Su invito della Grande Assemblea Nazionale Turca, dal 15 al 19 aprile 2026 si è tenuta a Istanbul la 152a Assemblea dell’Unione interparlamentare (UIP), che ha riunito oltre 1000 parlamentari di tutto il mondo, tra cui la delegazione svizzera. Incentrata sul tema Coltivare la speranza, consolidare la pace e assicurare la giustizia per le generazioni future, l’Assemblea ha offerto un contesto di dibattito e scambi per rafforzare l’azione parlamentare a favore della pace, della giustizia e delle generazioni future.

Dibattito generale

In considerazione delle crescenti pressioni sulla democrazia, dell’intensificarsi dei conflitti e delle persistenti disuguaglianze, durante il dibattito generale i parlamentari hanno esaminato i modi per ripristinare la fiducia in istituzioni pubbliche solide e per consolidare la pace, la giustizia e il multilateralismo attraverso il dialogo e la cooperazione interparlamentare.

Nel suo intervento, ​il presidente della delegazione svizzera, il consigliere nazionale Christian Lohr, ha sottolineato che la speranza e la fiducia poggiano su una «democrazia in azione», fondata sul dialogo, la ricerca del consenso e la partecipazione di tutte le componenti della società. Ha particolarmente insistito sulla necessità di includere i giovani, le donne, le minoranze e le persone con una disabilità, rammentando che una democrazia giusta deve essere accessibile a tutti. Ha inoltre esortato i parlamentari a guardare oltre le scadenze elettorali adottando decisioni più attente agli interessi delle future generazioni.

Al termine del dibattito, l’Assemblea ha adottato la Dichiarazione d’Istanbul [E / F], che invita i parlamenti a rafforzare una governance democratica, inclusiva e rappresentativa e a conferire una maggiore lungimiranza ai loro lavori. Pone in particolare l’accento sulla prospettiva strategica e accenna alla creazione di meccanismi istituzionali, come le «commissioni per il futuro», affinché le conseguenze a lungo termine delle decisioni politiche siano considerate al di là di un unico mandato elettorale.

Nuova segretaria generale dell’UIP

L’elezione della segretaria generale dell’UIP è stata uno dei momenti salienti dell’assemblea. A differenza del presidente, che assume una funzione politica, il segretario generale assicura la direzione operativa dell’organizzazione e garantisce l’attuazione delle decisioni dei membri nel rispetto del budget.

Anda Filip (Romania), numero due dell’organizzazione, è stata eletta al primo turno al posto di segretaria generale dell’UIP, con 229 voti, ossia il 72 per cento dei voti (maggioranza necessaria: 160) ed entrerà in carica nel mese di luglio 2026. Ha superato di gran lunga gli altri candidati, provenienti dalla Grecia (47 voti), dalla Svezia (29 voti) e dal Senegal (14 voti), tutti selezionati dal Comitato esecutivo dell’UIP il 12 aprile 2026.

Fin dalle audizioni dei candidati condotte in seno al Gruppo geopolitico dei Dodici Più, il 14 aprile 2026, e in occasione delle audizioni generali tenutesi a margine della 152a Assemblea dell’UIP a Istanbul, il 18 aprile, le differenze tra le candidate sono emerse in modo molto evidente. Questi incontri hanno soprattutto evidenziato il considerevole valore aggiunto di Anda Filip grazie alla sua conoscenza dell’UIP, delle sue missioni, del suo funzionamento e della sua struttura istituzionale. In definitiva, il voto si riassumeva in una scelta tra la continuità, offerta da Anda Filip, e la ricerca di un cambiamento radicale, rappresentato dalle altre candidate. I parlamenti membri hanno privilegiato la continuità. All’annuncio dei risultati Anda Filip è stata accolta con una standing ovation, a testimonianza della sua popolarità all’interno dell’organizzazione.

Quest’elezione è già storica in sé, poiché Anda Filip è la prima donna segretaria generale e la prima cittadina dell’Europa dell’Est a ricoprire questa carica da quando l’UIP è stata fondata nel 1889.

Punti d’urgenza

Durante l’Assemblea sono state formalmente depositate tre proposte di punti d’urgenza. La prima, promossa dal Bahrein e dagli Emirati arabi uniti, mirava a condannare gli attacchi iraniani del giugno 2026 contro i Paesi del Golfo. Di riflesso, la Repubblica islamica dell’Iran ha depositato una proposta di condanna degli attacchi statunitensi e israeliani contro il suo territorio.

L’iniziativa qatariota, intitolata «La necessità di compiere sforzi parlamentari concertati per mantenere i cessate il fuoco e sostenere il consolidamento della pace in Medio Oriente e in altre regioni» [E / F] è così stata promossa congiuntamente da Qatar, Australia, Turchia, Francia, Brasile, Zambia, Polonia, Portogallo e Italia, con il sostegno del gruppo arabo, del gruppo africano e del gruppo dell’America latina e dei Caraibi. Poco prima del voto, l’Iran ha ritirato la sua proposta e ha aderito all’iniziativa qatariota.

Risoluzioni

L’Assemblea ha pure adottato due risoluzioni. La prima, preparata dalla Commissione permanente della pace e della sicurezza internazionale e intitolata «Il ruolo dei parlamenti nell’attuazione di solidi meccanismi di gestione postbellica e nel ripristino di una pace giusta e duratura» [E / F], mira a incoraggiare i parlamenti a sostenere attivamente l’attuazione degli accordi di pace, la ricostruzione, la giustizia e il controllo democratico.

