I membri della Delegazione AELS/UE dell’Assemblea federale e i membri della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con la Svizzera (DEEA) si sono incontrati a Lucerna il 9 ottobre 2026 in occasione del 45° incontro annuale interparlamentare Svizzera–UE. I colloqui si sono incentrati sul pacchetto Svizzera–UE (Bilaterali III) appena trattato dal Consiglio degli Stati.

La Delegazione AELS/UE dell’Assemblea federale ha ospitato l’incontro interparlamentare di quest’anno con l’UE, che si tiene in alternanza nel nostro Paese e a Bruxelles. Presso il Centro culturale e congressuale di Lucerna (Kultur- und Kongresszentrum, KKL), sotto la presidenza congiunta del consigliere agli Stati Damian Müller (PLR, LU), presidente della Delegazione AELS/UE, e del deputato al Parlamento europeo Norbert Lins (PPE, Germania), presidente della DEEA, i parlamentari hanno discusso sullo stato attuale delle relazioni bilaterali.

La valutazione e la procedura di ratificazione parlamentare del nuovo pacchetto Svizzera–UE (Bilaterali III), che il Consiglio degli Stati, in veste di camera prioritaria, ha trattato durante la sessione autunnale tenutasi dal 28 settembre al 1° ottobre 2026, è stato il tema centrale dell’incontro. In questo contesto, i caponegoziatori della Svizzera e dell’Unione europea, Patric Franzen (sostituto del segretario di Stato Dipartimento federale degli affari esteri, DFAE) e Richard Szostak (direttore presso il Segretariato generale della Commissione europea) hanno illustrato i risultati ottenuti dai negoziati. Entrambe le parti hanno riconosciuto che il pacchetto rappresenta un solido compromesso, che promuove gli interessi sia dell’Unione europea sia della Svizzera e che costituisce la base per relazioni stabili. A margine dell'incontro, il consigliere agli Stati Carlo Sommaruga e i deputati del Parlamento europeo Christophe Grudler e Andreas Schieder hanno discusso delle prospettive della procedura di ratifica nei rispettivi parlamenti. In Svizzera, dopo la conclusione delle deliberazioni nel Consiglio degli Stati – ad eccezione dell’Accordo sull’energia elettrica, che non è ancora stato discusso – il dossier passerà al Consiglio nazionale, che lo esaminerà presumibilmente nella sessione invernale. Il Consiglio degli Stati è inoltre favorevole a sottoporre in votazione il pacchetto a Popolo e Cantoni; spetterà ora anche al Consiglio nazionale pronunciarsi sulla questione referendaria.

Da parte sua, in settembre la commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo ha approvato il pacchetto con ampia maggioranza. Manca ora soltanto il voto in seduta plenaria del Parlamento europeo. In merito alla procedura svizzera, i deputati del Parlamento europeo hanno sottolineato l’importanza di considerare il pacchetto nella sua interezza. Vi è stato poi uno scambio di opinioni sui temi dell’immigrazione, della sicurezza interna e del sistema di aiuto sociale. La Delegazione svizzera ha sensibilizzato i colleghi del Parlamento europeo sul fatto che in questi ambiti occorre tenere particolarmente conto dei risultati delle deliberazioni parlamentari in Svizzera, al fine di aumentare l’accettazione del pacchetto.

Un ulteriore importante tema di discussione è stata la protezione dei salari, una componente centrale del pacchetto per la Svizzera e la sua attuazione nel diritto svizzero. Jerôme Cosandey (direttore supplente della Segreteria di Stato dell’economia) ha illustrato le soluzioni raggiunte nell’accordo e nella legislazione di attuazione. Sono inoltre intervenuti rappresentanti delle parti sociali svizzere, il consigliere agli Stati Pierre-Yves Maillard (presidente dell’Unione sindacale svizzera), Severin Moser (presidente dell’Unione svizzera degli imprenditori) e Nicole Hostettler (presidente dell’Associazione degli uffici svizzeri del lavoro, Cantone di Basilea Città). Sono stati messi in evidenza il forte partenariato sociale presente nel nostro Paese e l’importanza delle misure di protezione dei salari elaborate in modo congiunto.

I partecipanti hanno poi discusso su come affrontare le sfide globali in ambito di geopolitica, commercio e tecnologia. Il professor Cédric Dupont (Geneva Graduate Institute) nonché rappresentanti del DFAE e della Commissione europea hanno analizzato le risposte della Svizzera e dell’Unione europea a tali sviluppi. In particolare, l’attenzione si è concentrata sul ruolo dell’Europa e il rafforzamento della sua competitività in una fase geopolitica complessa. In questo contesto è stato fatto riferimento allo sviluppo di ampie normative orizzontali dell’Unione europea, come ad esempio l’Industrial Accelerator Act, che potrebbero avere ripercussioni dirette o indirette sulla piazza economica Svizzera. Quale esempio concreto di questa dinamica sono state citate le misure dell’Unione europea relative all’acciaio, che le parti economiche interessate hanno di seguito discusso in una tavola rotonda con i parlamentari. La Delegazione svizzera ha esortato a considerare la Svizzera come parte integrante di una soluzione comune, rimarcandone il ruolo di piazza economica e di polo di innovazione forte. Entrambe le parti hanno sottolineato che i valori condivisi costituiscono un elemento centrale del partenariato.

Infine, vi è stata una discussione sul futuro della collaborazione parlamentare, in particolare sulla possibile istituzione di un Comitato parlamentare misto secondo quanto previsto, come parte del pacchetto, nel Protocollo del 2 marzo 2026 tra la Confederazione Svizzera e l’Unione europea riguardante la cooperazione parlamentare. Il Comitato parlamentare misto Svizzera–UE, istituito in modo paritetico, avrà lo scopo di fornire una nuova base istituzionale per accompagnare le relazioni bilaterali, esercitando i diritti di informazione nei confronti degli Esecutivi e formulando raccomandazioni alle Parti contraenti.

L’Assemblea federale è stata rappresentata dal presidente della Delegazione AELS/UE Damian Müller (PLR, LU), dai consiglieri agli Stati Carlo Sommaruga (PS, GE) e Hannes Germann (UDC, SH) e dai consiglieri nazionali Elisabeth Schenider-Schneiter (Il Centro, BL), Christine Badertscher (I Verdi, BE), Thomas Aeshi (UDC, ZG) e Hans-Peter Portmann (PLR, ZH).

Per il Parlamento europeo erano presenti i deputati al Parlamento europeo Norbert Lins (PPE, Germania), Andreas Schieder (S&D, Austria), Lukas Mandl (PPE Austria), Jüri Ratas (PPE Estonia), Mariateresa Vivaldini (ECR, Italia) e Villy Søvndal (Verdi, Danimarca) nonché, in videoconferenza, Christophe Grudler (Renew Europe, Francia).​

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Foto di gruppo dei partecipanti alla 45ª riunione interparlamentare Svizzera–UE