La Commissione dell’immunità del Consiglio nazionale (CdI-N) è entrata in materia, all’unanimità, sulla richiesta di soppressione dell’immunità del consigliere nazionale Cédric Wermuth, presentata l’11 settembre 2026 dal Ministero pubblico di Zofingen-Kulm (26.190). Ha poi deciso, sempre all’unanimità, di non sopprimere l’immunità del consigliere nazionale Wermuth. Nella sua valutazione, la Commissione conferma in questo modo la prassi che aveva stabilito in occasione di precedenti casi legati ai social media.

L'oggetto del procedimento è una denuncia penale del 31 luglio 2026 di un content creator, conosciuto con lo pseudonimo di «Joung Gustav». Il denunciante accusa il consigliere nazionale Wermuth di avere pubblicato sui suoi canali Instagram e Facebook liberamente accessibili, il 30 maggio 2026, un’immagine del denunciante mettendolo in relazione, nel relativo testo, al «movimento nazista e di estrema destra». Tale contributo è stato pubblicato nel quadro della campagna in vista della votazione sull’iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni!»; sotto l’immagine di «Joung Gustav», il consigliere nazionale Wermuth ha scritto:

«Am 14. Juni entscheidet sich auch, ob die erstarkende Neonazi- und rechtsextreme Bewegung zu den Gewinner:innen gehören. Schon seit Jahren arbeiten sie daran ihre menschenverachtenden Thesen mehrheitsfähig zu machen. Wenn du unsicher bist, bitte überleg' dir kurz ob du in einer Schweiz leben willst, in der solche Typen Abstimmungen gewinnen.»

Il denunciante ha indicato che tra il 3 e l’11 giugno 2026 il testo sarebbe poi stato modificato a posteriori con la cancellazione della parola «Neonazi» (neonazista). L’11 settembre 2026, il Ministero pubblico di Zofingen-Kulm ha presentato una domanda di soppressione dell’immunità al fine di poter avviare un procedimento penale per diffamazione (art. 173 CP) e calunnia (art. 174 CP) contro il consigliere nazionale Cédric Wermuth.

La CdI-N ha sentito il consigliere nazionale Wermuth, che ha dichiarato di utilizzare i social network nel quadro della sua attività politica. Ha indicato di aver modificato il contenuto della sua pubblicazione poiché le reazioni suscitate nei commenti esulavano dall’argomento iniziale del messaggio, vale a dire il fatto che l’intervento di un influencer seguito da oltre cinque milioni di persone in una campagna in vista di votazioni poteva essere utilizzato abusivamente come «porta d’accesso» per dei movimenti come «Junge Tat».

La Commissione è giunta alla conclusione che le pubblicazioni su Instagram e Facebook in esame sono direttamente connesse con la condizione e attività ufficiale di Cédric Wermuth. Ritiene determinante il fatto che i contributi sono stati pubblicati nel contesto di una campagna in vista di votazioni, su canali social media ufficiali dedicati (quasi) completamente a fini politici. Nella sua valutazione, la Commissione segue così la prassi stabilita con i casi d’immunità Glarner (24.195) e Michel (25.191) nell’ottica dell’utilizzo di social media da parte di parlamentari. È dunque entrata in materia sulla domanda presentata dal Ministero pubblico.

In una seconda fase, la Commissione ha deliberato in merito all’effettiva questione della soppressione dell’immunità. All’unanimità ha deciso di non sopprimere l’immunità del consigliere nazionale Wermuth. La Commissione sottolinea che l’affermazione contestata deve essere considerata nel quadro di un’intensa campagna politica in vista di votazioni, nell’ambito della quale – in particolare sui social media – sono comuni toni più aspri. In ultima analisi, la Commissione ha valutato che l’interesse pubblico a un libero esercizio del mandato parlamentare e alla tutela della libertà d’espressione del parlamentare in questioni politiche prevalga sull’interesse a un procedimento penale. Anche sotto questo aspetto, la Commissione conferma la prassi consolidata in casi precedenti (p. es. Brunner [13.190], Chiesa [24.191], Glarner [24.195], Michel [25.191]).

La competente Commissione del Consiglio degli Stati, vale a dire la Commissione degli affari giuridici (CAG-S), tratterà la domanda del Ministero pubblico di Zofingen-Kulm presumibilmente nel primo trimestre del 2027.

Presieduta dal consigliere nazionale Jean Tschopp (PS, VD), la Commissione si è riunita a Berna il 5 ottobre 2026.

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