La Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S) ha valutato le misure adottate dal Consiglio federale per attuare le raccomandazioni da essa formulate nel 2021 a favore della protezione della biodiversità in Svizzera. A suo parere queste misure hanno avuto un impatto insufficiente e sono necessari ulteriori interventi.

Nel febbraio 2021 la CdG-S aveva pubblicato un rapporto nel quale riteneva che le misure adottate nell’ambito della protezione della biodiversità non fossero abbastanza efficaci. Aveva quindi formulato tre raccomandazioni all’attenzione del Consiglio federale affinché quest’ultimo potesse valutarne il rafforzamento mirato. Tra il 2023 e il 2025 la Commissione si è informata regolarmente in merito all’attuazione delle sue raccomandazioni. In particolare, ha tracciato un bilancio della prima fase del piano d’azione Strategia Biodiversità Svizzera (PA SBS I) e ha esaminato la seconda fase del piano d’azione (PA SBS II), adottata nel 2024. Oggi la Commissione presenta i risultati della sua valutazione in un rapporto​ adottato durante l’ultima seduta.

Alla luce dei suoi lavori, la CdG-S conclude che le misure prese dal Consiglio federale non hanno avuto un impatto sufficiente e constata che la situazione della biodiversità in Svizzera rimane critica. La Commissione è consapevole che il margine di manovra del Consiglio federale è ridotto poiché influenzato, tra le altre cose, dal quadro normativo e dalla disponibilità limitata di risorse. La CdG-S lo invita tuttavia a riflettere sulle misure supplementari da adottare nel quadro normativo attuale e su eventuali adeguamenti di quest’ultimo.

Strategia Biodiversità Svizzera: si registrano progressi, ma i punti deboli persistono

La CdG-S ha tracciato un bilancio con luci e ombre dell’analisi dell’efficacia del PA SBS I condotta dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) nel 2023. Dato che la maggior parte delle misure e dei progetti del piano d’azione ha subito un certo ritardo, il Consiglio federale ha prorogato la sua durata e ne ha accelerato l’attuazione, così da completarlo entro la fine del 2024. La Commissione si rammarica per il fatto che tale decisione abbia comportato una riduzione degli obiettivi del PA SBS I.

Nell’ambito dell’elaborazione del PA SBS II da parte dell’UFAM, la Commissione ha potuto constatare che il Consiglio federale ha tratto determinati insegnamenti dai punti deboli del PA SBS I. Deplora tuttavia che il Consiglio federale abbia diminuito le risorse stanziate all’UFAM a favore dell’attuazione del piano d’azione e osserva inoltre che la Confederazione non è ancora in grado di valutare l’impatto delle misure del PA SBS e il raggiungimento degli obiettivi della Strategia Biodiversità Svizzera in quanto non dispone di una serie di indicatori completa. La Commissione si rammarica anche per il fatto che non sia previsto uno scenario della protezione della biodiversità per il periodo successivo al 2030. Di conseguenza, ritiene essenziale che il Consiglio federale sviluppi gli indicatori necessari per valutare in modo uniforme le misure del PA SBS II ed elabori una strategia globale per il periodo 2030–2050. La CdG-S ha presentato un postulato che riguarda proprio quest’ultimo punto (26.3529).

Misure insufficienti nell’agricoltura

La CdG-S è lieta di constatare che nel PA SBS II sia stato concesso uno spazio maggiore all’agricoltura e che il Consiglio federale valuti regolarmente l’efficacia delle misure in materia di biodiversità nell’agricoltura. Considera tuttavia verosimile che le misure finora adottate non saranno sufficienti per un miglioramento efficace e duraturo della situazione. Invita pertanto il Consiglio federale a sviluppare ulteriori misure a favore della biodiversità, fermo restando il quadro normativo attuale, e a sottoporre al Parlamento, nell’ambito della politica agricola 2030+, proposte tese a migliorare l’efficacia delle superfici per la promozione della biodiversità.

La Commissione apprezza le analisi svolte dal Consiglio federale in merito ad alcuni sussidi potenzialmente dannosi per la biodiversità, ma ritiene che le misure adottate non consentiranno di raggiungere gli obiettivi prefissati. Invita pertanto il Consiglio federale a rafforzare gli sforzi intrapresi per quanto riguarda la trasparenza circa l’impatto dannoso dei sussidi agricoli sulla biodiversità e a verificare in particolare se eventuali adeguamenti permetterebbero di ridurlo.

La comunicazione sulla biodiversità deve essere migliorata

Mentre il PA SBS I prevedeva misure tese a migliorare la comunicazione sulla biodiversità, la CdG-S constata con stupore che questo aspetto non è stato trattato nel PA SBS II. La Commissione invita il Consiglio federale a valutare l’eventuale inserimento di misure concernenti la comunicazione e ad accertarsi che le informazioni su questo tema siano comunicate in modo completo, trasparente e motivato.

Dato che le sue raccomandazioni non sono ancora state attuate pienamente e che sussiste una necessità di intervenire su molteplici punti, la Commissione effettuerà un secondo controllo successivo entro due o tre anni.

Presieduta dalla consigliera agli Stati Maya Graf (I Verdi, BL), la CdG-S si è riunita il 18 maggio 2026 a Berna.