La Commissione prosegue i propri lavori nel settore della formazione, della ricerca e dell’innovazione nell’ambito del pacchetto Svizzera-UE (26.023) e si è espressa a favore del decreto federale 9 (Erasmus+)

Nell’ambito dell’esame del decreto federale 9 del pacchetto Svizzera-UE, la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) si è occupata del finanziamento dell’associazione al programma di formazione dell’UE Erasmus+ per il 2027. La maggioranza della Commissione ha sottolineato il valore aggiunto di Erasmus+ per la Svizzera: la partecipazione al programma Erasmus+ rappresenta un investimento nel settore della formazione, che contribuirebbe a rafforzare le competenze degli studenti e delle persone in formazione, in particolare anche nel settore della formazione professionale, in ultimo con ricadute positive anche sull’economia. La Commissione ha discusso altresì dell’opportunità di un’associazione al programma già dal 2027. Infine, con 5 voti contro 5 e il voto decisivo del presidente, la CSEC-S ha dapprima deciso di entrare nel merito del decreto federale e successivamente ha approvato lo stesso nella votazione sul complesso.

La minoranza ha indicato motivi di politica finanziaria a sostegno del proprio voto contro il decreto federale 9. A suo parere, in considerazione dell’attuale situazione delle finanze federali, e in particolare alla luce delle misure di sgravio appena approvate, tali uscite aggiuntive non sono attualmente giustificate.

La Commissione ha inoltre evidenziato la dimensione europea del decreto federale 9. Alla luce di ciò, si è espressa a favore dell’esame di tale decreto contestualmente all’intero pacchetto Svizzera-UE. Con il previsto esame da parte del Consiglio degli Stati nella sessione autunnale, la Commissione rispetta la decisione dell’Ufficio del Consiglio degli Stati di esaminare il pacchetto nel suo complesso e consente al Consiglio federale e al Consiglio nazionale di adottare per tempo i relativi decreti finanziari garantendo il finanziamento per il 2027. Questo modo di procedere è coerente con i lavori attualmente in corso nell’ambito del pacchetto Svizzera-UE.

La CSEC-S è favorevole all’associazione ai programmi dell’UE

La Commissione ha altresì esaminato il decreto federale 1 (parte relativa alla stabilizzazione), segnatamente gli elementi riguardanti l’associazione ai programmi dell’Unione europea (EUPA) e all’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale (EUSPA), esprimendosi a favore di un corapporto all’attenzione della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati, nel quale esprime il proprio sostegno ad entrambi gli accordi. In merito all’accordo sui programmi dell’Unione europea, la Commissione sottolinea l’importante plusvalore che questi rappresentano per la formazione, la ricerca e l’innovazione in Svizzera, in particolare nell’ottica della partecipazione a Horizon. Un’associazione a tali programmi rappresenta quindi un importante investimento nel polo della ricerca scientifica e dell’innovazione svizzero e nell’economia del Paese. La Commissione difende altresì la partecipazione al programma spaziale ritenendolo vantaggioso in una prospettiva di politica estera e della sicurezza. Nel corapporto la Commissione sottolinea l’importanza di rafforzare la cooperazione tra la Svizzera e l’UE nei settori della ricerca e dell’innovazione.

Decreto federale sulla sicurezza alimentare: avviata la deliberazione di dettaglio

La CSEC-S ha avviato la deliberazione di dettaglio concernente il decreto federale sulla sicurezza alimentare (decreto federale 3), dopo aver deciso l’entrata in materia nel corso della sua ultima seduta.

La Commissione si è occupata in primo luogo della questione referendaria, decidendo con 6 voti contro 4 a favore del referendum facoltativo sull’Accordo sulla sicurezza alimentare. Una minoranza chiede invece il referendum obbligatorio e auspica che, nel Consiglio, la discussione su questo punto non riguardi soltanto la parte relativa alla stabilizzazione, bensì anche quella relativa allo sviluppo.

Per quanto attiene al contenuto della nuova legge sulle derrate alimentari, la Commissione ha esaminato vari aspetti. Con 6 voti contro 5 ha respinto una proposta, sostenuta invece da una minoranza, volta ad abrogare l’obbligo di indicare il Paese di produzione.

Senza opposizioni, la Commissione sostiene la proposta di autorizzare organizzazioni specializzate ad effettuare test d’acquisto di alcol per conto delle autorità d’esecuzione cantonali e ha deciso di obbligare le piattaforme online estere ad indicare un punto di contatto in Svizzera.

Con 7 voti contro 3 e 1 astensione la Commissione ha respinto la proposta di autorizzare il Consiglio federale a emanare prescrizioni su programmi di analisi e ad obbligare le autorità d’esecuzione cantonali a notificare alla Confederazione casi di frodi alimentari. Con lo stesso rapporto di voti si è altresì opposta alla facoltà della Confederazione di ingiungere ai Cantoni di adottare misure concrete. Al riguardo, una minoranza è invece favorevole e aderisce al disegno del Consiglio federale.

In materia di perseguimento penale, la Commissione propone con 8 voti contro 3 di non modificare il diritto vigente.

L’Amministrazione è stata incaricata di chiarire alcuni punti in sospeso affinché nella prossima seduta la Commissione possa concludere la deliberazione di dettaglio e procedere alla votazione sul complesso.

Riconoscimento delle qualifiche professionali e tasse universitarie

La Commissione si è informata in merito alle modifiche previste nel pacchetto Svizzera-UE riguardanti il riconoscimento delle qualifiche professionali e le tasse universitarie, figuranti negli allegati 2 e 6 del decreto federale 1. Le deliberazioni riguardanti tali modifiche avrà luogo in una delle prossime sedute della CSEC-S.

Presieduta dal consigliere agli Stati Matthias Michel (PLR/ZG), la Commissione si è riunita a Berna il
4 e 5 maggio 2026. A parte delle sedute era presente la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, capo del DFI.