La modifica della legge federale sulle attività informative (LAIn; 26.021) si trova nella fase di appianamento delle divergenze. Nove articoli sono ancora controversi. Per tre articoli la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) propone alla propria Camera di allinearsi al Consiglio degli Stati, mentre per sei articoli le propone di mantenere la posizione attuale. La maggior parte delle proposte è oggetto di un parere di minoranza.

Per quanto riguarda i seguenti articoli, la CPS-N propone al Consiglio nazionale di mantenere la propria posizione.

Con 17 voti contro 8, la CPS-N respinge l’obbligo di comunicare al DDPS, a posteriori, l’impiego di apparecchi di localizzazione (nuovo art. 14 cpv. 4), proposto dal Consiglio degli Stati, in quanto creerebbe soltanto un onere amministrativo supplementare senza apportare alcun vantaggio aggiuntivo concreto. La minoranza riconosce che per il SIC sia necessario potere impiegare apparecchi di localizzazione GPS durante le osservazioni, senza previa autorizzazione del Tribunale amministrativo federale. Ritiene tuttavia che, data l’ingerenza nei diritti fondamentali, che una tale misura comporta, una comunicazione successiva al DDPS quale misura di controllo supplementare sia imprescindibile.

Per quanto attiene alle misure di acquisizione soggette ad autorizzazione in caso di una minaccia concreta di importanti interessi internazionali di sicurezza, la CPS-N propone, con 17 voti contro 8, di mantenere la posizione del Consiglio nazionale e di rendere le condizioni di cui all’articolo 27 capoverso 1 lettera a numero 2 alternative e non cumulative. Una disposizione che prevede condizioni cumulative bloccherebbe eventuali misure impiegate nei confronti delle organizzazioni terroristiche qualora non sussista alcuna minaccia diretta alla sicurezza interna della Svizzera. Secondo la maggioranza, l’infrastruttura svizzera fungerebbe dunque da scudo protettivo per i terroristi, poiché il tribunale dovrebbe respingere le misure nonostante un’elevata necessità di accertamenti. La minoranza ritiene invece necessario stabilire condizioni cumulative al fine di garantire che il SIC non possa essere strumentalizzato da servizi d’informazione stranieri. Inoltre, ritiene che una disposizione cumulativa semplifichi l’esame da parte dei tribunali.

Con 16 voti contro 8 e 1 astensione, la CPS-N ha respinto l’inasprimento, proposto dal Consiglio degli Stati, della disposizione concernente la procedura in caso d’urgenza per l’infiltrazione nei sistemi informatici esteri (art. 37 cpv. 3 e 4). La Commissione ritiene che il coinvolgimento del capo del DFAE e del capo del DFGP nella decisione non sia attuabile in caso di misure urgenti. Secondo la minoranza, l’infiltrazione in sistemi informatici esteri costituisce una misura particolarmente delicata e ritiene pertanto imperativo tale coinvolgimento.

Con 19 voti contro 0 e 6 astensioni, la CPS-N ha respinto il disciplinamento immediato della tutela del segreto professionale (art. 44a). Ha constatato che il testo proposto dal Consiglio degli Stati va ben oltre quanto richiesto dai tribunali e per quanto attiene all’esplorazione radio o di segnali via cavo ne comporterebbe l’interruzione. La Commissione rammenta che il pacchetto aggiuntivo già previsto riguardante la revisione della LAIn prevede una nuova regolamentazione della tutela del segreto professionale, che potrà dunque essere esaminata in dettaglio a tempo debito dalle Commissioni delle due Camere in procedura ordinaria.

Con 17 voti contro 8 la CPS-N propone che, in assenza di un riferimento a una specifica situazione di minaccia (art. 50), i dati provenienti da misure di acquisizione soggette ad autorizzazione siano verificati e distrutti al più tardi dopo sei mesi dalla conclusione della misura e non, come richiesto dal Consiglio degli Stati, già dopo tre mesi. La maggioranza ritiene che il termine di 6 mesi sia più adeguato dal punto di vista pratico. La minoranza ritiene adeguato il termine stabilito dal Consiglio degli Stati trattandosi di dati sensibili dal punto di vista dei diritti fondamentali.

