La deglobalizzazione e il ritorno del protezionismo sui mercati dei beni accentuano le incertezze economiche e mettono sotto pressione le imprese svizzere attive a livello internazionale. Un rallentamento della loro attività potrebbe causare anche un calo del gettito e gravare sulle finanze federali. In considerazione di queste sfide, le CdF hanno deciso di dedicare il loro seminario di politica finanziaria alle evoluzioni dei mercati finanziari e dei mercati dei beni a livello globale nonché alle loro ripercussioni sulla Svizzera in quanto Paese esportatore. Dapprima hanno affrontato la tematica da un punto di vista accademico, esaminando l’evoluzione delle crisi finanziarie nel corso del tempo e i meccanismi suscettibili di favorire la formazione di bolle speculative. Hanno poi analizzato gli strumenti di intervento della Banca nazionale svizzera (BNS) e le attuali sfide della politica monetaria. Infine, per integrare questi contributi teorici con una prospettiva più concreta, tre rappresentanti di imprese provenienti da diversi settori hanno illustrato le sfide che le loro organizzazioni devono affrontare, nonché le misure messe in atto per farvi fronte.
Uno sguardo sulla storia delle crisi contemporanee e sui meccanismi della politica monetaria
Al fine di meglio comprendere le sfide geopolitiche attuali, la prima parte del seminario ha ricollocato le crisi finanziarie nel loro contesto storico e ha esaminato i motivi per cui sono considerate un fenomeno moderno. Laura Rischbieter, professoressa della cattedra di storia del capitalismo all’Università di Basilea, ha illustrato i principali fattori all’origine di tali crisi. Il suo intervento ha fornito alle CdF utili spunti di analisi per comprendere meglio le dinamiche finanziarie attuali. Petra Tschudin, membro della Direzione generale della BNS, ha quindi proseguito la discussione illustrando alle Commissioni i meccanismi della politica monetaria. Le sfide attuali sono state presentate sulla base di due esempi concreti: i dazi doganali e l’andamento dei prezzi del petrolio. L’intervento di Petra Tschudin ha mostrato in che modo questi due fattori influenzano gli scambi internazionali e i mercati finanziari. Le CdF hanno inoltre dibattuto sulla decisione adottata dalla BNS di mantenere il proprio tasso guida allo 0 per cento.
Conseguenze delle evoluzioni geopolitiche su tre imprese attive a livello internazionale
Per meglio comprendere la realtà del settore, le CdF hanno sentito tre personalità provenienti da imprese svizzere attive a livello internazionale: Annette Luther, Head External Affairs Switzerland presso il gruppo Roche, impresa del settore farmaceutico, Andrea Grisard, presidente del consiglio di amministrazione di Ultra-Brag, azienda attiva nella logistica e nei trasporti, e Nabil Francis, CEO di Felco, ditta specializzata nella fabbricazione di utensili da taglio. Questi interventi hanno permesso ai membri delle CdF di comprendere meglio le ripercussioni delle evoluzioni geopolitiche e dell’apprezzamento del franco sulle attività delle imprese, le principali sfide che ne derivano e le misure che sono state messe in atto dalle imprese per affrontarle.
Visita dell’Istituto tropicale e di salute pubblica svizzero
Al termine del seminario, i partecipanti si sono recati presso l’Istituto tropicale e di salute pubblica svizzero (Swiss TPH), dove sono stati accolti dal suo direttore, Jürg Utzinger. Grazie alla combinazione tra ricerca, insegnamento e prestazione di servizi, Swiss TPH contribuisce a migliorare la salute delle popolazioni a livello nazionale e internazionale. Durante la visita i membri delle CdF hanno potuto farsi un’idea delle attività svolte concretamente dall’Istituto in ambiti quali lo sviluppo di farmaci, le ripercussioni sull’ambiente nonché l’impatto sulla salute. Hanno inoltre visitato un laboratorio all’avanguardia specializzato in particolare nelle malattie infettive. Le discussioni hanno permesso alle Commissioni di comprendere meglio lo stretto legame che unisce salute e malattia in un mondo globalizzato.
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Preventivo 2027 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2028–2030
Dopo che il 24 giugno 2026 il Consiglio federale ha adottato le cifre del preventivo 2027, le CdF hanno avviato i lavori riguardanti il prossimo preventivo con un colloquio con la direttrice dell’Amministrazione federale delle finanze. Quest’ultima ha illustrato le varie misure prese nell’ambito dell’elaborazione del preventivo e degli elementi esogeni che hanno permesso di presentare un preventivo con un margine di manovra (eccedenza strutturale) di circa 180 milioni di franchi. Questo risultato incoraggiante è frutto dell’attuazione delle misure di risparmio decise nel 2024 e 2025 nonché nell’ambito del pacchetto di sgravio 27 e delle entrate fiscali corrette al rialzo. Anche il piano finanziario 2028–2030 è interessato da questo netto miglioramento delle prospettive.
La discussione in seno alle Commissioni ha riguardato innanzitutto il calendario delle future uscite dell’esercito nonché i tagli di bilancio imposti al settore della cooperazione allo sviluppo. È stato confermato che l’obiettivo di destinare l’1 per cento del PIL all’esercito nel 2032 potrà essere raggiunto senza un programma di sgravio supplementare/ senza un ulteriore programma di sgravio e nell’ambito del bilancio ordinario della Confederazione. Alcuni membri delle Commissioni hanno osservato che, alla luce delle cifre presentate dal Consiglio federale, i tagli decisi a scapito del settore della cooperazione internazionale e i futuri tagli ancora previsti si sono rivelati decisamente non necessari. Altri membri hanno ricordato che, sebbene le entrate stessero certamente crescendo in modo significativo, anche le uscite aumentavano in misura quasi analoga.
Le CdF e le loro sottocommissioni proseguiranno l’esame del preventivo rispettivamente alla fine di agosto (CdF-S) e a inizio settembre (CdF-N), quando il Consiglio federale avrà adottato il suo messaggio concernente il preventivo della Confederazione svizzera per il 2027 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2028–2030.
Alta vigilanza finanziaria sulle imprese della Confederazione
Infine, le sottocommissioni delle CdF hanno comunicato alle Commissioni le loro conclusioni sulla realizzazione degli obiettivi strategici delle imprese e degli istituti della Confederazione nel 2025. Le CdF, incaricate dell’alta vigilanza sull’intera gestione finanziaria della Confederazione, verificano sistematicamente che il Consiglio federale e i dipartimenti adempiano correttamente il loro mandato di proprietari.
Presieduti dalla consigliera agli Stati Eva Herzog (PS, BS), il seminario di politica finanziaria e la seduta congiunta delle CdF si sono tenuti il 24 e il 25 giugno 2026 a Basilea presso il Parterre Rialto. Il seminario, che per consuetudine ha luogo nel Cantone di domicilio del presidente della Commissione che lo organizza, offre anche l’opportunità di incontrare i membri del Governo del Cantone ospitante. I membri delle CdF hanno dunque preso parte a un pranzo offerto dal Cantone di Basilea Città con il presidente del Consiglio di Stato Conradin Cramer, con il vicepresidente del Consiglio di Stato Lukas Engelberger, con la consigliera di Stato Tanja Soland e con la cancelliera Barbara Schüpbach-Guggenbühl.