La Commissione propone all’unanimità al proprio Consiglio di approvare il protocollo di modifica della Convenzione di domicilio tra la Svizzera e l’Iran (25.100).

In base al diritto vigente, i cittadini iraniani residenti in Svizzera sono soggetti al diritto iraniano in determinati ambiti del diritto delle persone, del diritto di famiglia e di quello successorio, in virtù di un accordo bilaterale stipulato dalla Svizzera nel 1934 con l’allora Impero persiano. Nella prassi questa normativa speciale comporta regolarmente difficoltà, poiché il diritto iraniano si discosta talvolta in modo significativo dai principi dell’ordinamento giuridico svizzero ed è accessibile ai tribunali solo con notevole dispendio di risorse.

Il protocollo di modifica abroga tale eccezione. In futuro, ai cittadini iraniani residenti in Svizzera si applicheranno le norme generali del diritto internazionale privato. Nei settori fondamentali del diritto privato – tra cui il diritto delle persone, il diritto matrimoniale, il diritto in materia di mantenimento, il diritto di divorzio, il diritto di filiazione, il diritto patrimoniale e il diritto successorio – in futuro si applicherà, in linea di principio, il diritto svizzero al posto del diritto iraniano. La Commissione ritiene che l’adeguamento proposto contribuisca a una maggiore certezza del diritto, semplifichi i procedimenti e faciliti l’applicazione del diritto da parte dei tribunali.

Ricerca automatica dei veicoli e sorveglianza del traffico

La Commissione ha effettuato un esame preliminare dell’iniziativa del Cantone di Lucerna (25.312) e dell’iniziativa parlamentare Steinemann (24.471), che chiedono la creazione di una base giuridica per la ricerca automatica dei veicoli e la sorveglianza del traffico da parte delle autorità di perseguimento penale della Confederazione e dei Cantoni. Con 7 voti contro 3 e 1 astensione, la Commissione ha approvato le richieste contenute nelle due iniziative. Ritiene che vi sia la necessità di intervenire in tal senso e parte dal presupposto che la Commissione omologa coordinerà i propri lavori con l’annunciato progetto di revisione parziale della Costituzione federale e con la modifica della legge federale sui sistemi d'informazione di polizia della Confederazione (LSIP), tenendo debitamente conto anche della tutela dei diritti fondamentali.

Ritorno sulla questione dell’imprescrittibilità dell’assassinio

Con 7 voti contro 4 e 1 astensione, la Commissione ha deciso di rivenire sulla questione dell’imprescrittibilità dell’assassinio e di stralciare la relativa disposizione dal proprio progetto di attuazione dell’iniziativa cantonale 19.300 Nessun termine di prescrizione per chi ha commesso un reato grave. Secondo la Commissione è possibile tenere conto delle finalità dell’iniziativa cantonale e degli interessi delle vittime anche aumentando da 15 a 30 anni il termine di prescrizione per l’omicidio intenzionale e per altre fattispecie penali, allineandolo così a quello previsto per l’assassinio. Una minoranza desidera invece mantenere l’imprescrittibilità dell’assassinio. Poiché entrambe le Camere hanno già raggiunto un’intesa su tale questione, la decisione di rivenire della Commissione è soggetta all’approvazione della sua Commissione omologa (art. 89 cpv. 3 LParl).

Consentire un perseguimento più efficace delle gravi violazioni del segreto d’ufficio

Diverse indiscrezioni relative ad affari del Consiglio federale durante la pandemia di Covid-19 sono state oggetto sia di un’indagine da parte delle Commissioni della gestione (cfr. rapporto del 17 novembre 2023) che di un’inchiesta penale nei confronti dell’allora responsabile della comunicazione del Dipartimento federale dell’interno. In una sentenza del 31 gennaio 2025 il Tribunale federale ha affermato che nel diritto svizzero la tutela delle fonti giornalistiche è concepita in modo molto ampio e prevale sull’interesse pubblico a un perseguimento penale efficace (DTF 151 IV 153). La Commissione ha affrontato in due sedute la questione della portata della tutela delle fonti giornalistiche e ha condotto audizioni al riguardo (cfr. anche il suo comunicato stampa del 16 maggio 2025). Dopo aver preso conoscenza di una nota agli atti dell’Ufficio federale di giustizia (tedesco / francese), la Commissione ha riconosciuto la necessità di intervenire e ha adottato, con 7 voti contro 4, una mozione in tal senso (26.4051). La mozione chiede di limitare la tutela delle fonti alle persone il cui coinvolgimento sia direttamente necessario per garantire la libertà dei media. La Commissione ha pure adottato un postulato (26.4052) che incarica il Consiglio federale di analizzare la tutela delle fonti giornalistiche e le sue ripercussioni sull’accertamento delle violazioni del segreto d’ufficio, nonché di presentare proposte per ulteriori adeguamenti legislativi, sempre nel rispetto della libertà dei media tutelata dai diritti fondamentali.