Infine, la CPS-N ha respinto, con 14 voti contro 11, la modifica introdotta dal Consiglio degli Stati secondo cui, in casi eccezionali motivati, il capo del SIC può rinunciare ad attuare una raccomandazione dell’autorità di vigilanza indipendente sulle attività informative (AVI-Ain). Essa ritiene che l’eccezione inserita dal Consiglio degli Stati non sia efficace (art. 78b).

Per quanto attiene ai seguenti articoli, la Commissione propone invece di allinearsi al Consiglio degli Stati.

Con 14 voti contro 10 e 1 astensione, la CPS-N si è opposta alla modifica secondo cui il SIC, a tutela di un’organizzazione o di una persona, possa acquisire e trattare informazioni riguardanti la sua attività politica e richiede dunque, analogamente al Consiglio degli Stati, lo stralcio dell’articolo 5 capoverso 6 lettera c.

Con 17 voti contro 8 la CPS-N propone che sia il direttore del SIC a poter autorizzare l’assegnazione di un’identità fittizia a talune persone. Come il Consiglio degli Stati, ritiene che non sia gerarchicamente opportuno attribuire questa competenza al capo del DDPS (art. 18 cpv. 1).

Con 17 voti contro 8 la CPS-N sostiene l’impostazione proposta dal Consiglio degli Stati per il divieto di organizzazioni di cui all’articolo 74 LAIn. La Svizzera deve poter decidere quali organizzazioni rappresentano un pericolo per la sicurezza interna ed esterna della Svizzera in maniera autonoma e senza ricorrere alle valutazioni politiche delle organizzazioni internazionali.

In questo contesto la Commissione ha inoltre deciso di proporre alla sua Camera di respingere le mozioni Binder 25.4787 (con 22 voti contro 0 e 3 astensioni), Dittli 25.4566 (con 21 voti contro 0 e 4 astensioni) e Vontobel 25.4498 (con 25 voti contro 0). Ritiene che le richieste delle due mozioni siano soddisfatte con la revisione della LAIn, mentre il divieto, chiesto aggiuntivamente dalla mozione 25.4498, di simboli, slogan e altri segni distintivi dei movimenti estremisti e contrari allo Stato sarebbe formulato in maniera troppo vaga e ampia.

Finanziamento di uscite per l’ar​​mamento

Nella seduta la CPS-N si è inoltre informata sul progetto ​26.051 «Finanziamento di uscite per l’armamento dell’esercito tramite un aumento dell’IVA». Ha poi svolto il dibattito di entrata in materia e discusso i primi piani di finanziamento. Proseguirà l’esame nella seduta del 2–3 novembre 2026. Ha altresì già conferito all’Amministrazione incarichi di chiarimento.

Nell’ambito di un corapporto all’attenzione della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) concernente la seconda aggiunta al preventivo per il 2026 che chiede lo stanziamento di 970 milioni di franchi destinati agli acquisti per la difesa aerea previsti nel programma di armamento 2026, la maggioranza della CPS-N sostiene il credito di 970 milioni per spese e investimenti per l’armamento. Visto il peggioramento della situazione di minaccia in Europa, ritiene indispensabile che gli acconti per gli acquisti previsti nel programma di armamento 2026 per la difesa terra-aria vengano versati tempestivamente affinché gli acquisti possano essere garantiti. Una minoranza raccomanda alla CdF-N di rinviare il credito aggiuntivo al Consiglio federale incaricandolo di presentare una proposta per impiegare i fondi in modo globale secondo la Strategia in materia di politica di sicurezza 2026.

Infine, la CPS-N si è informata sull’attuale situazione della sicurezza interna in Svizzera.

Presieduta dalla consigliera nazionale Jacqueline de Quattro (PLR, VD), la Commissione si è riunita a Berna il 12 e il 13 ottobre 2026. A parte della seduta era presente il consigliere federale Martin Pfister, capo del DDPS.

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