La Commissione ha esaminato le divergenze che rimangono in relazione all’iniziativa parlamentare 21.403 «Sostituire il finanziamento iniziale con una soluzione moderna», che di fatto rappresenta il controprogetto indiretto all’iniziativa popolare sugli asili nido. Essa propone alla propria Camera di allinearsi al Consiglio degli Stati e di sostenere gli accordi di programma per lo sviluppo dell’offerta di custodia di bambini complementare alla famiglia così come la creazione di posti per la custodia di bambini con disabilità. In questi ambiti la CSEC-N propone un impegno della Confederazione di 100 milioni di franchi nell’arco di quattro anni. Sostiene inoltre, senza voti contrari, la decisione del Consiglio degli Stati di subordinare la concessione dell’assegno di custodia all’esercizio di un’attività lucrativa da parte di entrambi gli aventi diritto e di versare tale assegno soltanto se la custodia è affidata a un’istituzione che offre i propri servizi in una lingua nazionale.
Due minoranze propongono di mantenere, nel quadro degli accordi di programma, alcuni ambiti di promozione precedentemente approvati dal Consiglio nazionale: uno riguarda il miglioramento della qualità dell’offerta di custodia istituzionale (art. 13 cpv. 1 lett. c LSCus; 8 voti contro 17), l’altro le misure volte a migliore la conciliabilità tra famiglia e lavoro (art. 13 cpv. 1 lett. e LSCus; 8 voti contro 17). Al fine di garantire il finanziamento di questi settori di promozione, una terza minoranza propone un impegno della Confederazione pari a 156 milioni di franchi. Una quarta minoranza (9 voti contro 16) sostiene la concessione ai Cantoni di aiuti finanziari globali per sviluppare la loro politica di sostegno alla prima infanzia. Infine, un’ultima minoranza propone che, in determinate circostanze, l’importo dell’assegno di custodia per bambini con disabilità possa essere triplicato (art. 5 cpv. 2ter LAFam; 11 voti contro 14), anziché duplicato, come auspicato dalla maggioranza. L’esame dell’iniziativa parlamentare 21.403 si terrà nella sessione invernale 2025.
La CSEC-N si è quindi espressa in merito all’iniziativa popolare 24.058 «Per una custodia di bambini complementare alla famiglia che sia di qualità e a prezzi abbordabili per tutti (Iniziativa sugli asili nido)». Con 14 voti contro 8 e 2 astensioni, la Commissione propone di raccomandarne la reiezione. La maggioranza ritiene che le misure previste dall’iniziativa parlamentare 21.403, contenute nel controprogetto indiretto, siano un complemento adeguato e sufficiente alle misure attualmente in vigore nei vari Cantoni e siano finanziariamente sostenibili. Secondo una minoranza, tuttavia, l’iniziativa popolare proporrebbe un approccio più completo per la politica di custodia complementare alla famiglia. L’importante impegno finanziario richiesto alla Confederazione (2/3 contro 1/3 per i Cantoni), infatti, non riguarderebbe soltanto la qualità e la disponibilità delle strutture di custodia, ma anche le condizioni di lavoro del personale del settore. L’iniziativa sarà esaminata dal Consiglio nazionale durante la sessione primaverile 2026.
Controprogetto indiretto all’iniziativa popolare foie gras
La CSEC-N ha finalizzato il proprio controprogetto indiretto (25.402) all’iniziativa popolare foie gras (24.089). Il progetto preliminare della legge, sostenuto con 15 voti contro 9 e 1 astensione durante il dibattito di entrata in materia, prevede in particolare l’introduzione di un monitoraggio delle importazioni professionali di foie gras, magret e confit e l’adozione di misure da parte del Consiglio federale dopo cinque anni, se non si constata una diminuzione delle importazioni commerciali. Il 3 novembre 2025 la Commissione avvierà una breve consultazione di cinque settimane sul progetto preliminare, che annuncerà tramite un comunicato stampa.
La CSEC-N adotta il proprio controprogetto indiretto all’iniziativa popolare sui fuochi d’artificio e raccomanda di respingere l’iniziativa
La CSEC-N ha adottato il proprio controprogetto indiretto all’iniziativa popolare sui fuochi d’artificio (25.402). Prima di procedere all’esame del controprogetto, la Commissione ha preso atto del rapporto sui risultati della consultazione. Ha completato il progetto posto in consultazione introducendo una minoranza supplementare che intende mantenere il diritto vigente per quanto concerne l’ottenimento di un permesso d’uso per i pezzi pirotecnici da spettacolo (art. 14 cpv. 2 della legge federale sugli esplosivi). Il progetto e il rapporto saranno trasmessi al Consiglio federale per parere e al Consiglio nazionale per l’esame nella sessione invernale 2025. Inoltre, la CSEC-N propone alla propria Camera, con 21 voti contro 0 e 3 astensioni, di raccomandare la reiezione dell’iniziativa popolare sui fuochi d’artificio (24.080).
