La Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) ha presentato i corapporti relativi ai disegni dei crediti d’impegno richiesti dal Consiglio federale nell’ambito del pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera–UE (Bilaterali III)» (26.023 s) per un importo complessivo di circa 3,48 miliardi di franchi per il periodo 2030–2036. Una netta maggioranza propone al Consiglio federale e al Consiglio degli Stati di allinearsi alla posizione della Commissione.

Il corapporto comprende il contributo per la coesione (decreto federale 6), il credito d’impegno per il settore della migrazione (decreto federale 7), l’impegno finanziario supplementare una tantum nel settore della coesione (decreto federale 8) e il credito d’impegno relativo a Erasmus+ (decreto federale 9). Esso è destinato alla Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N). I singoli impegni oggetto dei decreti federali 6–8 possono essere assunti dal 1° gennaio 2030 al 31 dicembre 2036. Si tratta di un corapporto secondo l’articolo 50 capoverso 3 della legge sul Parlamento. Pertanto la CdF-N presenta direttamente una proposta anche al Consiglio nazionale.

Alla Commissione sono state presentate quattro proposte concernenti i decreti federali e 13 proposte relative all’esame di alcuni aspetti del progetto. Con 14 voti contro 8 e 3 astensioni, la Commissione ha accolto la proposta di allinearsi alla decisione del Consiglio degli Stati. Questa proposta ha prevalso sulla proposta di non entrare in materia sui decreti federali 6–8. Con lo stesso numero di voti, ha quindi respinto una proposta che chiedeva alla CPE-N, competente in materia, di respingere i tre decreti federali nella votazione sul complesso. Per la maggioranza, dal punto di vista della politica finanziaria i vantaggi dei Bilaterali III prevalgono chiaramente sugli svantaggi. Il contributo della Svizzera è infatti notevolmente inferiore a quello della Norvegia. Secondo la minoranza, invece, i costi diretti e indiretti dei Bilaterali III sono troppo elevati dal punto di vista della politica finanziaria. Sostiene inoltre che le future ripercussioni finanziarie non siano sufficientemente chiare.

Con 18 voti contro 7 la Commissione ha approvato il decreto federale 9 (Erasmus+). Per la maggioranza è fondamentale che la Svizzera possa partecipare al programma Erasmus+ e che non venga isolata nel settore della formazione e della ricerca. La maggioranza ritiene che il rapporto costi-benefici sia buono. Sottolinea che l’elaborazione del programma Erasmus+ è stata anche un mandato parlamentare. La minoranza non riconosce alcun vantaggio nella partecipazione a Erasmus+ rispetto all’attuale soluzione svizzera. Inoltre, non ritiene abbastanza chiara la futura evoluzione nel settore della ricerca e della formazione.

La discussione ha evidenziato la necessità di una sintesi chiara su diversi aspetti di questo complesso progetto. Per la minoranza rimangono ancora aperte diverse questioni. La CdF-N ha quindi approvato a larga maggioranza le 13 proposte di esame e ha incaricato l’Amministrazione di redigere diversi rapporti in vista della sua seduta del 9–11 novembre.

Prima della redazione dei corapporti la Co​mmissione ha affrontato diversi aspetti dei Bilaterali III nel corso di un’audizione. Il professor Bernhard Pirker ha illustrato la dimensione giuridica di questi accordi, la sindaca di Kirchberg ed esperta in diritto societario, dei trattati e in diritto pubblico Phyllis Scholl si è espressa sulle questioni concernenti il federalismo e le conseguenze in materia di politica fiscale, i professori Christop A. Schaltegger e Mark Schelker hanno illustrato le possibili ripercussioni sulla densità normativa risultante dagli accordi (aumento della burocrazia?) e il professor Rolf Weder si è concentrato sugli aspetti dell’integrazione economica e politica. Per quanto riguarda il decreto federale 9 (Erasmus+) sono stati sentiti René Graf e Clemens Tuor dell’organizzazione mantello delle università svizzere Swissuniversities. La Commissione ha discusso in modo approfondito con gli esperti in merito a tutti questi aspetti.

Il Consiglio nazionale tratterà i Bilaterali III nella sessione invernale 2026.

Finanziamento delle uscite dell’esercito mediante un aumento dell’IVA

Nell’ambito della procedura di corapporto, la CdF-N ha avviato le deliberazioni sul progetto di finanziamento delle uscite per l’armamento (26.051 s). Il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e la direttrice dell’Amministrazione federale delle finanze (AFF) hanno presentato alla Commissione il disegno del Consiglio federale e le ripercussioni finanziarie degli emendamenti al disegno adottati dal Consiglio degli Stati durante la sessione autunnale 2026.

La Commissione ritiene che prima di potersi pronunciare sugli emendamenti del Consiglio degli Stati e sulle numerose proposte che le vengono sottoposte, il DDPS e l’AFF debbano ancora chiarire diversi aspetti. Incarica pertanto l’Amministrazione di presentarle rapporti complementari per rispondere a diverse questioni relative alla politica di bilancio.

L’entrata in materia sul progetto non è stata contestata all’interno della Commissione. Sono state invece presentate due proposte per chiedere il rinvio del progetto al Consiglio federale. La prima proposta intendeva incaricare quest’ultimo di garantire un finanziamento equivalente per le tre direzioni di marcia della Strategia in materia di politica di sicurezza 2026 (rafforzare la resilienza, migliorare la difesa e la protezione, aumentare la capacità di difesa). La seconda proposta chiedeva che le disposizioni costituzionali e legali in materia di freno all’indebitamento fossero modificate in modo che le finanze federali siano gestite secondo il tasso di indebitamento della Confederazione e non più secondo il debito nominale. Entrambe le proposte sono state respinte con 17 voti contro 8.

La Commissione proseguirà con i suoi lavori in una seduta supplementare che si terrà il 27 ottobre 2026. In tale occasione si pronuncerà sulle proposte di emendamento ancora in sospeso ed elaborerà il proprio parere all’attenzione della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N), competente in materia.

Presieduta dal consigliere nazionale Jacques Nicolet (UDC, VD), la Commissione si è riunita a Berna il 15 e il 16 ottobre 2026. A parte della seduta erano presenti il consigliere federale a capo del DDPS e rappresentanti di vari dipartimenti (DFF, DFAE, DFGP, DDPS, DEFR e DATEC).

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