Negli anni scorsi le indennità di partenza riconosciute ai quadri superiori dell’Amministrazione federale hanno spesso suscitato discussioni. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati intende ora modificare la legislazione sul personale federale così da vietare tali indennità.

In adempimento dell’iniziativa parlamentare presentata dall’ex consigliere agli Stati Thomas Minder e ripresa dal consigliere agli Stati Jakob Stark (23.432), sono state elaborate modifiche della legislazione sul personale federale affinché non sia più consentito versare indennità di partenza ai membri delle direzioni dell’Amministrazione federale centrale. Verrà pertanto vietata l’odierna pratica per cui i quadri superiori percepiscono un’indennità di partenza nell’ambito di una disdetta semplificata. Sono escluse dal divieto le disdette non dovute a una colpa dell’interessato, ad esempio quelle derivanti da una riorganizzazione. Inoltre, non sarà più consentito prevedere nel contratto o nello statuto indennità di partenza per i membri delle direzioni e dei consigli di amministrazione di aziende e istituti della Confederazione. Con questo progetto, accolto dalla Commissione nella votazione sul complesso con 10 voti contro 0 e 1 astensione, si allineano le norme sul personale federale a quelle del Codice delle obbligazioni. Il Consiglio federale è ora chiamato a esprimersi in merito, di modo che il progetto dovrebbe poter essere trattato nella sessione estiva.

Gli stipendi del personale federale sono un argomento molto dibattuto

La Commissione ha discusso in maniera approfondita sul sistema salariale della Confederazione e in particolare sulle modifiche previste, secondo cui gli stipendi si evolveranno, come nell’economia privata, seguendo una curva prestabilita in cui sono determinanti la funzione e l’esperienza. La Commissione ha anche preso atto che le misure salariali della Confederazione hanno determinato un aumento degli stipendi inferiore alla media nazionale. È pertanto da ritenersi recepita la richiesta della mozione del consigliere nazionale Jürg Grossen (24.3780 «Stipendi della Confederazione conformi al mercato. Nessuna disparità con l’economia privata»), accolta dal Consiglio nazionale. A dimostrazione del suo sostegno alle misure di adeguamento del sistema salariale adottate dalla Confederazione, la Commissione ha accolto la mozione con 10 voti contro 1 e 1 astensione.

Il permesso per stranieri deve essere una condizione per svolgere un’attività lucrativa dipendente e per le relative prestazioni dell’AVS e dell’AI

Con 8 voti contro 3 e 1 astensione, la Commissione sostiene l’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Michael Graber 25.423 «Migrazione illegale e assicurazioni sociali, Abolire il fattore di attrazione», in cui si chiede che gli stranieri siano assicurati all’AVS e all’AI soltanto se durante il periodo di contribuzione o di assoggettamento contributivo oppure al momento in cui presentano la richiesta di rendita sono in possesso di un permesso per stranieri valido. La Commissione ravvisa contraddizioni nel sistema vigente e ritiene che occorra intervenire sul fronte della verifica dei permessi per stranieri degli impiegati e delle relative prestazioni dell’AVS e dell’AI. Dando il proprio assenso all’iniziativa parlamentare, la Commissione dà quindi il via all’elaborazione del relativo progetto.

Strategia in materia d’asilo 2027

La Commissione ha tenuto una prima discussione in merito alla «Strategia in materia d’asilo 2027» adottata da Confederazione, Cantoni e Comuni, riguardo alla quale ha sentito il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia. Proseguirà la trattazione in una delle prossime sedute, in presenza di rappresentanti dei Cantoni e dei Comuni. La Commissione seguirà da vicino i lavori di attuazione della strategia.

Presieduta dalla consigliera agli Stati Heidi Z’graggen (M-E, UR), la Commissione si è riunita a Berna il 17 febbraio 2026.