La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati (CdF-S) è stata informata sui risultati finanziari 2017 della Confederazione e sulle prospettive attuali per i prossimi anni. Ha quindi preso atto anche delle conclusioni dello studio concernente la necessità di completare il freno all’indebitamento e ha infine esaminato, nel quadro della procedura di corapporto, il messaggio sull’esercito 2018 (18.022).

​Consuntivo 2017

I risultati del consuntivo 2017 della Confederazione pubblicati lo scorso 14 febbraio dal Consiglio federale sono stati presentati alla CdF-S. Essi sono caratterizzati da un saldo positivo del conto di finanziamento per circa 3 miliardi di franchi, mentre il preventivo prevedeva un saldo negativo di 250 milioni di franchi. Uscite effettive minori rispetto a quelle messe a preventivo (-380 milioni), entrate più importanti del previsto (+2 669 milioni) nonché entrate straordinarie non messe a preventivo (+177 milioni) hanno contribuito al conseguimento di questo risultato positivo. Gli introiti dell’imposta preventiva hanno superato di 2 miliardi le stime del preventivo e rappresentano la causa principale delle maggiori entrate. Occorre rilevare che queste cifre tengono conto di un accantonamento di 2 miliardi di franchi, con incidenza sul finanziamento, costituito in vista dei rimborsi futuri dell’imposta preventiva. Senza l’accantonamento, che introduce una nuova prassi, il saldo di finanziamento 2017 sarebbe stato di 5 miliardi di franchi.

Il capo del DFF ha spiegato alla Commissione questa nuova prassi. Se gli introiti dell’imposta preventiva sono aumentati notevolmente, i rimborsi hanno quasi marciato sul posto, sicuramente a causa degli attuali tassi d’interesse negativi che spingono numerosi beneficiari a rinviare la loro richiesta di rimborso. Questo eccessivo scarto fra introiti e rimborsi non dà un quadro della situazione delle finanze fedele e aderente alla realtà. Un effetto di recupero si farà sentire nei prossimi anni. Secondo il DFF, l’accantonamento recentemente introdotto permette di adeguare il risultato e di presentare cifre più realistiche. Anche se capisce le ragioni che hanno determinato l’introduzione dell’accantonamento a carico del conto di finanziamento, il Controllo federale delle finanze ha espresso le sue perplessità sulla conformità di questo accantonamento con la legge federale sulle finanze della Confederazione (LFC, RS 611.0) e sulla procedura seguita dal Consiglio federale in materia.

La maggioranza dei membri della CdF-S ha manifestato la propria soddisfazione per i risultati finanziari conseguiti. Alcuni si sono invece mostrati più prudenti, ricordando che non è compito di un ente pubblico realizzare utili.

Le sottocommissioni delle due Commissioni delle finanze avvieranno in aprile l’esame dettagliato dei conti 2017 e presenteranno le loro conclusioni ciascuna alla propria Commissione in occasione delle sedute plenarie del mese di maggio.

Il capo del DFF ha presentato inoltre la valutazione della situazione finanziaria dei prossimi anni. Attualmente si prevedono risultati strutturali per 1,1 miliardi di franchi nel 2019, di 1 miliardo nel 2020 e di 1,9 miliardi nel 2021. La Commissione ha preso atto di queste cifre adattate.

Perizia sulla necessità di completare il freno all’indebitamento

I risultati e le conclusioni del gruppo di esperti sul freno all’indebitamento incaricato dal Consiglio federale di esprimersi sull’opportunità di completare e perfezionare le regole concernenti il freno all’indebitamento sono state presentate ai membri della Commissione nell’ambito di un’audizione.

Il professor Jan Egbert Sturm, presidente del gruppo di esperti, e il professor Marius Brülhart, membro del gruppo, hanno presentato e analizzato i risultati, mentre il professor Cédric Tille contribuiva alla riflessione con un punto di vista esterno. Il gruppo di lavoro consiglia di non modificare la regola per il momento e di aspettare di avere un distacco sufficiente per poter trarre le conclusioni sull’impatto dell’attuazione del nuovo modello di gestione dell’Amministrazione federale (NMG) e delle ripercussioni che quest’ultimo potrebbe avere sul livello dei residui di credito. I relatori hanno confermato che il meccanismo del freno all’indebitamento aveva ampiamente svolto la sua funzione e dalla sua introduzione aveva permesso di ridurre l’indebitamento lordo della Confederazione da circa 124 a 99 miliardi di franchi. La successiva discussione si è innanzitutto concentrata sulla pertinenza, da un punto di vista macroeconomico, per un Paese come la Svizzera di mantenere un livello di debito sufficiente, in particolare per soddisfare la domanda sui mercati finanziari, e sui costi di opportunità del proseguimento di una politica di riduzione del debito. La teoria dei costi di opportunità sostiene che tutto ha un prezzo. Il denaro utilizzato per l’abbattimento del debito non può venire utilizzato per finanziare degli investimenti. È pertanto da tenere in considerazione, quale delle due vie può apportare maggiori benefici.

Corapporto concernente l’oggetto 18.022 s «Messaggio sull’esercito 2018»

Nel quadro della procedura di corapporto la Commissione ha esaminato il messaggio sull’esercito 2018, che prevede tre crediti complessivi per un importo totale di 2,053 miliardi di franchi, di cui 848 per il programma d’armamento, 742 per il materiale dell’esercito e 463 per il programma immobiliare del DDPS. La Commissione ha analizzato il progetto sotto il profilo finanziario senza formulare emendamenti. Il messaggio sarà esaminato dalla Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati durante la seduta di marzo.

Presieduta dal suo presidente Hannes Germann (UDC, SH), la CdF-S si è riunita a Berna il 22 febbraio 2018. A parte della seduta erano presenti il consigliere federale Ueli Maurer, capo del DFF, la direttrice supplente del Controllo federale delle finanze nonché diversi collaboratori del DFF e del DDPS.