La Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) ha proseguito i suoi lavori sulle modalità di finanziamento delle uscite per l’armamento. Contrariamente al Consiglio federale e al Consiglio degli Stati, la CdF-N non desidera che l’imposta sul valore aggiunto (IVA) venga aumentata a titolo di contributo alla sicurezza. Riconoscendo tuttavia la necessità di investimenti supplementari nel settore dell’armamento, la Commissione ha elaborato un progetto di finanziamento che prevede, analogamente al progetto del Consiglio federale modificato dal Consiglio degli Stati, la costituzione di un fondo per la sicurezza e la difesa della durata di 18 anni e con una dotazione complessiva di circa 24 miliardi di franchi. Il fondo sarà alimentato ogni anno con una parte dei saldi dei crediti a preventivo della Confederazione (330 milioni), risparmi sulle spese della Confederazione (200 milioni), una destinazione delle entrate esistenti dell’IVA (400 milioni), nonché una riduzione della quota cantonale all’imposta federale diretta (IFD; 400 milioni).

La CdF-N, che aveva avviato le sue deliberazioni il 16 ottobre 2026 (cfr. comunicato stampa), ha esaminato anzitutto i rapporti complementari che aveva commissionato al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), all’Amministrazione federale delle finanze (AFF) e all’Ufficio federale di giustizia. Nei loro rapporti, le unità amministrative coinvolte hanno chiarito, fra l’altro, alcune questioni riguardanti i costi complessivi per l’acquisizione di sistemi di difesa, la conformità del fondo con il freno all’indebitamento, la quota dell'IFD distribuita ai Cantoni, gli interessi passivi a carico del fondo e altre questioni relative alla politica di bilancio.

Sollecitata in totale da 28 proposte, la CdF-N ha in seguito proceduto all’esame delle proposte di emendamento ancora pendenti. Nella votazione sul complesso, la modalità di finanziamento descritta sopra è stata accolta con 15 voti contro 8 e 1 astensione. La maggioranza della Commissione ritiene che questo modello rappresenti un finanziamento alternativo concreto e sostenibile dal punto di vista della politica di bilancio, senza dover aumentare l’IVA. La minoranza si rammarica invece che la Commissione delle finanze non presenti un modello che preveda un finanziamento basato su entrate supplementari. Deplora inoltre che il sistema di finanziamento adottato imponga un onere finanziario ai Cantoni e rimetta potenzialmente in discussione alcuni principi del freno all'indebitamento, dato che il fondo può indebitarsi fino a un massimo di 9 miliardi di franchi.

Nel corso delle sue deliberazioni la CdF-N ha respinto, tra le altre, le proposte seguenti:

  • un modello alternativo a quello proposto dalla maggioranza che prevede di destinare al fondo una quota maggiore delle entrate esistenti dell’IVA (800 anziché 400 milioni di franchi), limitando al contempo la riduzione della quota dei Cantoni all’IFD (200 anziché 400 milioni) e rinunciando ai risparmi sulle spese della Confederazione per un ammontare di 200 milioni di franchi (respinto con 13 voti contro 12);
  • un modello senza aumento dell’IVA che lascia aperta la questione della fonte principale di finanziamento, la quale avrebbe dovuto essere determinata nell’ambito di un altro progetto di atto normativo (respinto con 13 voti contro 12);
  • un modello concepito come alternativa a quello adottato dal Consiglio degli Stati, che prevede anch’esso un aumento dell’aliquota normale dell’IVA dello 0,2 per cento, ma che stabilisce un legame tra l’importo dei versamenti nel fondo e il risultato della votazione popolare sull’aumento dell’aliquota IVA (respinto con 16 voti contro 9); si noti che il modello accolto dal Consiglio degli Stati era stato in precedenza respinto all’unanimità a favore di questa proposta alternativa;
  • diversi modelli che prevedono nuove fonti di entrate in alternativa al finanziamento tramite l’IVA, derivanti da una tassa sulle transazioni finanziarie, da una tassa sugli utili straordinari o da distribuzioni supplementari dell’utile della Banca nazionale svizzera (tutti respinti con 17 voti contro 8);
  • una proposta intesa a estendere il fondo per la sicurezza e la difesa alle spese nei settori della cooperazione internazionale (respinta con 14 voti contro 8 e 1 astensione) e della sicurezza civile (respinta con 15 voti contro 8 e 1 astensione).

Il modello di finanziamento proposto dalla CdF-N viene ora trasmesso mediante corapporto alla Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N), che in settembre è stata designata dall’Ufficio del Consiglio nazionale quale commissione competente incaricata di procedere all’esame preliminare del progetto di finanziamento delle uscite per l’armamento adottato dal Consiglio federale (26.051 s). Il progetto sarà esaminato nel Consiglio nazionale durante la sessione invernale 2026.

Presieduta dal suo presidente, il consigliere nazionale Jacques Nicolet (UDC, VD), la Commissione si è riunita a Berna il 27 ottobre 2026. Alla seduta erano presenti il capo del DDPS e la direttrice dell’AFF.

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