Audizioni su nuovi elementi emersi dalla discussione nel Consiglio degli Stati
Prima della seduta la CPE-N ha deciso di svolgere audizioni soltanto sui nuovi elementi che erano stati inseriti nel pacchetto nell’ambito della deliberazione nel Consiglio degli Stati. Le audizioni si sono limitate pertanto ai seguenti temi:
- Blocco 1: sorveglianza degli aiuti di Stato;
- Blocco 2: collaborazione di Parlamento e Cantoni
- Blocco 3: libera circolazione delle persone
Per il blocco 1 sono stati sentiti la Conferenza dei governi cantonali (CdC), i professori Michael Hahn e Tobias Straumann; per il blocco 2 ancora la CdC, la professoressa Astrid Epiney e i professori Matthias Oesch e Paul Richli; per il blocco 3 sempre la CdC, l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), l’Unione sindacale svizzera (USS), la professoressa Sarah Progin-Theuerkauf e i professori Reiner Eichenberger e Mathias Binswanger.
La Commissione ha chiesto il parere delle organizzazioni invitate e degli esperti in merito ai nuovi elementi che il Consiglio degli Stati ha inserito nel pacchetto dei Bilaterali III. Nel corso del confronto con i partecipanti all’audizione, la CPE-N ha approfondito in particolare i seguenti temi: la nuova commissione per gli aiuti di Stato introdotta dal Consiglio degli Stati, l’ampliamento dei diritti di partecipazione parlamentare nel quadro del recepimento dinamico del diritto e la tassa d’immigrazione nell’ambito della clausola di salvaguardia relativa alla libera circolazione delle persone.
Entrata in materia sulla parte relativa alla stabilizzazione
Al termine delle audizioni, la Commissione ha ascoltato la presentazione dei capitoli rilevanti del messaggio relativi alla parte sulla stabilizzazione fatta dal consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri, e dai rappresentanti competenti dell’Amministrazione, per poi procedere al dibattito di entrata in materia. Al termine di un’approfondita discussione, la CPE-N ha deciso, con 15 voti contro 9 e 1 astensione, di entrare in materia sul decreto federale 1, che costituisce il fulcro della parte relativa alla stabilizzazione. Successivamente, con 15 voti contro 10, ha respinto una proposta che voleva rinviare il decreto federale 1 al Consiglio federale. La maggioranza della Commissione ritiene che le buone relazioni con l’UE rappresentino per la Svizzera una necessità assoluta, in particolare in tempi di instabilità geopolitica, e accoglie con favore l’esito dei negoziati, che raggiunge o addirittura supera tutti gli obiettivi del mandato. La minoranza motiva il proprio rifiuto di entrata in materia in particolare con il legame istituzionale con l’UE nel settore degli accordi di accesso al mercato e con la perdita di sovranità che essa ritiene ne deriverebbe.
Sorveglianza degli aiuti di Stato
La CPE-N ha concluso la deliberazione di dettaglio sulla legge sulla sorveglianza degli aiuti di Stato (LSAS), contenuta nell’allegato 1 del decreto federale 1, allineandosi alle decisioni del Consiglio degli Stati. Essa è d’accordo con la proposta della Camera alta di istituire una commissione autonoma per gli aiuti di Stato, che condivida una segreteria con la Commissione della concorrenza (COMCO). La Commissione ha respinto, con 15 voti contro 10, una proposta di rinvio che incaricava di esaminare le conseguenze amministrative, finanziarie e federalistiche della LSAS. Diverse minoranze chiedono di configurare la sorveglianza degli aiuti di Stato in modo diverso rispetto a quanto deciso dal Consiglio degli Stati.
Contributo per la coesione
La Commissione ha proceduto all’esame di dettaglio della legge sui contributi per la coesione (LCCo), contenuta nell’allegato 3 del decreto federale 1 del pacchetto «Stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE (Bilaterali III)». In tale occasione ha seguito, a larga maggioranza, il disegno del Consiglio federale e le decisioni del Consiglio degli Stati. Ha inoltre preso posizione sui relativi crediti d’impegno e ha approvato, con 15 voti contro 9 e 0 astensioni, i crediti nei settori della coesione (disegno 6) e della migrazione (disegno 7), nonché per l’impegno finanziario supplementare una tantum nel settore della coesione (disegno 8). Una minoranza chiede il rigetto dei crediti d’impegno.
