La Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S) considera che fino a metà 2024 la Cancelleria federale si sia mostrata troppo reticente nell’informare in merito ai casi di presunte falsificazioni di firme e abbia riconosciuto troppo tardi la componente politica sensibile del tema. Ritiene pertanto che la Cancelleria federale debba migliorare la gestione dei rischi sotto questo aspetto. Per contro reputa sostanzialmente adeguate le misure adottate a partire dal 2019 per individuare e prevenire le falsificazioni di firme e ne raccomanda la continuazione.

Per preservare la fiducia nei diritti popolari è essenziale che in vista del deposito di iniziative popolari e domande di referendum siano garantite in ogni momento procedure irreprensibili. Questo compito spetta alla Cancelleria federale. A partire dall’inizio del 2019 a quest’ultima sono state segnalate presunte falsificazioni di firme raccolte in relazione a iniziative popolari federali. Visto l’aumento delle segnalazioni e il forte impatto mediatico suscitato da questi casi, nel settembre 2024 la Commissione ha deciso di esaminare in che modo la Cancelleria federale aveva trattato le segnalazioni dei casi sospetti e di analizzare a tale scopo le procedure interne, la comunicazione pubblica nonché le misure adottate.

Necessità di ottimizz​are la gestione dei rischi e la comunicazione

Il Parlamento e l’opinione pubblica sono venuti a conoscenza delle falsificazioni di firme tramite i media. La Commissione ritiene che sarebbe stata auspicabile un’informazione più tempestiva e più attiva da parte della Cancelleria federale. Ha inoltre constatato che le informazioni non sono circolate in modo ottimale neppure all’interno della Cancelleria federale: in particolare, il nuovo cancelliere della Confederazione, entrato in carica a inizio 2024, è stato informato del problema soltanto poco prima della pubblicazione delle notizie negli organi di informazione. I settori coinvolti all’interno della Cancelleria federale per troppo tempo non hanno riconosciuto la componente politica sensibile del tema. La Commissione raccomanda che la Cancelleria federale provveda in futuro a identificare e seguire nell’ambito della gestione dei rischi gli sviluppi in questi ambiti altamente sensibili.

Le misure adottate sono sostanzialm​ente adeguate

Dal 2019 la Cancelleria federale ha adottato diverse misure per contrastare la falsificazione di firme. Inizialmente la priorità è stata data a misure di facile attuazione (intensificazione dello scambio di informazioni con Comuni e comitati nonché sensibilizzazione degli stessi), una scelta che la CdG-S ritiene condivisibile visto il numero ancora relativamente esiguo di casi sospetti. Parallelamente all’aumento di questi ultimi la Cancelleria federale ha rafforzato gradualmente l’incisività delle misure, sporgendo una prima denuncia penale nel 2022 e rafforzando i controlli a inizio 2024. Nella seconda metà del 2024 ha inoltre avviato l’elaborazione di un codice di condotta, introdotto una piattaforma di segnalazione a uso dei Comuni e contattato vari istituti universitari per sviluppare soluzioni di tipo tecnico e ottimizzare i processi.

La Cancelleria federale si è trovata di fronte al difficile compito di prendere misure efficaci senza ostacolare l’esercizio dei diritti politici. La Commissione ritiene che le misure adottate siano adeguate allo scopo e proporzionate. Inoltre giudica positivamente soprattutto il fatto che la Cancelleria federale abbia adeguato la portata delle misure all’aumento del numero di casi. Tuttavia l’efficacia dei provvedimenti potrà essere pienamente valutata soltanto a medio termine.

La Commissione valuta positivamente la modi​fica della prassi, ma ritiene che sarebbe stato necessario annunciarla tempestivamente

La Commissione ritiene che la prassi seguita dalla Cancelleria federale fino a ottobre 2025, secondo cui di norma venivano convalidate tutte le firme delle cosiddette «liste di famiglia», non fosse conforme alla legge. Valuta pertanto positivamente l’adeguamento avvenuto a ottobre 2025 delle istruzioni concernenti l’attestazione del diritto di voto, con cui è stato modificato l’approccio per i casi in cui una persona iscrive più nomi e cognomi in una lista. La modifica della prassi è una delle misure adottate per facilitare il riconoscimento di falsificazioni. In passato la Cancelleria federale e una parte dei Comuni in alcuni casi attestavano o dichiaravano valide anche firme per le quali il nome e il cognome non erano stati apposti di proprio pugno, nonostante ciò non fosse conforme alla legge: la nuova prassi pone rimedio a questa situazione. La Commissione ritiene tuttavia che, in ossequio al principio della buona fede, la Cancelleria federale avrebbe dovuto informare tempestivamente il pubblico e i comitati della nuova prassi.

In una lettera alla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati, competente in materia, la CdG-S ha esposto che per rendere ammissibile la convalida di una firma anche nei casi in cui il nome e il cognome sono stati iscritti da un’altra persona (cosiddette «liste di famiglia») è necessaria una modifica della legge federale sui diritti politici.

Il Consiglio federale è invitato a esprimere un parere un merito alle constatazioni e raccomandazioni​ entro la fine di giugno 2026.

Presieduta dalla consigliera agli Stati Maya Graf (I Verdi, BS), la CdG-S si è riunita a Berna il 2 aprile 2026.