Assicurazione malattie
La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati  (CSSS-S) ha rifiutato di modificare la legge sull’assicurazione malattie al fine di consentire ai Cantoni di istituire casse uniche e non ha quindi dato seguito alle pertinenti iniziative cantonali. Ha deciso con una maggioranza risicata di entrare in materia sul progetto di gestione strategica del settore ambulatoriale e raccomanda di respingere l’iniziativa popolare «Per un reddito di base incondizionato».

La CSSS-S ha esaminato due iniziative cantonali concernenti la cosiddetta «cassa unica» nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. I Cantoni di Ginevra e del Giura hanno chiesto che ai Cantoni venga conferita la competenza di istituire casse malati uniche a livello cantonale. Con 5 voti contro 3 la Commissione propone di non dare seguito all’iniziativa del Cantone di Ginevra «Modificare la legge federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie» (15.308 s) né a quella del Cantone del Giura «Per una cassa malati unica e sociale» (13.300 s). Con l’affossamento dell’iniziativa popolare per una cassa malati pubblica in occasione della votazione del settembre 2014 questo cambiamento di sistema è stato recentemente rifiutato, motivo per cui non vi è alcun bisogno di intervento da parte della Confederazione. Inoltre non esistono tuttora indizi in base ai quali si possa supporre che una cassa malati pubblica conduca a prestazioni qualitativamente migliori e meno costose rispetto al sistema attuale. Una minoranza ha invece richiamato l’attenzione sul fatto che l’iniziativa popolare è stata accettata nei Cantoni di Giura, Neuchâtel, Vaud e Ginevra.

Con 5 voti contro 0 e 3 astensioni, la Commissione propone di non dare seguito all’iniziativa del Cantone di Ginevra «Istituire un fondo federale per gestire le riserve imposte agli assicuratori malattie» (15.305 s). L’iniziativa chiede di centralizzare le riserve degli assicuratori malattie in una fondazione di diritto pubblico. La nuova legge sulla vigilanza sull’assicurazione malattie e l’introduzione del nuovo metodo per il calcolo delle riserve hanno già consentito di apportare i necessari miglioramenti al sistema. La Commissione propone inoltre, con 5 voti contro 1 e 2 astensioni, di non dare seguito all’iniziativa del Cantone di Ginevra «Per la separazione dell’esercizio dell’assicurazione di base e delle assicurazioni private» (15.306 s). Il Consiglio degli Stati ha già respinto una richiesta in tal senso il 2 marzo 2015, decidendo di non entrare in materia sull’oggetto «LAMal. Compensazione dei rischi; separazione tra assicurazione di base e assicurazione complementare» (13.080 s). In merito alle iniziative del Cantone di Ginevra è stata sentita una delegazione cantonale (composta da membri dell’esecutivo e del legislativo).

 

Autorizzazione per i medici

Con 5 voti contro 5 e il voto decisivo della presidente, la CSSS-S è entrata in materia sull’oggetto «LAMal. Gestione strategica del settore ambulatoriale» (15.020 n). L’obiettivo della revisione è di sostituire con una normativa di validità illimitata l’attuale disciplinamento del 21 giugno 2013 che giungerà a scadenza il 30 giugno 2016. Attualmente i Cantoni possono far dipendere il rilascio di nuove autorizzazioni a esercitare la professione di medico dal fabbisogno esistente. La clausola del fabbisogno non si applica tuttavia alle persone che hanno esercitato per almeno tre anni in un centro svizzero di perfezionamento riconosciuto. La Commissione procederà alla deliberazione di dettaglio il 3 novembre 2015.

Con 8 voti contro 0 e 2 astensioni, la Commissione propone di accogliere la Mozione del Consiglio nazionale (Gruppo CE) «Lo stesso sistema di finanziamento per le prestazioni ospedaliere ambulatoriali e per quelle stazionarie», inserendo tuttavia la precisazione che occorre perseguire una soluzione neutrale dal profilo dei costi per i Cantoni. Prima di deliberare la Commissione ha sentito una delegazione della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS).

Con 10 voti contro 0 e 1 astensione, la Commissione raccomanda al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa popolare «Per un reddito di base incondizionato» (14.058n). L’introduzione di un reddito di base di 2500 franchi per persona comporterebbe costi pari a oltre 200 miliardi di franchi annui, di cui oltre 150 miliardi dovrebbero essere finanziati mediante imposte supplementari, con ripercussioni gravose sulla piazza economica Svizzera. L’obiettivo di consentire una vita dignitosa a tutte le persone deve essere perseguito nell’ambito del sistema attuale delle assicurazioni sociali, che copre in modo mirato rischi quali l’infortunio, l’invalidità o la disoccupazione. L’introduzione di un reddito di base incondizionato non semplificherebbe il sistema delle assicurazioni sociali ma lo complicherebbe.

 

Presieduta da Liliane Maury Pasquier (PS, GE), la Commissione si è riunita a Ginevra l’8 e il 9 ottobre 2015. A parte della seduta era presente il consigliere federale Alain Berset. Durante la trasferta la Commissione ha altresì visitato l’Organizzazione mondiale della sanità, in particolare la Centrale operativa per i casi di epidemia (SHOC). Su invito del Cantone di Ginevra, ha trascorso la serata sul Bateau Genève, un istituto che collabora all’integrazione di persone socialmente sfavorite. La cena è stata preparata e servita da collaboratori degli «Etablissements publics d’intégration (EPI)».

 

 

Berna, 9 ottobre 2015 Servizi del Parlamento