La CSEC-N respinge l’iniziativa del Cantone di San Gallo sulla trasformazione digitale
La CSEC-N ha esaminato l’iniziativa 24.312 del Cantone di San Gallo «Unire le forze per la trasformazione digitale», che chiede alla Confederazione di definire standard tecnici, organizzativi e procedurali comuni nel settore digitale, applicabili a tutte le amministrazioni pubbliche e di poterli dichiarare vincolanti, se necessario. La Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSES-S) ha dato seguito all’iniziativa.
Dopo aver preso atto del rapporto del Consiglio federale concernente il postulato 23.3050 («Standard vincolanti per l’amministrazione digitale svizzera. È necessaria l’introduzione di un articolo sulla digitalizzazione nella Costituzione federale?»), la CSEC-N ha sentito alcuni membri della Conferenza dei governi cantonali e della Conférence latine des directeurs du numérique.
La Commissione riconosce la necessità di un coordinamento a livello nazionale in materia di digitalizzazione e accoglie con favore le misure adottate dall’Amministrazione digitale Svizzera (ADS), come pure le tappe previste nel quadro del dialogo in corso tra la Confederazione e i Cantoni. Ritiene che tale collaborazione favorisca la graduale introduzione di standard comuni, rispettando nel contempo le esigenze e le specificità cantonali.
Con 10 voti contro 10 e il voto decisivo della presidente, la CSEC-N propone alla propria Camera di non dare seguito all’iniziativa del Cantone di San Gallo. La maggioranza ritiene che, tenuto conto dei processi già avviati, l’iniziativa non apporterebbe alcun miglioramento e rischierebbe di complicare le procedure esistenti. Essa sottolinea che, se porteranno ai risultati auspicati, gli sforzi in corso determineranno a lungo termine una maggiore efficacia e una riduzione dei costi per la Confederazione e i Cantoni. La minoranza della Commissione sostiene invece un’azione più centralizzata, accompagnata da direttive nazionali maggiormente vincolanti, al fine di garantire un’infrastruttura digitale più efficace, coerente e di facile utilizzo a livello nazionale.
La CSEC-N respinge la mozione Würth e adotta un postulato di commissione
La Commissione ha esaminato la mozione 25.3153 («Conservazione dei monumenti storici e protezione del paesaggio e degli insediamenti. Tornare alla ripartizione dei compiti prevista dalla NPC I e dalla Costituzione») in cui si chiede che in futuro la Confederazione sia competente soltanto per gli oggetti d’importanza nazionale, mentre la protezione degli insediamenti e degli oggetti d’importanza cantonale e comunale dovrà essere di competenza esclusiva dei Cantoni.
Nell’ambito delle proprie deliberazioni, la Commissione ha sentito rappresentanti dei Cantoni, delle città, dei Comuni e di altre organizzazioni interessate. Ha preso atto che, a seguito di una tavola rotonda con i vari attori coinvolti, il 26 settembre 2025 il Consiglio federale ha adottato misure volte a migliorare e a precisare l’applicazione dell’Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale (ISOS).
La Commissione sottolinea la necessità di approfondire le conoscenze e di chiarire le questioni ancora in sospeso in questo ambito, in particolare riguardo all’impatto di una nuova ripartizione delle competenze. In tale contesto ha deciso all’unanimità di depositare un postulato di commissione (25.4401) al fine di illustrare e valutare il potenziale e le ripercussioni di una possibile nuova ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni nell’ambito della conservazione dei monumenti storici e della protezione del paesaggio e degli insediamenti, nonché di identificare la necessità di una revisione dell’elenco dei monumenti, degli insiemi edilizi e dei siti archeologici d’importanza nazionale.
Di conseguenza, con 15 voti contro 10 la Commissione ha deciso di respingere la mozione. La maggioranza ritiene che le misure già adottate tengano conto delle preoccupazioni principali menzionate nella mozione e preferisce proseguire sulla via intrapresa con la tavola rotonda ISOS, che consente adeguamenti mirati e rapidi, piuttosto che imboccare una nuova direzione ancora incerta, che dovrebbe comportare una modifica della Costituzione.
Una minoranza della Commissione sostiene la mozione poiché reputa che la Confederazione interferisca troppo nelle competenze cantonali e comunali in materia di protezione degli insediamenti, ciò che provoca forti ritardi nei progetti di costruzione. Secondo tale minoranza sarebbe opportuno separare meglio i compiti della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni.
La CSEC-N segue da vicino gli sviluppi relativi all’insegnamento delle lingue nazionali
In occasione della sua seduta, la CSEC-N ha trattato la questione dell’insegnamento delle lingue nazionali e al riguardo ha avuto uno scambio di vedute con la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE). In vista dell’assemblea annuale della CDPE che si terrà alla fine di ottobre e delle prossime decisioni del Consiglio federale, la Commissione continuerà a seguire attentamente questo dossier.
Presieduta dalla consigliera nazionale Simone de Montmollin (RL/GE), la Commissione si è riunita a Berna il 23 e il 24 ottobre 2025. A parte della seduta era presente la consigliera federale a capo del Dipartimento federale dell’interno, Elisabeth Baume-Schneider.