La CPE-S ha portato avanti la discussione, avviata nel mese di settembre, sull’orientamento della strategia di cooperazione internazionale 2029-2032 del Consiglio federale. Con 8 voti a favore, nessuno contrario e 3 astensioni, la CPE-S ha adottato un parere all’indirizzo dello stesso Consiglio federale, nel quale chiede all’Esecutivo di non pregiudicare le decisioni dell’Assemblea federale e di allinearsi alla strategia già adottata fintanto che quest’ultima non avrà deciso altrimenti. La Commissione ritiene infatti che, data la sua importanza, tale strategia debba essere discussa e decisa nel quadro dell’esame parlamentare ordinario della futura strategia di cooperazione internazionale. Oltre a ciò, occorre coinvolgere nel processo di elaborazione le organizzazioni partner e avvalersi del contributo della Commissione consultiva per la cooperazione internazionale. La CPE-S suggerisce poi che in tale processo si tenga conto di una serie di elementi, tra cui i cambiamenti geopolitici e a livello di politica di sviluppo, le competenze svizzere nei vari settori o gli interessi economici o in materia di sicurezza del nostro Paese.
Guerra in Ucraina
La CPE-S ha esaminato due mozioni riguardanti il conflitto tra Russia e Ucraina, presentate dalla consigliera agli Stati Franziska Roth. Con 11 voti contro 1 e 1 astensione, propone di respingere la mozione 25.4653 «Revocare le insostenibili sanzioni della Svizzera contro l’Ucraina». La maggioranza della Commissione ricorda che, secondo il diritto in materia di neutralità, la Svizzera è tenuta a rispettare il principio della parità di trattamento tra Russia e Ucraina per quanto concerne il commercio di beni impiegati a scopi militari; la minoranza della Commissione, invece, considera che un trattamento paritario dei due Stati non sia giustificato. Con 10 voti contro 2 e 1 astensione, la CPE-S propone di respingere anche la mozione 26.3224 «Semiconduttori svizzeri nei droni da attacco russi? È ora di porre fine all’elusione delle sanzioni tramite Paesi terzi». Conscia delle problematiche sollevate dalla mozione, con 8 voti contro 1 e 4 astensioni ha tuttavia deciso di adottare il postulato 26.4712 «Impedire efficacemente l’elusione delle sanzioni», che incarica il Consiglio federale di valutare come rafforzare la tracciabilità dei beni soggetti alla legge sugli embarghi e prevenire l’elusione delle sanzioni. La valutazione dovrà segnatamente riguardare la marcatura dei componenti, il controllo dell’utilizzatore finale e lo scambio di dati con gli Stati partner.
Con 12 voti a favore, nessuno contrario e 1 astensione, la Commissione ha inoltre deciso di non dare seguito alla petizione 26.2037 Giovanni Nardacci «Condizionalità democratica e riesame parlamentare dei programmi svizzeri non umanitari di lungo periodo in Ucraina per il periodo 2029-2036». Essa condivide i timori dell’autore della petizione in merito al rispetto della democrazia in Ucraina. Ciononostante, è dell’avviso che si debba considerare la situazione attuale in materia di sicurezza.
Accordo tra la Svizzera e l’Arabia Saudita concernente la promozione e la protezione reciproca degli investimenti (26.072)
La Commissione ha esaminato il decreto federale che approva l’Accordo tra la Svizzera e l’Arabia Saudita concernente la promozione e la protezione reciproca degli investimenti (APPI). Nei dibattiti la Commissione ha discusso i motivi della denuncia del precedente APPI da parte dell’Arabia Saudita nel 2023. Inoltre, ha analizzato il volume degli investimenti reciproci, il legame tra l’APPI e la legge sulla verifica degli investimenti (LVI) nonché le implicazioni degli investimenti sauditi in Svizzera effettuati sulla base della Lex Koller. La Commissione ha sospeso l’esame del messaggio e richiesto dei complementi d’informazione riguardo a questi temi.
