livello nazionale. La legislazione d’attuazione nell’ambito della LStrI comprende tra le altre cose la nozione di protezione di cui sopra. Sono definiti in particolare gli indicatori da utilizzare per esaminare la presenza di gravi difficoltà di ordine economico o sociale. Sono inoltre definite le misure di protezione e compensative che il Consiglio federale può adottare.
Con 7 voti contro 0 e 6 astensioni, la Commissione ha deciso di estendere le misure compensative introducendo un ulteriore strumento, ossia una tassa d’incentivazione quale misura di protezione nell’ambito della concretizzazione della clausola di salvaguardia. Tale tassa deve essere applicata alle persone che esercitano un’attività lucrativa dipendente e riscossa presso i datori di lavoro, quindi le imprese. Inoltre, le persone maggiorenni che si ricongiungono ai propri familiari sono assoggettate alla tassa. La Commissione è convinta che la tassa d’immigrazione crei incentivi per valorizzare il potenziale della manodopera a livello nazionale. I proventi devono essere ripartiti tra la popolazione. La tassa è prevista anche per i cittadini di Stati terzi una volta attivata la clausola di salvaguardia.
La CIP-S ha inoltre deciso all’unanimità di conferire al Consiglio federale un incarico vincolante, ossia esaminare ogni anno mediante indicatori adeguati se vi sono gravi difficoltà di ordine economico o sociale (art. 21b cpv. 5) e se occorre adottare misure per farvi fronte.
La Commissione accoglie con favore il fatto che, prima di prendere una decisione, le commissioni parlamentari, i Cantoni, le Città e le parti sociali siano consultate, e i Cantoni abbiano il diritto di incaricare il Consiglio federale di verificare la clausola di protezione qualora riscontrino difficoltà gravi.
La Commissione ha inoltre deciso che nell’ambito dell’obbligo del permesso e della notificazione occorra esaminare in modo rigoroso se il richiedente rappresenta un pericolo. Per i cittadini di Stati membri dell’UE le autorità competenti devono esaminare se costituiscono un pericolo per la sicurezza, l’ordine o la sanità pubblici. Per i cittadini di Stati terzi deve essere richiesto un estratto del casellario giudiziale del Paese di origine o di provenienza. Se dall’esame emerge che la persona interessata rappresenta un simile pericolo, il soggiorno può essere negato o limitato. Sempre per quanto riguarda i cittadini di Stati terzi, la Commissione accoglie una richiesta contenuta in due interventi già approvati dalle rispettive Camere (26.3229 e 26.3130).
La Commissione condivide inoltre le proposte di modifica presentate dalla Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati che chiedono in particolare: precisazioni riguardanti la definizione e la verifica della qualità di lavoratore dei cittadini degli Stati dell’UE; un esame approfondito nel caso in cui sia esercitato il diritto al soggiorno permanente e sussista il rischio di un’attività lucrativa marginale e accessoria; l’obbligo delle autorità competenti in materia di migrazione di esaminare la sussistenza del diritto al soggiorno in casi specifici nei quali indizi concreti lascino supporre che le condizioni di soggiorno previste nell’Accordo sulla libera circolazione delle persone non siano più soddisfatte.
La maggioranza della Commissione ha respinto ulteriori inasprimenti della LStrI.
Presieduta dalla consigliera degli Stati Heidi Z’graggen (M-E, UR), la Commissione si è riunita a Berna l’17 agosto 2026.