Dopo che, in occasione della sua ultima seduta, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N) aveva deciso all’unanimità di entrare in materia sul disegno del Consiglio federale relativo alle misure contro i matrimoni con minorenni (23.057), ha ora proceduto alle deliberazioni di dettaglio e, nella votazione sul complesso, lo ha approvato all’unanimità, escludendovi tuttavia la ponderazione degli interessi lasciata alla discrezione del giudice.

Come la sua Commissione omologa e il Consiglio degli Stati, la CAG-N accoglie favorevolmente gli sforzi del Consiglio federale volti a procedere in futuro in modo ancora più rigoroso contro i matrimoni con minorenni in Svizzera. La Commissione sostiene quindi le modifiche al Codice civile e alla legge federale sul diritto internazionale privato contenute nel disegno di legge, ad esempio il fatto che in futuro i cosiddetti matrimoni conclusi durante le «vacanze estive», ovvero i matrimoni in cui minorenni domiciliati in Svizzera si sposano durante le vacanze all’estero, saranno dichiarati nulli. La Commissione è anche favorevole alla possibilità, per la persona sposatasi prima di essere maggiorenne, di presentare un’azione di nullità fondata sulla minore età fino al compimento dei 25 anni. Inoltre la CAG-N accoglie favorevolmente la precisazione dell’articolo 181a del Codice penale, introdotta dal Consiglio degli Stati, secondo cui devono poter essere perseguiti penalmente i matrimoni forzati sia civili sia religiosi.

La Commissione ha sollevato critiche nei confronti della cosiddetta «ponderazione degli interessi», prevista sia nel disegno del Consiglio federale sia nella versione del Consiglio degli Stati. I matrimoni con persone originariamente minorenni che al momento della causa di nullità sono diventate maggiorenni possono proseguire se il coniuge che nel frattempo è diventato maggiorenne esprime la sua libera volontà di mantenere il vincolo coniugale. Per contro, se al momento della causa di nullità uno dei coniugi è ancora minorenne, il giudice procede a una ponderazione degli interessi con l’obiettivo di verificare se interessi preponderanti del coniuge minorenne impongano il proseguimento del matrimonio. Poiché ritiene che la ponderazione degli interessi indebolisca l’efficacia delle misure proposte per contrastare i matrimoni con minorenni, la CAG-N propone alla sua Camera, con 17 voti contro 7, di stralciarla dalle disposizioni della legge. La minoranza della Commissione sostiene invece che questo inasprimento possa ripercuotersi negativamente su giovani sposi pienamente consenzienti, dal momento che in alcuni Paesi europei il matrimonio è consentito a partire dai 16 anni di età.

Reintroduzione del doppio cognome per i coniugi: la Commissione si esprime a favore di una notevole semplificazione del suo prog​etto

Nella sessione primaverile 2024 il Consiglio nazionale è entrato in materia sul progetto della Commissione in adempimento dell’iniziativa parlamentare 17.523 Possibilità di portare il doppio cognome dopo il matrimonio. Il Consiglio nazionale ha rinviato il progetto alla Commissione con l’incarico di rielaborarlo in modo che il doppio cognome sia introdotto per i coniugi ma non per i figli.