Politica europea
Conformemente all’articolo 152 capoverso 3 LParl, la Commissione è stata consultata sul mandato negoziale per la partecipazione della Svizzera al Sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS) e al sistema centralizzato che consente d’identificare gli Stati membri in possesso delle informazioni relative alle condanne di cittadini di Paesi terzi e apolidi (ECRIS-TCN). Con 7 voti a favore, nessuno contrario e 3 astensioni, ha deciso di appoggiare questo mandato.
Inoltre, la Commissione ha esaminato la mozione 26.3524 «Partecipazione della Svizzera ad AgoraEU» che incarica il Consiglio federale di sottoporre alle commissioni competenti un mandato negoziale in vista dell’associazione della Svizzera al programma AgoraEU per il nuovo periodo di programma a partire dal 2028. All’unanimità ha deciso di sospenderne l’esame in attesa del rapporto programmatico del Consiglio federale sulla collaborazione con l’UE nei settori al di fuori dell’accesso al mercato.
Petizioni
La Commissione ha deciso di non dare seguito alle petizioni seguenti:
- 23.2030 Ido Delshad «Riconoscimento del genocidio degli yazidi nel 2014», all’unanimità poiché, da un lato, il Consiglio nazionale ha riconosciuto il genocidio tramite la dichiarazione 24.081 (“Dichiarazione del Consiglio nazionale. Riconoscimento del genocidio degli yazidi”) e, dall’altro, quanto chiesto dalla petizione va oltre il riconoscimento del genocidio;
- 25.2005 EDU Schweiz «La Svizzera deve uscire dall’OMS!», all’unanimità; la Commissione ritiene che uscire dall’OMS isolerebbe la Svizzera, indebolirebbe il sistema sanitario in caso di crisi e complicherebbe la collaborazione con gli altri Paesi nel settore della sanità;
- 25.2002 Kuduzovic Ajla «Intervento parlamentare concernente la situazione in Bosnia ed Erzegovina e il progetto di costituzione della Repubblica Srpska», all’unanimità; la Commissione ritiene che il Consiglio federale, preoccupato per le tensioni politiche in Bosnia ed Erzegovina, abbia già ribadito l’importanza che attribuisce alla sovranità e all’integrità territoriale del Paese e abbia già proseguito il proprio impegno a favore della sua stabilità, del suo sviluppo democratico e della sua integrazione in Europa. Inoltre, nel Paese sono già state svolte delle procedure giudiziarie;
- 26.2003 Beat Braun «Valutare l’operazione statunitense contro il Venezuela dal profilo del diritto internazionale e come è stata tematizzata a livello internazionale», all’unanimità; la Commissione ritiene che il Consiglio federale abbia già comunicato che l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela e il sequestro del suo presidente non sono conformi al diritto internazionale.
La Commissione ha altresì avviato l’esame delle petizioni 26.2005 Hélène Favre «Sosteniamo Jacques Baud!» e 26.2046 Urs Hans e Ursula Cross «Revoca immediata delle sanzioni illegali e puramente politiche contro Jacques Baud»; prima di proseguire i lavori, ha chiesto dei complementi d’informazione all’Amministrazione federale.
Altri oggetti e decisioni
Nell’ambito del punto all’ordine del giorno dedicato alla Ginevra internazionale, la Commissione ha approfondito il problema delle mine antiuomo e i recenti sviluppi della Convenzione di Ottawa, il trattato internazionale che ne vieta l’impiego, il deposito, la fabbricazione e il trasferimento. Le audizioni dei rappresentanti di Handicap International e del Centro internazionale per lo sminamento umanitario (GICHD) hanno consentito alla Commissione di fare il punto della situazione e d’informarsi in merito alle attività e ai finanziamenti di queste organizzazioni e di prendere atto della preoccupante tendenza degli Stati a ricorrere all’impiego delle mine antiuomo.
La Commissione ha preso atto del rapporto del Consiglio federale sui trattati internazionali conclusi nel 2025 (26.043).