La CSEC-S ha esaminato per la seconda volta i due disegni oggetto del messaggio sulla cultura 2025–2028 (24.027) che presentavano ancora divergenze. Propone un compromesso con il Consiglio nazionale sul deposito legale digitale per la Biblioteca nazionale svizzera e sulla richiesta di consultazione della Commissione per il patrimonio culturale storicamente problematico.

Compromesso sul deposito legale digitale per la Biblioteca nazionale svizzera

In seguito al rifiuto del Consiglio nazionale del disegno 3 del messaggio sulla cultura (24.027), la Commissione ha deciso di visitare la Biblioteca nazionale svizzera (BN) per farsi un’idea concreta su come quest’ultima riesca ad adempiere il suo incarico di collezionare e sulla necessità di introdurre il deposito legale digitale. Si è anche informata sulle misure tecniche e organizzative attualmente in essere per la consultazione delle collezioni della BN e su quelle previste dal progetto.

Il deposito legale digitale deve permettere alla BN di collezionare essa stessa le informazioni digitali che hanno un legame con la Svizzera (denominate Helvetica), siano esse liberamente accessibili o meno. Le discussioni in seno alla Commissione hanno riguardato principalmente il modo in cui l’accesso alle collezioni deve essere organizzato.

Per quanto riguarda gli Helvetica non liberamente accessibili, la CSEC-S propone, con 7 voti contro 4, di limitare l’accesso ai soli posti di lavoro situati nella BN, fatta eccezione per taluni utenti debitamente identificati. Propone inoltre all’unanimità che la BN versi un contributo annuo al fondo culturale di una società di gestione dei diritti di autore a favore degli operatori culturali.

Consultazione della Commissione per il patrimonio culturale storicamente problematico

La CSEC-S ha continuato l’esame delle divergenze che permangono nel disegno 4 del messaggio sulla cultura (24.027) e che riguardano la gestione del patrimonio culturale storicamente problematico. Il Consiglio federale prevede l’istituzione di una commissione federale ad hoc incaricata di elaborare raccomandazioni riguardanti i casi di beni culturali trafugati all’epoca del nazionalsocialismo, nonché beni riconducibili ad altri contesti storici, ad esempio quello coloniale. Il punto controverso riguarda la richiesta di consultazione della Commissione. Se il Consiglio federale è favorevole ad una richiesta unilaterale, e questa proposta è condivisa dal Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati ha deciso invece, nel giugno 2024, che la Commissione debba essere attivata unicamente su richiesta di tutte le parti in causa.

A fine 2024, dopo aver sentito diversi operatori attivi nel settore del trasferimento di beni culturali, la CSEC-S ha proposto di vincolare la richiesta di consultazione della Commissione all’assenso di tutte le parti, ma ha introdotto un’eccezione per i casi  di beni culturali custoditi in musei o collezioni finanziati con fondi pubblici riconducibili al periodo del nazionalsocialismo. Per questi beni, la richiesta alla Commissione potrà essere unilaterale. La CSEC-S ha adottato la proposta con 8 voti contro 3. Una minoranza propone invece che la Commissione possa essere consultata sempre sulla base di una richiesta unilaterale poiché soltanto così questa potrà svolgere adeguatamente il compito conferitole, e sottolinea che le raccomandazioni sono per definizione non vincolanti. ​

Controllo dell’età secondo la LPMFV

Dopo aver preso atto delle deliberazioni e degli argomenti della commissione omologa del Consiglio nazionale, la CSEC-S ha deciso, senza proposte contrarie, di non dare seguito all’iniziativa parlamentare 23.463 Controllo dell’età senza obbligo di identificazione. Ritiene infatti che sia prematuro modificare la legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi (LPMFV) quando ancora la sua attuazione non è definita nel dettaglio. L’iniziativa tornerà pertanto alla CSEC-N per un nuovo esame preliminare.

L’accordo di programma dell’UE 

La Commissione ha preso atto con soddisfazione della conclusione materiale dei negoziati sul pacchetto globale con l’UE. Il risultato dei negoziati fornisce un quadro giuridico per l’associazione della Svizzera ai programmi dell’UE nell’ambito della formazione, della ricerca e dell’innovazione. In concreto l’accordo prevede l’attivazione completa della soluzione transitoria per la partecipazione a Horizon Europe, Euratom e Digital Europe già da quest’anno. La partecipazione a ITER è prevista per l’anno prossimo.

Anche le tasse d’iscrizione per gli studenti delle università e gli studenti delle scuole universitarie professionali sono state oggetto di uno scambio di vedute con il capodipartimento. Una soluzione a questa questione e al riconoscimento dei diplomi sarà elaborata nell’ambito della modifica dell’accordo sulla libera circolazione delle persone.

Sostegno all’Euro femminile 2025

La Commissione ribadisce il proprio sostegno al Campionato europeo di calcio femminile che si terrà nel 2025. Ritiene, tuttavia, che, alla luce della prima aggiunta al preventivo 2024 e della mozione 24.3011, l’iniziativa 24.308, con la quale il Cantone di Ginevra chiede un aumento del contributo finanziario della Confederazione a 15 milioni di franchi, possa considerarsi adempiuta. Al termine delle deliberazioni, in cui si è discussa anche la petizione 24.2008, ha pertanto deciso di non dare seguito all’iniziativa cantonale.

Per un’indicazione del luogo di produzione delle celle solari

La CSEC-S ha esaminato la mozione 22.3718, che incarica il Consiglio federale di elaborare una modifica della legge sulla protezione dei marchi in modo tale che i produttori di pannelli fotovoltaici siano tenuti a indicare il luogo di produzione delle celle solari che costituiscono il pannello. La Commissione propone al suo Consiglio, con 4 voti contro 4 e il voto decisivo della presidente, di accogliere la mozione. Una minoranza propone di respingerla.

La decisione riguardante la trasmissione di dati fiscali senza anonimizzazione è stata rinviata

La Commissione ha avviato l’esame della mozione Regazzi 24.3507 conformemente al mandato conferitole dal Consiglio degli Stati. Ha altresì preso atto dei risultati della consultazione riguardante la modifica dell’ordinanza sulla statistica che prevede l’impiego multiplo dei dati in seno all’Amministrazione federale. Le discussioni hanno riguardato in particolare la raccolta dei dati fiscali delle persone fisiche. La Commissione intende approfondire le dinamiche alla base della trasmissione da parte dell’amministrazione di dati non resi anonimi ed ha pertanto ha deciso di rinviare la decisione alla prossima seduta, dopo aver sentito i Cantoni.

Presieduta dalla consigliera agli Stati Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU), la Commissione si è riunita il 13 e il 14 gennaio 2025 a Berna. A parte della seduta erano presenti la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, capo del DFI, e il consigliere federale Guy Parmelin, capo del DEFR.

​