La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha preso posizione su un’iniziativa cantonale, una mozione e due petizioni concernenti la Palestina che chiedono, tra l’altro, il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte della Svizzera e misure intese a garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario a Gaza.

La Commissione ha deciso, con 17 voti contro 8, di non dare seguito all’iniziativa del Cantone di Ginevra 24.328 «Per un riconoscimento dello Stato di Palestina da parte della Svizzera». La maggioranza della Commissione rammenta che il Consiglio nazionale ha rifiutato di recente di riconoscere lo Stato di Palestina in quanto, a suo avviso, non sussistono le condizioni per tale riconoscimento sotto il profilo giuridico. La CPE-N vi si oppone anche per ragioni legate al dovere di neutralità della Svizzera. Secondo il parere della minoranza, tale riconoscimento è una condizione preliminare per il processo di pace e per la soluzione a due Stati sostenuta dalla Svizzera e rifiutarlo costituirebbe anche un segnale di condiscendenza nei confronti di Israele.

Con 12 voti contro 12 e il voto decisivo del presidente, la Commissione ha inoltre deciso di respingere la mozione 25.3561 «Crimini israeliani nella guerra di Gaza. Misure per garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale vincolante», che era stata parzialmente accolta dal Consiglio degli Stati durante la sessione autunnale. Secondo la maggioranza, gli obiettivi della mozione sono stati adempiuti in seguito all’accordo di pace nel frattempo raggiunto. La minoranza ritiene invece che la Svizzera debba proseguire le iniziative volte, in particolare, a garantire il libero accesso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.

Infine, la Commissione non ha dato seguito alle petizioni seguenti:

- 25.2007 Campax «Poniamo fine al rischio di sterminio di massa che si sta profilando a Gaza/Palestina», con 17 voti contro 8;

- 25.2016 Louis Kuhn «Impegni di diritto internazionale relativi alla situazione in Palestina», con 17 voti contro 8.

In tal modo, la Commissione ha respinto una proposta di mozione che dava seguito alle petizioni, la quale chiedeva di riconoscere la Palestina come Stato, di aderire alle sanzioni dell’UE contro i coloni israeliani violenti, di garantire che non vengano adottate misure che contribuiscono al mantenimento dell’occupazione e di non importare merci provenienti dall’industria militare israeliana.

In un secondo tempo, la CPE-N ha fatto il punto della situazione nel Vicino Oriente con il consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Si è discusso delle prospettive del cessate-il-fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025 e del piano di pace degli Stati Uniti, nonché della situazione umanitaria e della ricostruzione di Gaza. Sempre in quest’ambito, con 16 voti contro 7 la Commissione ha respinto una proposta di mozione di commissione che incarica il Consiglio federale di sbloccare i fondi stanziati dalla Svizzera a favore dell’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, anche per i programmi nei territori palestinesi, visto che le richieste contenute nella mozione sono già adempiute.

Altri temi e dec​isioni

La Commissione è stata consultata, in virtù dell’articolo 152 capoverso 3 LParl, in merito al progetto di mandato negoziale del Consiglio federale per l'11a sessione dell’Organo direttivo del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura, che si terrà a Lima, in Perù, dal 24 al 29 novembre 2025. La Commissione ha deciso all’unanimità di sostenere il mandato.

In seguito alle spiegazioni fornite dall’Amministrazione, la CPE-N ha preso atto del rapporto in adempimento del postulato del Consiglio nazionale 23.3959 «Applicazione e controllo delle sanzioni contro la Russia nel settore delle materie prime». Nel corso del dibattito, una proposta di mozione di commissione che incarica il Consiglio federale di istituire un’autorità centrale di vigilanza nel settore delle materie prime, cui sarà conferito in particolare il compito di controllare il rispetto e l’attuazione effettivi delle sanzioni contro la Russia, è stata respinta con 17 voti contro 8 e 0 astensioni. Inoltre, è stato discusso il rapporto in adempimento del postulato 20.3950 Schneider-Schneiter «Sicurezza di approvvigionamento. Metalli delle terre rare, strategia delle risorse», che sarà formalmente esaminata dalla Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia (CAPTE-N). La Commissione ritiene che l’approvvigionamento di metalli delle terre rare costituisca un aspetto strategico di grande importanza per il futuro, in particolare nel campo della politica economica esterna. In quest’ottica, la CPE-N sottolinea l’importanza della sua mozione 25.3947 n Mo. CPE-N «La sicurezza dell’approvvigionamento di materie prime e semilavorati strategici deve far parte degli accordi di libero scambio».

La Commissione ha altresì preso atto delle informazioni sui dazi doganali fornite dal vicepresidente della Confederazione, il consigliere federale Guy Parmelin, capo del DEFR.

La CPE-N ha inoltre fatto il punto sui tagli nel preventivo del settore della cooperazione internazionale nell’ambito del piano di alleggerimento delle finanze, della strategia della Cooperazione internazionale 2025-2028 e dei tagli al preventivo dell’USAID. A tal fine, ha incontrato rappresentanti dell’Amministrazione, esperti e rappresentanti di organizzazioni nel campo della cooperazione internazionale per discutere delle sfide, delle ripercussioni, delle conseguenze già percepibili e di quelle attese.

Infine, nel contesto del pacchetto Svizzera-UE, in presenza del segretario di Stato aggiunto Patric Franzen, la Commissione ha discusso le misure previste dal Consiglio federale per coinvolgere maggiormente il Parlamento nel processo di elaborazione degli atti dell’UE e, in particolare, l’elaborazione di una direttiva di applicazione dell’articolo 152 della legge sul Parlamento.

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