La delegazione svizzera è riuscita a far inserire nel testo finale diverse sue proposte di emendamento, che hanno in particolare contribuito a rafforzare l’approccio pragmatico della ricostruzione postbellica, stabilendo una distinzione tra i bisogni transitori e i bisogni strutturali dello Stato, e sottolineando la necessità di coinvolgere ampiamente le vittime ai processi della giustizia di transizione. I consiglieri nazionali Thomas Hurter e Laurent Wehrli hanno rappresentato la delegazione in seno a questa Commissione.

La Commissione ha inoltre deciso il suo prossimo tema di studio, ossia Rafforzare la sicurezza marittima e proteggere le infrastrutture vitali in tempo di guerra: il ruolo dei parlamenti nella salvaguardia della navigazione internazionale e della stabilità economica mondiale.

La seconda risoluzione, elaborata dalla Commissione permanente per lo sviluppo sostenibile, è intitolata «Costruire un’economia mondiale equa e sostenibile: il ruolo dei parlamenti nella lotta al protezionismo, nella riduzione dei dazi doganali e nella prevenzione dell’evasione fiscale da parte delle imprese» [E / F]. La risoluzione riafferma l’importanza di un sistema commerciale multilaterale aperto, basato su regole, per sostenere la crescita economica, ridurre la povertà e favorire lo sviluppo sostenibile. Esorta i parlamenti a lottare contro il protezionismo, a ridurre gli ostacoli al commercio e a rafforzare la cooperazione internazionale in materia fiscale. In questa Commissione, la delegazione era rappresentata dalla consigliera nazionale Laurence Fehlmann Rielle e dal consigliere nazionale Franz Grüter.

La Commissione ha adottato il suo prossimo tema di studio, ossia Il ruolo trainante dei parlamenti nella protezione degli ecosistemi montani e oceanici e nel raggiungimento dell’obiettivo di conservazione del 30 per cento entro il 2030.

Nella Commissione permanente della democrazia e dei diritti umani, la delegazione svizzera era rappresentata dal consigliere nazionale Christian Lohr. I lavori si sono concentrati in particolare sulla preparazione della prossima risoluzione della Commissione, dedicata allo Sviluppo sociale inclusivo per tutti: strategie parlamentari per promuovere i diritti e l’emancipazione delle persone con disabilità. In qualità di correlatore di questa futura risoluzione, il consigliere nazionale Christian Lohr ha partecipato al dibattito preparatorio che ha permesso alle delegazioni di comunicare le loro priorità e le loro proposte per l’elaborazione del progetto di testo che sarà sottoposto alla 153a Assemblea dell’UIP ad Arusha. La Commissione ha peraltro fatto il punto sui recenti sviluppi in materia d’intelligenza artificiale e ha adottato una mozione [E / F] che chiede ai parlamenti di intensificare il loro operato in questo settore, in particolare attuando le raccomandazioni della Dichiarazione di Kuala Lumpur [E / F], sviluppando gli scambi interparlamentari e rafforzando le capacità dei parlamenti.

Comitato dei diritti umani dei parlamentari

Durante una sessione speciale, l’Assemblea di Istanbul ha celebrato il 50° anniversario del Comitato dei diritti umani dei parlamentari [E / F], organo emblematico dell’UIP la cui azione pionieristica contribuisce da cinque decenni a proteggere i parlamentari perseguitati e a difendere lo Stato di diritto. Questa sessione ha evidenziato l’impatto concreto del comitato sulla vita e sul lavoro dei parlamentari, come pure il ruolo fondamentale dell’UIP e della solidarietà parlamentare nella difesa dei valori democratici e dello Stato di diritto.

Strategia dell’UIP

I membri hanno adottato il progetto di strategia 2027–2031 [E / F] dell’organizzazione, che riconosce in particolare il ruolo fondamentale del Comitato dei diritti umani dei parlamentari e sottolinea l’importanza della sua azione all’interno dell’UIP e, nel contempo, prevede di rafforzare il sostegno ai parlamentari minacciati.

La delegazione svizzera presso l’UIP, guidata dal suo presidente, il consigliere nazionale Christian Lohr (Il Centro, TG), e dal suo vicepresidente, il consigliere agli Stati Daniel Jositsch (sanza patito, ZH), comprendeva la consigliera nazionale Laurence Fehlmann Rielle (PS, GE) e i consiglieri nazionali Franz Grüter (UDC, LU), Thomas Hurter (UDC, SH) e Laurent Wehrli (PLR, VD).

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Les Conseillers nationaux Fehlmann Rielle et Wehrli lors de la 152ème Assemblée à Istanbul​.

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Le Conseiller national Lohr lors du débat général.​

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Le Conseiller national Lohr lors du débat général.​

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Les candidates au poste de secrétaire générale​.

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La Conseillère nationale Fehlmann Rielle lors de la séance du comité des droits de l’homme des parlementaires​.​

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Les Conseillers nationaux Grüter et Fehlmann Rielle lors de la rédaction en plénière de la résolution de la commission permanente sur la paix et la sécurité internationale. ​

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