In base all’incarico affidatole dal plenum del Consiglio nazionale, la Commissione ha modificato il progetto solo in relazione ai figli, senza apportare modifiche materiali al resto del testo. Ha tuttavia colto l’occasione del rinvio per semplificare notevolmente il suo progetto, come proposto dal Consiglio federale nel suo parere del 24 gennaio 2024. Ha quindi deciso di abbandonare il sistema vigente che prevede una scelta scaglionata dei fidanzati al momento del matrimonio (mantenere il cognome o scegliere un cognome coniugale). Il progetto rielaborato si basa sul principio che ciascun coniuge è libero di scegliere personalmente il cognome che desidera portare dopo il matrimonio, che sia il cognome dell’altro coniuge (può trattarsi anche di un doppio cognome), uno dei due cognomi del proprio doppio cognome o di quello del coniuge o un doppio cognome composto dai cognomi di entrambi i coniugi. In caso di scelta di un doppio cognome, il coniuge deve dichiarare l’ordine desiderato e se i due cognomi debbano o meno essere uniti da un trattino. Una minoranza è contraria al trattino e propone di mantenere il cognome d’affinità. Se i coniugi non dichiarano nulla, ognuno mantiene il proprio cognome. L’espressione «cognome coniugale» viene eliminata, ma poiché i coniugi possono dichiarare che tutti i membri della famiglia (genitori e figli) portino lo stesso cognome, di fatto la possibilità di scegliere un cognome coniugale continua a sussistere. Il cognome coniugale dei genitori non viene però trasmesso automaticamente ai figli. I genitori coniugati devono decidere in ogni caso il cognome da dare ai propri figli. Diversamente da quanto previsto nel progetto precedente della Commissione, il cognome dei figli non può essere un doppio cognome. Una minoranza propone tuttavia di prevedere questa possibilità. Il diritto transitorio prevede che anche le persone già sposate possano, con una semplice dichiarazione, scegliere a posteriori un doppio cognome e ciò indipendentemente dal fatto che al momento del matrimonio i coniugi avessero deciso di mantenere il loro cognome o di optare per un cognome coniugale. Il Consiglio nazionale tratterà il progetto rielaborato dalla Commissione presumibilmente nel corso della sessione estiva 2024.

Protezione del possesso contro gli atti di usu​rpazione di fondi

La Commissione ha svolto alcune audizioni in merito al disegno del Consiglio federale sulla protezione del possesso contro gli atti di usurpazione di fondi (23.085). Il progetto si prefigge di migliorare le condizioni alle quali coloro che subiscono un’occupazione abusiva possono riprendere il potere effettivo sulla cosa di loro proprietà e/o in loro possesso. Il nuovo strumento dell’ordinanza giudiziale intende semplificare lo sgombero di edifici dagli occupanti abusivi non identificati. La Commissione si pronuncerà su un’eventuale entrata in materia in una delle sue prossime sedute.

Adeguamento delle risorse dedicate al per​​seguimento penale

In risposta a varie notizie diffuse dai media negli ultimi mesi, la Commissione ha trattato la questione del sovraccarico di lavoro e dell’efficienza delle autorità di perseguimento penale in Svizzera sentendo, al riguardo, rappresentanti della Commissione affari giuridici penali della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) nonché della Federazione svizzera degli avvocati. La CAG-N ha accolto con favore il fatto che, in occasione dell’ultima conferenza primaverile, la CDDGP abbia approvato un progetto di ampia portata per analizzare la situazione, che verterà anche sulle strutture organizzative cantonali. La Commissione auspica che il progetto possa essere condotto con uno spirito il più possibile aperto e autocritico e attende con grande interesse i risultati previsti per il 2026.

Inasprimento del diritto penale al fine di​​ proteggere gli edifici di pregio

La Commissione ritiene che sia necessario prendere delle misure al fine di proteggere gli edifici e i monumenti di pregio. Ha quindi deciso, con 12 voti contro 9, di dare seguito all’iniziativa parlamentare Amaudruz 23.433. L’iniziativa chiede che chiunque deteriori, distrugga o renda inservibile un edificio o un monumento pubblico sia punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria di almeno 90 aliquote giornaliere.

Trattamento dei casi di abuso sessu​ale in organizzazioni preposte all’assistenza di persone vulnerabili in Svizzera

La Commissione ha deciso, con 12 voti contro 8, di depositare un postulato di commissione (24.3472). Il postulato incarica il Consiglio federale di presentare un rapporto che illustri in quale misura in Svizzera le organizzazioni preposte all’assistenza di persone vulnerabili, come giovani o persone bisognose di assistenza spirituale (p. es. chiese, associazioni sportive o comunità religiose), trattano i casi interni di abusi sessuali verificatisi in passato e coinvolgono le autorità penali competenti nonché le misure che sono state adottate per impedire eventuali casi di abuso in futuro. Una minoranza della Commissione non ravvisa alcuna necessità di intervento da parte della Confederazione. A seguito della discussione in seno alla Commissione, la consigliera nazionale Kathrin Bertschy ha ritirato la sua iniziativa parlamentare sullo stesso tema (23.460).

Presieduta dal consigliere nazionale Vincent Maitre (M-E/GE), la Commissione si è riunita a Berna il
2 e 3 maggio 2024.

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