Protezione dei salari
Anche la deliberazione di dettaglio dell’allegato 5 del decreto federale 1 sulla protezione dei salari è stata portata a termine dalla CPE-N senza che emergessero divergenze rispetto al Consiglio degli Stati. La Commissione si allinea così alle proposte del Consiglio federale e al compromesso accuratamente negoziato tra le parti sociali. La maggioranza della Commissione ha tenuto a riconoscere il risultato delle trattative delle parti sociali e ha elogiato il Consiglio federale per l’impegno profuso nell’elaborazione di questo compromesso. Diverse proposte volte a inasprire la legge sui lavoratori distaccati sono state respinte e figurano ora come proposte di minoranza. Una proposta di rinvio, che richiedeva l’analisi degli effetti di un termine di notifica abbreviato nei confronti delle autorità cantonali, è stata respinta con 15 voti contro 9, in particolare alla luce delle osservazioni positive formulate dalla CdC nel quadro delle audizioni.
Inizio della deliberazione sulla questione del referendum e sulla libera circolazione delle persone
Da ultimo, la Commissione ha avviato anche la deliberazione di dettaglio su altre due parti fondamentali del decreto federale 1, ovvero la questione relativa al referendum (decreti federali 1 e 10), in relazione all’iniziativa della Commissione delle istituzioni politiche (CIP-S) (26.425), nonché l’allegato 4 sulla libera circolazione delle persone. Anche per questi temi il Consiglio federale e l’Amministrazione hanno presentato il messaggio e il disegno del Consiglio federale. La Commissione ha condotto una discussione approfondita su entrambi questi elementi, ha affidato incarichi specifici all’Amministrazione e adotterà la decisione definitiva nelle prossime sedute.
La CPE-N proseguirà la deliberazione sul pacchetto Svizzera-UE in occasione delle sedute straordinarie del 5 e del 6 novembre e la concluderà nelle sedute del 16, 17 e 18 novembre.
Ulteriori decisioni
La Commissione è stata consultata conformemente all’articolo 152 capoverso 3 LParl sul mandato negoziale per una partecipazione della Svizzera al Sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS) e al Sistema centralizzato per individuare gli Stati membri in possesso di informazioni sulle condanne pronunciate a carico di cittadini di paesi terzi e apolidi (ECRIS-TCN). Ha sostenuto tale mandato con 14 voti contro 5 e 5 astensioni.
Con 14 voti contro 9 la CPE-N ha approvato una mozione di commissione dal titolo «Rafforzare il partenariato con il Canada» (26.4707). La maggioranza della Commissione constata che le tensioni geopolitiche, i dazi e altri strumenti di pressione economica comportano nuove sfide. Una diversificazione delle relazioni internazionali risiederebbe pertanto nell’interesse della Svizzera e dei Paesi che condividono i suoi valori. Per la minoranza questa proposta è superflua poiché il Consiglio federale si sta già adoperando per sviluppare le relazioni con il Canada.
La Commissione ha inoltre approvato, con 14 voti contro 11, una mozione di commissione (26.4708) «Per una cooperazione internazionale svizzera responsabile», che incarica il Consiglio federale di presentare al Parlamento i cambiamenti fondamentali concernenti i Paesi prioritari, i temi, le organizzazioni o la struttura dei crediti nel quadro della prossima Strategia di cooperazione internazionale 2029–2032, nonché la stessa Strategia corredata da una valutazione esaustiva delle opportunità e dei rischi legati ai cambiamenti menzionati. Per la maggioranza si tratta di salvaguardare sia il margine di manovra del Parlamento sia l’affidabilità della Svizzera nei confronti dei suoi interlocutori. La maggioranza ha inoltre criticato il fatto che si creerebbe un precedente se modifiche strategiche così fondamentali venissero apportate alla strategia di cooperazione internazionale 2025–2028 appena 20 mesi dopo la sua adozione. Secondo la minoranza i cambiamenti previsti sono necessari e sono conformi alle decisioni del Parlamento.