Inizio delle deliberazioni in merito alla revisione del diritto fondiario rurale

La Commissione ha avviato i lavori relativi alla revisione parziale della legge federale sul diritto fondiario rurale (25.079) ed è entrata in materia sul disegno senza opposizioni. Il progetto mira a consolidare il principio della coltivazione diretta, a migliorare la situazione dei coniugi e a rafforzare l’imprenditorialità nel settore agricolo. Pur sostenendo in linea di massima questi obiettivi, la Commissione ritiene necessario ottenere ulteriori chiarimenti ed ha pertanto affidato all’Amministrazione alcuni mandati in tal senso. Proseguirà con l’esame dell’oggetto nel corso di una delle sua prossime sedute.

Nuove disposizioni salariali concernenti le persone elette dall’Assemblea federale

La Commissione ha approvato all’unanimità un progetto preliminare (26.424) relativo a un sistema salariale distinto per i giudici dei tribunali della Confederazione, per il Procuratore generale della Confederazione e i suoi due sostituti nonché per l’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza, tutti eletti su proposta della Commissione giudiziaria. Questa misura mira a evitare costi aggiuntivi e incongruenze nel sistema salariale riveduto dell’Amministrazione federale, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Il nuovo sistema, svincolato dalle classi salariali della Confederazione, non comporterà alcuna perdita di reddito e non si applica ai giudici del Tribunale federale.

La Commissione prenderà conoscenza del parere del Consiglio federale e degli organi interessati nella sua seduta del 9 settembre 2026.

Altri oggetti

  • La Commissione ha esaminato la mozione Jaccoud 25.4224 «Violenza di genere. Nessuna vittima senza giustizia, nessun aggressore senza condanna». La mozione mira a garantire alle donne vittime di violenza di genere che soggiornano illegalmente in Svizzera la possibilità di rivolgersi alle autorità penali senza il timore di essere denunciate e successivamente espulse a causa del loro status amministrativo. Mette inoltre in guardia dal rischio di creare una disparità di trattamento, poiché tali misure andrebbero a beneficio solo di una certa tipologia di vittime e in determinate situazioni. Una proposta di modifica della mozione volta a estendere il campo di applicazione a tutte le vittime in situazione di soggiorno illegale è stata tuttavia respinta con 6 voti contro 5 e 1 astensione. La Commissione ha poi respinto, con 9 voti contro 2 e 1 astensione, la mozione iniziale. Propone quindi al proprio Consiglio di respingere la mozione. Una minoranza propone invece di adottarla.
  • La Commissione ha proceduto all’esame della mozione von Falkenstein 25.4310 Nessuna divulgazione automatica degli indirizzi privati delle vittime, approvata dal Consiglio nazionale durante la sessione primaverile. La mozione è volta a modificare il Codice di procedura penale affinché l’indirizzo delle vittime figuri negli atti procedurali solo in presenza di una richiesta motivata e di un interesse degno di protezione. La Commissione propone all’unanimità di modificare la mozione sostituendo il termine «accusatore privato» con quello di «vittima», al fine di garantire la coerenza con il testo e il titolo della mozione. La Commissione ha quindi deciso, all’unanimità, di adottare la mozione modificata.
  • La Commissione propone al proprio Consiglio, con 10 voti contro 3, di respingere la mozione Pult 22.3104, che chiede l’assoggettamento del commercio d’arte alla legge sul riciclaggio di denaro. Nella seduta del 17 aprile 2023 e delle audizioni svolte in tale occasione la Commissione ha affrontato per la prima volta in modo approfondito il tema del commercio d’arte. La CAG-S ritiene che i rischi legati al commercio di opere d’arte siano adeguatamente contemplati dall’attuale dispositivo di lotta al riciclaggio di denaro e fa riferimento in particolare alle misure recentemente adottate, ossia l’introduzione di un registro di trasparenza e l’assoggettamento dei consulenti alla legge sul riciclaggio di denaro.
  • Con 9 voti contro 2 e 1 astensione la Commissione ha deciso di confermare la propria decisione di non dare seguito all’iniziativa parlamentare Amaudruz 23.433 Proteggere gli edifici e i monumenti di pregio dai vandali e da altri pseudo-attivisti politici. Il Consiglio degli Stati si pronuncerà in via definitiva sull'iniziativa probabilmente nel corso della sessione autunnale.
  • La Commissione ha accolto con 9 voti contro 2 l’iniziativa parlamentare Müller 25.493 Innalzamento del valore soglia per l’iscrizione obbligatoria nel registro di commercio, che prevede che il valore soglia per l’iscrizione obbligatoria di imprese individuali nel registro di commercio sia innalzato a 300 000 franchi.

Presieduta dal consigliere agli Stati Andrea Caroni (RL, AR), la Commissione si è riunita a Berna il 25 e 26 giugno 2026.